| A SILICON VALLEY VIETATI PORTATILI E CELLULARI DURANTE LE RIUNIONI |
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| 01/04/2008 | |
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1 Apr. – Accusati di distrarre i manager durante le riunioni, a Silicon Valley, la capitale californiana della tecnologia informatica ha detto no ai pc, al telefonino, al blackberry durante le riunioni aziendali. Nella valle del silicio dove risiedono più gadget pro capite che in ogni altra parte del mondo, lo stare sempre su "on" si sta trasformando in un reale spegnimento. Dell'attenzione, della sorveglianza intellettuale, della parola. I guru dei bit sono frustrati, dopo aver predicato l'insostituibilità della comunicazione hi-tech, adesso vogliono tornare a parlare guardando la gente negli occhi.
Molte imprese hanno rifatto le agende settimanali, scrivendo sul calendario "riunioni" e vietando ai dipendenti l'uso di qualsiasi strumento durante le assemblee. Si fanno consegnare iPhone e computer all'ingresso e si sono inventati pure una definizione simpatica per rallegrare la censura: "topless" meetings, gioco di parole con laptop e less (meno), spiritosaggine che evoca linguisticamente l'atto di spogliarsi anche se qui non volano via i reggiseni ma tutti gli orpelli informatici che impediscono un fisico contatto. Il ritorno del faccia-a-faccia e del corpo ai corpi accorcia, almeno nelle intenzioni, la distanza imposta dalla tecnica. Attenzione parziale, risultati parziali dicono alcuni penitenti locali, dell'umano recupero della relazione a loro interessa sì, ma relativamente. Dunque via tutto, anche insospettabili orologi e spille, chissà che non si nascondano smart devices, attrezzi intelligenti. Dicono che funzioni, quando non c'è il trillo, il bip, il flash: maggiori profitti. La "continua parziale attenzione", come la chiamano, è quel modo sempre teso di stare connessi, al centro del network, e non poterne fare a meno. A parte gli oltraggi all'etichetta, il comportamento da distrazione tecnologica contagia qualsiasi spazio: uffici, scuole, istituzioni. Alcuni docenti dell'Università del Michighan hanno bandito il pc, più del 75% dei prof della UCLA Anderson School of Management hanno reciso i fili delle connessioni. Google Italia non ha preso nessuna decisione, ammette che "nuovi strumenti sono entrati nella nostra quotidianità, ma questo non deve prescindere dalle regole basilari del rispetto e della professionalità". Tagliare le corde della rete e slacciare i nodi della dipendenza. Connessioni interrotte, però che bei rammendi ai legami. (mps) |
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