| A TEATRO I 55 GIORNI DEL RAPIMENTO MORO COMMUOVONO MILANO |
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| 30/04/2008 | |
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30 APR - L'angoscia dei 55 giorni di prigionia e dell'assassinio di Aldo Moro è tornata ad aleggiare, a 30 anni di distanza, al Piccolo Teatro Studio per la prima milanese del dramma scritto da Corrado Augias e Vladimiro Polchi.
Rinchiuso in una trasparente cabina delimitata ai lati da due imponenti blocchi, l'attore ha ripercorso attraverso le lettere dalla prigionia il crescendo drammatico dei 55 giorni che sconvolsero la prima Repubblica, dal primo accorato e ottimistico appello di Moro al ministro dell'Interno Cossiga a “evitare guai peggiori”, fino al duro atto d'accusa contro lo stato maggiore della Dc: “Il mio sangue ricadrà su di voi, sul partito e sul Paese”. Il dramma umano del “prigioniero politico”, che implora dapprima ai compagni di partito, quindi alla famiglia e infine al Pontefice un atto di intercessione per la liberazione, non è che il controcanto, nella ricostruzione di Augias e Polchi, della tragedia dello Stato italiano, incapace di scalfire la linea della fermezza con un gesto di pietà umana. Memore della lezione che Leonardo Sciascia affido al pamphlet “l'Affaire Moro”, lo spettacolo messo in scena da Giorgio Ferrara, tenta di illuminare, proprio attraverso le parole dello statista, la cecità di una ragione di stato che 30 anni fa non esitò a giudicare il Moro prigioniero incapace di intendere, succube dei propri aguzzini e privato di quella autonomia di pensiero che avrebbe invece meritato ascolto. Le immagini di tg dell'epoca, con il racconto dei misteri del sequestro (dal falso comunicato n.7 alle inutili perlustrazioni del lago della Duchessa, alla ricerca di un cadavere che non c'era) e soprattutto le chiose didascaliche dell'altro attore sulla scena, Lorenzo Amato, confermano quanto, a distanza di 30 anni, la decisione di non trattare con le Br impone oggi un esame della coscienza civile italiana. Tra la difesa della polis e la pietas per una vita umana, il dramma “Aldo Moro: una tragedia italiana” sembra suggerire oggi che la scelta di allora doveva essere improntata all'umanità e non alla ragione di Stato. Nella platea gremita per la prima milanese, questa sera era seduto anche uno degli autori, Vladimiro Polchi, giovane cronista politico de La Repubblica. Corrado Augias sarà invece al Piccolo Teatro Studio di Milano il 9 maggio, per il 30mo anniversario del ritrovamento del corpo di Aldo Moro nella Renault rossa in via Caetani, quando, assieme all'attore Paolo Bonacelli, animerà un dibattito dedicato allo statista assassinato, che precederà lo spettacolo. |
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