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Ultimo aggiornamento: 06.07.2008 ore 03:22
AIRFRANCE NON LASCIA IL CAMPO AGLI AVVERSARI E ASPETTA IL 14 APRILE Stampa E-mail
07/04/2008

7 Apr. - Il periodo di esclusiva con Alitalia «è terminato». Dunque il dossier, almeno formalmente, è chiuso. Ma Air France-Klm resta in attesa degli sviluppi e disponibile a riaprire il confronto sul proprio piano in qualunque momento.

alitaliaairfrance280x200.jpgAttorno ai consigli di amministrazione della compagnia franco-olandese c’è sempre molto riserbo.
Al punto che alcune indiscrezioni (non confermate) ipotizzano che una riunione dei vertici - prevista per oggi - ci sia già stata, domenica mattina, al riparo da occhi indiscreti.
L’unica cosa che trapela da Parigi è che Air France-Klm - a meno di colpi di scena - non intende lasciare campo libero agli avversari nella settimana più decisiva per le sorti di Alitalia: le elezioni di domenica e lunedì.

Gli stessi soci olandesi - da sempre freddi sul progetto Alitalia - sanno che molti concorrenti attendono solo il loro ritiro: da Lufthansa ai texani di Tpg. Ma allo stesso tempo sono convinti che la loro offerta resterà l’ultima prima del commissariamento.

Lo credono anche i sindacati, e per questo aprono al confronto, ma non sembrano spaventati dall’ultimatum di Padoa-Schioppa: firme in bianco «non ne daremo». Nonostante la liquidità incerta, le sigle confederali non credono (ieri lo ha detto anche Berlusconi) che la compagnia verrà commissariata prima delle elezioni. Dunque, se nel frattempo non uscirà la cordata made in Pdl, «per tornare al tavolo - ribadisce Marco Veneziani della Uilt - si può aspettare qualche giorno».

E però - complici i malumori fra i lavoratori che si stanno organizzando in comitati pro Parigi - il fronte sindacale comincia a sgretolarsi. Ieri sono venute allo scoperto Anpav e Avia, le due sigle più forti fra gli assistenti di volo: «Siamo pronti a un passo indietro, perché ad Air France-Klm non c’è alternativa». Per questo a Palazzo Chigi restano «cautamente ottimisti» e il sottosegretario Enrico Letta spera di organizzare subito un primo incontro distensivo. Le possibilità di trovare un accordo prima delle elezioni sono prossime allo zero.

Riaprire il dialogo allontanerebbe però lo spettro del commissariamento e permetterebbe al Pd di rivendicare di fronte agli elettori il merito di aver ritessuto la tela dopo la disastrosa rottura per mano della Cgil. Una delle ipotesi ancora in campo è che giovedì, dopo il consiglio di amministrazione (domani) della compagnia che aggiornerà sullo stato dei conti, un incontro (mercoledì) Alitalia-sindacati e uno (forse) con il governo, Letta riesca a far sedere al tavolo le sigle di categoria con un paio di manager parigini: Jean-François Colin - responsabile delle risorse umane - e la responsabile fusioni e acquisizioni Florence Parly.

Ieri - ospite di Lucia Annunziata a «In mezz’ora» - Giulio Tremonti sembrava sostenere il tentativo: «Non so se Alitalia ha benzina fino alle elezioni». Ma «tra la riunione del consiglio di Air France-Klm e il cambio di governo, ammesso che questo possa influenzare la trattativa, passerà molto tempo».

Dentro al Pdl, Tremonti - e con lui Gianni Letta - è il meno felice all’idea di trovarsi fra le mani l’Alitalia commissariata. Ma il Capo, almeno ufficialmente, ribadisce di pensarla diversamente: «La cordata alternativa ci sarà. Devono dare la possibilità che si apra la trattativa con un altro gruppo».

Alcune indiscrezioni dicono che Gianni Letta avrebbe sul tavolo la disponibilità di alcuni imprenditori italiani (da Marcellino Gavio a Salvatore Ligresti) a stringere un accordo con Lufthansa, già sondata. Ma altre fonti del Partito democratico sostengono che dopo le elezioni il nuovo governo sarebbe pronto a proporre lo stesso schema a Parigi. (La Stampa)

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