| ALBERI dI NATALE: più ecologici quelli veri? E' un affare da 140 milioni di euro |
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| 09/12/2007 | |
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9 Dic. - Sono sette milioni di esemplari su cinque
l'albero naturale vince su quello di plastica ed il business e'
di 140 milioni di euro, per lo piu' acquistati durante il ponte
dell'Immacolata.
E' quanto spiega la Coldiretti che sottolinea come "la
scelta di acquistare un albero naturale che sara' fatta da
oltre sette milioni di famiglie e' vincente per salvaguardare
il territorio, ridurre l'inquinamento e contrastare i
cambiamenti climatici.
E' quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che l'albero vero durante l'accrescimento assorbe l'anidride carbonica responsabile dei cambiamenti climatici e proviene essenzialmente da coltivazioni dedicate spesso situate in zone collinari o montane altrimenti destinate all'abbandono e al conseguente degrado idrogeologico". I cinque milioni di alberi sintetici recuperati per l'occasione dagli scantinati o acquistati ex novo arrivano molto spesso dalla Cina e liberano ciascuno, secondo gli esperti, almeno 20 kg di anidride carbonica mentre gli abeti naturali utilizzati come ornamento natalizio - informa la Coldiretti - sono in maggioranza italiani e derivano per circa il 90 per cento da coltivazioni vivaistiche specializzate che occupano stagionalmente oltre mille aziende agricole situate soprattutto in Toscana, Veneto o Friuli con il restante 10 per cento (cimali o punte di abete) che sono il frutto della normale pratica forestale che prevede interventi colturali di 'sfolli' e/o diradamenti indispensabili per lo sviluppo e la sopravvivenza del bosco. Si tratta quindi - continua la Coldiretti - di una coltivazione che, nel rispetto del delicato equilibrio dell'ambiente, puo' rappresentare una ideale forma di utilizzo di terreni marginali di media collina e montaniAree fragili dal punto si vista ambientale dove - precisa la Coldiretti - mantenere il terreno lavorato significa garantire la capacita' di assorbire la pioggia in profondita' prima di respingerla verso valle evitando i pericoli delle frane, mentre la pulizia dai rovi e dalle sterpaglie, diminuisce il pericolo d'incendi. In occasione del Ponte dell'Immacolata quando si realizzera' il maggior numero di acquisti nella scelta al naturale e' necessario tuttavia - sottolinea la Coldiretti - seguire alcune regole per valorizzare la spesa stimata pari circa 140 milioni di Euro fatta dagli italiani per l'acquisto di abeti veri offerti quest'anno ad un prezzo variabile dai quindici euro fino addirittura a piu' di 500 a seconda delle dimensioni, della varieta' e del vaso in cui e' riposto. E' meglio preventivare l'acquisto - consiglia la Coldiretti - con qualche giorno di anticipo per dare modo all'albero di adattarsi al nuovo ambiente e distendere bene i rami, mentre in vivaio occorre scegliere l'albero della giusta altezza che va scosso per far cadere gli aghi secchi ed essere poi sistemato in casa in un luogo luminoso, fresco, lontano da fonti di calore, come stufe e termosifoni e al riparo da correnti d'aria, come porte e finestre. Vanno evitati - continua la Coldiretti - addobbi pesanti per non spezzare i rami e l'utilizzo di neve sintetica e spray colorati perche' l'albero e' vivo e respira, mentre la terra deve essere mantenuta umida ma non eccessivamente bagnata, anche con l'utilizzo di un nebulizzatore, che potrebbe essere usato anche ai rami in assenza di fili elettrici. Terminato il periodo natalizio - continua la Coldiretti - se l'albero acquistato ha le radici puo' essere posizionato all'esterno sul balcone o piantato in giardino, ricordando che e' una pianta che puo' crescere anche fino a 15-20 metri. La tradizione di ornare un albero sempreverde in occasione del Natale - ricorda la Coldiretti - e' originaria della Germania del VII secolo, dove gli abitanti erano soliti addobbare le querce con pietre colorate che, col passare del tempo, vennero sostituite con ghirlande di fiori, nastri e frutti colorati. Questa usanza venne sempre piu' collegata alla festivita' del Natale al punto che si fini' per sostituire le querce con gli abeti in quanto, la loro forma triangolare poteva simboleggiare la Santissima Trinita'. Questa pratica - conclude la Coldiretti - gia' comunissima alla fine dell'Ottocento in Nord Europa e negli Stati Uniti si e' diffusa rapidamente in Italia a partire dagli anni cinquanta.(AGI) |
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