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Clandestinoweb
Ultimo aggiornamento: 05.07.2008 ore 17:53
ALITALIA: 8 settimane di trattativa in esclusiva e poi si vedrà Stampa E-mail
29/12/2007
29 dic. - Il tempo di decidere su Alitalia è arrivato: dal Consiglio dei ministri di ieri è emerso un «sì» alle trattative in esclusiva con Air France-Klm, e questo sembra equivalere (quasi) a un’avvenuta cessione della nostra ex compagnia di bandiera, in linea con l’indicazione «tecnica» del cda di Maurizio Prato.
alitalia_280x200.jpgPerò il governo si è riservato otto settimane per dire l’ultima parola, quindi al termine di due mesi la decisione politica su Alitalia potrebbe anche divergere da quella attesa; il piccolo margine di incertezza concede all’esecutivo di Romano Prodi un po’ di tempo per strappare qualche altra concessione al gruppo di Jean-Cyril Spinetta.
Inoltre, con questo espediente della «quasi» decisione viene rinviato a dopo le Feste il possibile scontro con quelle forze sindacali che non sono convinte dall’opzione Air France.
Il ministro del Lavoro Damiano assicura che «quando sarà il momento il governo farà la sua parte» per attivare gli ammortizzatori sociali che si rendessero necessari per Az Servizi.
La Borsa ha festeggiato la novità di ieri con un maxi-rialzo dell’8,26% a 0,80 euro per il titolo Alitalia.
Invece Carlo Toto reagisce molto male: «Se l’Italia rinuncia al nostro progetto spreca una grande opportunità, oltre che la capacità di competere nella serie A del trasporto aereo».
Il patron di AirOne dice che «siamo un Paese che sta scegliendo di autodeclassarsi e di svendere un asset strategico nazionale. Oggi non ha vinto il mercato, perché in quel caso ci sarebbero stati trasparenza nella decisione un confronto chiaro fra i due piani».
Da parte del governo la scelta di anticipare a ieri una decisione che invece era attesa per il 15 gennaio è dipesa da vari fattori. La situazione di Alitalia, che continua a perdere quasi 2 milioni di euro al giorno, appariva troppo precaria per continuare a tergiversare.
Oltretutto corre voce che Prodi abbia avuto rassicurazioni dal presidente francese Sarkozy (Parigi ha il 18% di Air France) riguardo alla tutela degli interessi nazionali italiani da parte del nuovo gruppo Air France-Klm-Alitalia.
Soddisfatto della decisione di ieri il top manager francese Spinetta, che a questo punto si augura di «arrivare rapidamente a un accordo solido che apra la via a una crescita profittevole di Alitalia».
Ad annunciare il via libera del governo è stato il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, che giudica «corretta la valutazione del cda» e definisce «motivo di fiducia la prospettiva di integrazione con il primo gruppo mondiale nel trasporto aereo».
Inoltre, nota Padoa-Schioppa, Air France «ha ampia esperienza in integrazioni, avendone già fatta una con Klm».
Quello di ieri è stato «un passo di grandissima importanza, anche se non è l’ultimo» ha rilevato il ministro, auspicando che «la fase finale della trattativa non riservi sorprese negative».
Il governo, ha aggiunto, «ha la massima attenzione per il futuro di Malpensa».
Nel mondo politico sono in molti a opporsi, con vari accenti, alla cessione a Air France. Si è fatto sentire il vicepremier Francesco Rutelli, che ha rivolto all’azionista Tesoro «5 questioni di merito che restano irrisolte o da chiarire nella trattativa». Per l’opposizione Alemanno (An) sostiene che quella di Padoa-Schioppa è una scelta «contro gli interessi nazionali che non tiene conto del parere di Confindustria, dei sindacati e delle regioni del Nord». A nome di tutto il«fronte del Nord» il governatore della Lombardia Formigoni parla di «scandalo» e «forse di una decisione illegittima» e promette che valuterà «tutte le azioni possibili». La Lega con Calderoli avverte: «Il governo ha scelto di svendere il Paese e di cancellare la Padania; se volevano la guerra l’avranno».
Per la parte sindacale fonti vicine al segretario generale della Cgil Epifani esprimono «grande stupore per l’accelerazione improvvisa» e ribadiscono «perplessità» per la scelta, perché «dell’offerta francese ancora non si conoscono i contenuti».
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