| ALITALIA: BERLUSCONI - IN 3/4 SETTIMANE PRONTA LA CORDATA |
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| 22/03/2008 | |
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22 mar. - 'O si fa Alitalia o si muore'. Silvio Berlusconi, nuovo
Garibaldi, per salvare la compagnia di bandiera sembra essere disposto
a tutto. E proprio la sua discesa in campo e' la garanzia, assicura,
che alla fine la cordata italiana la spuntera' sui francesi: ''Ormai mi
sono impegnato io, quindi si fa'', rassicura.
Romano Prodi preferisce non intervenire, e cosi' oggi il botta e risposta e' con Walter Veltroni.
Il leader del Pd non chiude la porta a un'alternativa ma lancia un ultimatum: se c'e' una cordata si deve fare viva entro 48 ore. Una tempistica ''assurda'', e' la replica: ''Servono 3, 4 settimane''.
La campagna di Berlusconi ruota intorno ad alcune certezze: le condizioni di Air France sono inaccettabili; Intesa Sanpaolo non si e' ritirata; ci sono imprenditori italiani interessati al salvataggio di Alitalia che ''si sono dichiarati disponibili e che ora si stanno parlando''. Sono ''nomi grossi - spiega - e tutti in contatto con Toto''.
Suona il tasto dell'orgoglio l'ex premier e spiega che consegnare Alitalia a Parigi sarebbe un po'
come essere colonizzati. L'Italia sarebbe svilita, basta considerare che anche ''la Grecia e il Portogallo hanno una compagnia di bandiera''.
Quindi bisogna ribellarsi, rimboccarsi le maniche e trovare una nuova soluzione. Lui, dice sornione, ha atteso di conoscere le carte di Af; dopo averle viste ha pero' capito che il piano francese non si poteva mandare giu' e si e' quindi fatto avanti. A questo punto se la prende con il governo, che negli ultimi sei mesi ha tenuto i conti di Alitalia nascosti ai piu'.
E ora e' arrivato il momento che tiri fuori il dossier - e' la richiesta - per permettere anche a altri di mettere insieme una proposta. Air One dice di aver bisogno di tre settimane circa, lo stesso timing indicato da Berlusconi.
La tesi del governo e' invece che di tempo ve ne sia davvero poco, la scadenza resta fissata al 31 marzo.
Di fronte a un incontenibile Cavaliere, che rilascia dichiarazioni su dichiarazioni, Romano Prodi si trincera pero' dietro a una risposta laconica: ''Non parlo. E' ora di essere seri...''. A
nche Walter Veltroni invita a evitare che una vicenda cosi' delicata finisca nel tritacarne elettorale. ''Non vorrei - aggiunge il leader del Pd - che ci sia una cordata che dopo le elezioni non c'e' piu''' perche' questo significherebbe portare Alitalia sull'orlo del fallimento''.
Su questo almeno i due candidati premier sono d'accordo.
Al loft di Santa Anastasia si deve registrare un certo nervosismo se il numero due del Pd Dario Franceschini a sera sceglie toni ancora piu' duri di quelli del leader: lo scopo di Berlusconi, afferma Dario Franceschini, e' scavalcare il 13 aprile. Francesco Rutelli invece punta il dito contro l'ipotesi che Marina e Pier Silvio Berlusconi possano offrire soccorso: ''Berlusconi vuole regalare Alitalia ai figli, solo che il lupo perde il pelo ma non il vizio e vuole i soldi dello Stato''. Il piu' duro e' pero' il ministro Antonio Di Pietro: l'accusa e' addirittura di insider trading. Attacchi ''isterici'' che altro non sono che la cartina tornasole del fatto, commenta Maurizio Lupi, che ''hanno la coscienza sporca''.
L'affondo al vetriolo pero' arriva dall'ex alleato Pier Ferdinando Casini: ''Dopo quattro anni sempre le stesse cose su Alitalia'', dice il leader dell'Udc citando una dichiarazione di Berlusconi del 17 febbraio del 2004 (''Per fortuna di Alitalia, c'e' il signor Silvio Berlusconi che
impieghera' tutto il suo talento per risolvere un problema che altri non hanno saputo risolvere'').
Schermaglie che a sentire il Pdl sono destinate a finire nel vuoto: ''Ora che si conosce qual e' il piano di Air France - afferma il governatore della Lombardia Roberto Formigoni - anche altri possono uscire perche' la cosa era pronta da tempo e Silvio Berlusconi si e' mosso benissimo''.
AIR ONE, PER OFFERTA DUE DILIGENCE DI 3 SETTIMANE
Ap Holding, la società di Carlo Toto che controlla Air One, ribadisce così la sua posizione sull'interesse a tornare in corsa per la privatizzazione di Alitalia. "Per presentare una proposta vincolante - spiega un comunicato della società - è essenziale effettuare una due diligence, ovvero una verifica sui dati e sullo stato di salute della Compagnia. A dicembre avevamo presentato un piano forte di risanamento e di rilancio per Alitalia, ma siamo stati esclusi dalla fase di due diligence che è stata concessa, per tre mesi, solo ad Air France-Klm".
(ANSA)
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