| ALITALIA: BERLUSCONI LA CORDATA C'E' - REALIZZAZIONE ENTRO UN MESE |
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| 16/04/2008 | |
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16 apr. - Silvio Berlusconi non demorde e
assicura che l'interesse degli imprenditori italiani per
Alitalia c'e'. Tant'e' che parlando questa sera a 'Porta a
Porta' ha ribadito che una cordata c'e' e potra' realizzarsi
concretamente entro un mese. Eppure il Cavaliere, il primo
giorno da premier in pectore, non se la sente di escludere che
vi sia ancora un margine, magari piccolo, per chiudere la
trattativa con Air France.
''Non posso dare una risposta al
riguardo, me ne occupero' - replica - quando avro'
responsabilita' di governo''.
Il leader del Pdl parla dal palco
dell'Auditorium della Tecnica dell'Eur, nella prima conferenza
stampa da premier in pectore.
Il governo, dimissionario, ascolta e poi decide che e' ora di
fare chiarezza: fa quindi sapere, con una nota ufficiale della
presidenza del Consiglio, di volere un incontro con la nuova
maggioranza.
E' il momento delle decisioni, spiega Palazzo Chigi, e'
quindi e' ''indispensabile che la situazione venga approfondita
in un incontro urgente con un rappresentante delegato dal leader
della coalizione che ha vinto le elezioni''.
Ambasciatore anche
in questo caso, il sottosegretario Enrico Letta.
Tra le tre e le quattro settimane e il nuovo Esecutivo sara'
insediato. Ma la compagnia di bandiera potrebbe non avere
liquidita' sufficiente per arrivare a meta' maggio. Per questo
il governo uscente ha deciso di aprire alla coalizione che ha
vinto le elezioni affinche' una decisione sia presa anche
insieme, ma soprattutto subito.
Oggi il presidente Aristide Police ha ribadito che il conto
alla rovescia e' iniziato e che di soldi in cassa sono sempre
meno.
Il rischio che il Cda dell'azienda invochi la Legge
Marzano diventa ogni giorno piu' alto. Strada, tra l'altro,
preferita dalla Lega.
Berlusconi della Legge Marzano non parla mai.
Il dossier
Alitalia e' pero' in cima alla sua agenda, a tal punto che a
poche ore dal verdetto delle urne ha incontrato Bruno Ermolli,
''il responsabile della societa' di consulenza - spiega il
Cavaliere - che ha tenuto i rapporti con decine di imprenditori
italiani medi e piccoli che si sono dichiarati disponibili al
mio appello''. Un interesse, prosegue il leader del Pdl, che
nasce dalla convinzione che ''non avere una compagnia di
bandiera sarebbe un grave danno''.
Ma conservare l'italianita' del vettore nazionale non e'
detto significhi per forza mandare all'aria la trattativa con i
francesi.
Il ragionamento del Cavaliere, secondo quanto si
apprende in ambienti parlamentari del Pdl, ruoterebbe intorno
alla quota che deve restare in mano italiana. L'idea sarebbe di
tenere una sorta di 'golden share', conservando dunque una
'quota riconoscibile e rispettabile'. Se cosi' fosse, allora
forse anche Parigi potrebbe andare bene. E se a Air France
resterebbe il controllo dell'operativita', Alitalia limiterebbe
il rischio di sorprese in futuro per quanto riguarda le rotte
strategiche per il nostro paese e anche la riconoscibilita' del
marchio tricolore.
La partita resta comunque delicata e non e' escluso che il
futuro premier italiano e Nicolas Sarkozy abbiano affrontato
anche questo tema nel corso del colloquio telefonico avuto oggi.
I destini di Alitalia sono poi incrociati con quelli di
Malpensa.
In questo caso, pero', entra in gioco la politica
nostrana, considerando che per la Lega la difesa dello scalo
milanese e' una priorita'. In questo caso, l'idea di Berlusconi
sarebbe quella di garantire a Malpensa il rango di hub e la sua
appetibilita', a prescindere da Alitalia, magari anche aprendo
nuovi slot.(ANSA).
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