| ALITALIA: BERLUSCONI RIPARTE DA PARIGI MA NON ESCLUDE AIRFLOT E LUFTHANSA |
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| 17/04/2008 | |
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17 apr. - Silvio Berlusconi riparte da Air France ma alle
condizioni che ha già espresso nei giorni scorsi: “Se si dovesse
ritornare al primitivo progetto di un'Alitalia con pari dignità con la
direzione italiana rispetto alle altre due compagnie – ha spiegato -, è
un'ipotesi di cui si può discutere e di cui sarò lieto di discutere,
una volta che avrò l'incarico e sarò a Palazzo Chigi, con il presidente
francese Nicolas Sarkozy”.
Il Cavaliere ha anche fatto sapere che la prossima settimana incontrerà il governo uscente per “esaminare le varie possibilità sul tavolo” dopo il vertice di ieri sera con Gianni Letta e il “superconsulente” Bruno Ermolli.
L’incontro era stato sollecitato dalle nove sigle sindacali e professionali della Magliana che in un appello unitario avevano chiesto “un intervento congiunto delle forze politiche al di là degli schieramenti partitici”. Palazzo Chigi aveva replicato con una nota in cui definiva “indispensabile” che la situazione di Alitalia venisse “approfondita in un incontro urgente con un rappresentante delegato dal leader della coalizione che ha vinto le elezioni”.
Sul tavolo - al netto delle indiscrezioni secondo cui Berlusconi parlerà con Vladimir Putin di un eventuale ritorno in pista di Aeroflot - ci sono l’offerta di Air France-Klm e la cordata di imprenditori italiani che potrebbe vedere il ritorno in scena del tandem Air-One-Intesa SanPaolo.
E’ chiaro però che Berlusconi intende presentarsi all’appuntamento con il “compratore” Sarkozy in una posizione di maggiore forza rispetto alla tattica seguita finora dal governo Prodi.
E quale mezzo migliore che sedersi a un tavolo con una valida alternativa al piano francese? A questo bisogna aggiungere che l’interesse del gruppo di Jean Cyril Spinetta per Alitalia è aumentato dopo la fusione fra Delta e Northwest che ha escluso Parigi dal capitale della nuova maggiore compagnia aerea al mondo.
Air France, insomma, ha bisogno anche della Magliana per non restare fuori dal gioco di alleanze-acquisizioni attorno a cui si sta sviluppando il trasporto aereo mondiale.
Per questo Berlusconi intende riprendere in mano il negoziato e portare a casa miglioramenti rispetto alla proposta francese del 2 aprile scorso già definita più volte “offensiva e irricevibile”.
Qualora l’obiettivo non fosse raggiunto l’asso nella manica sarebbe quello della cordata italiana con l’ingresso di un partner straniero, Aeroflot, Tpg che non ha mai accantonato il dossier o, perché no, Lufthansa che può contare sull’alleanza con Air One.
A quanto risulta, infatti, Ermolli sta incontrando non poche resistenze fra gli imprenditori disposti a partecipare all’acquisizione di Alitalia poiché non vedono di buon’occhio il ruolo di capocordata da parte di Carlo Toto.
A lasciare perplessi è sostanzialmente la posizione debitoria per circa 200 milioni di Ap Holding nei confronti delle banche. Ma l’imprenditore ha dalla sua il jolly costituito dalle 90 opzioni per aerei che rappresenterebbero la base di partenza per il progetto tricolore. (IlVelino)
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