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Ultimo aggiornamento: 20.07.2008 ore 07:27
ALITALIA: CONFRONTO CON I SINDACATI PER RIAPRIRE LA TRATTATIVA CON AIR FRANCE-KLM Stampa E-mail
04/04/2008

4 Apr. - Sindacati e nuovi vertici di Alitalia a confronto: la compagnia ha convocato per oggi i rappresentanti dei lavoratori per fare il punto della situazione dopo l'interruzione della trattativa con Air France-Klm.

air france klm280x200.jpgMartedì prossimo è infatti stato convocato il nuovo Consiglio di amministrazione per completare l'esame della situazione finanziaria e patrimoniale della compagnia e fino a quella data la Borsa Italiana ha prorogato la sospensione dalle contrattazioni.
In una nota l'aviolinea ha spiegato che nella riunione dell'8 aprile "verificherà la presenza dei necessari elementi che garantiscano la continuita' aziendale" e - quindi -la possibilità di andare avanti con un indebitamento oltre 1,3 miliardi e il rischio di una crisi di liquidità. Alitalia, rimarcano dalla Magliana, non può aspettare molto. E il nuovo presidente, pur senza deleghe esecutive, dovrà gestire la compagnia in bilico tra il rischio di una procedura fallimentare e il tentativo di salvare il progetto Air France-Klm.
Intanto il governo ha affidato al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Enrico Letta, una delicata opera diplomatica per tentare di ricucire lo strappo con Air France. L'integrazione, secondo Letta "è una grande occasione che non si può perdere. Va colta anche come possibilità di rilancio dell'occupazione". Fra Roma e Parigi "sono in corso contatti in queste ore". "Noi speriamo che tutto vada per il meglio -ha rimarcato Letta- ci vorrebbe un soprassalto di dignità da parte di tutti e che si riesca ad evitare di portare la vicenda dentro il tritacarne di una campagna elettorale già impazzita per molti versi. Temo che su questo i danni siano molto forti ed evidenti". L'accordo coi francesi per il sottosegretario è l'unica alternativa possible all'ipotesi di commissariare la compagnia. "L'alternativa a un'intesa positiva con Air France non è rosea. Ecco perchè vogliamo cercare di trovare questa intesa".

Jean-Cyril Spinetta, nei primi contatti con Roma ha dato ha ribadito di credere "profondamente" nel progetto, ma di non poter accettare la proposta dei sindacati, che ha giudicato incompatibile con "un rapido ritorno alla redditività" di Alitalia.

Dal fronte sindacale si è levata la voce di Luigi Angeletti segretario generale della Uil, che in un'intervista a "La Repubblica", ha detto che se Air France non torna al tavolo è "un grosso guaio". "Io sono uno di quelli che avrebbero visto bene Air France". Ma -spiega - la decisione della sua sigla di abbandonare la trattativa è stata dettata da più fattori. Primo fra tutti le imminenti elezioni. E poi, ammette, "mi sono accorto che non era il caso di proseguire, invece di trattare i miei colleghi rilanciavano da matti". I sindacati al negoziato, sottolinea il segretario generale della Uil, sono "troppi, veramente". Secondo Angeletti poi "se domani si facesse un referendum tra i dipendenti Alitalia la maggioranza assoluta sarebbe favorevole al piano Air France".
Fabrizio Tomaselli, coordinatore nazionale SdL intercategoriale e Segreteria Nazionale Trasporto Aereo ha fatto sapere che la sua sigla è pronta per "una trattativa a oltranza". "Auspichiamo che Air France torni a trattare dopo la riflessione e le decisioni formali del suo Cda - ha sottolineato - "ma anche il governo faccia la sua parte, le forze politiche si impegnino come non hanno fatto sino ad ora, la stampa sia obiettiva e faccia vero giornalismo ed inchiesta sui contenuti e senza slogan, quei dirigenti che assumono comportamenti lesivi della dignità dei lavoratori e della libertà sindacale, rientrino nei ranghi o siano allontanati. Soprattutto si interrompa l'attacco gravissimo al sindacato che si alza da piu' parti". Questo, per Tomselli, "è il momento che il sistema italia, se veramente esiste, faccia quadrato: non in termini di obsaoleto nazionalismo, ma di tutela degli interessi nazionali". (Tgfin)

Commenti (2) >>
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scritto da morrone, aprile 08, 2008

non e il sindacato che ha fatto i propri comodi giocando sulla pelle dei lavoratori...ma la politica tutta che non tenendo conto dello sviluppo di una azienda come l'alitalia ha preferito restarne fuori attribuendo tutte le responsabilita'al sindacato.il sindacato con responsabilita' e serieta ha cercato fino alla fine di mettere sul tavolo della trattativa un progetto di sviluppo serio per il futuro di migliaia di lavoratori che lavorano in alitalia e non dimenticandosi delle altrettante migliaia di lavoratori dell'indotto. e comodo molto comodo per tutti e per la politica.e con forza ritengo che il sindacato non e il colpevole e non puo essere il capro espiatorio di una fine di una azienda come l alitalia ma e in primis la politica tutta da destra a sinistra

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scritto da Alexx, aprile 04, 2008

In questa storia non solo i sindacati hanno fatto una pessima figura. Vergognoso il loro tirare a campare ai dnani dello stato, ossia di noi cittadini.
Ma allo stesso modo gha fatto pessima fugura Berlusconi che, per interessi puramente elettoralistici che nulla hanno a che vedere con gli interessi generali e di Alitalia in particolare, ha cercato di affossare la trattativa con Airfrance, strumentalizzando i necessari sacrifici, ed offrendo così ai Sindacati il destro per le loro assurde e corporative posizioni.
Un sindacato forte non si sarebbe fatto condizionare da Berlusconi ed avrebbe portato avanti la trattativa, fino all'accordo.
Un sindacato debole non voleva farsi scavalcare a sinistra da Berlusconi con i suoi populistici richiami all'orgoglio nazioonale ed il suo rifiuto di accettare i sacrifici necessari. In tutta questa vicenda, tra nani e psyconani, ci rimettiamo noi e l'Italia intera.


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