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1 Set. - Al via il confronto governo-sindacati sul piano Alitalia. Il
ministro Claudio Scajola rassicura sul rispetto delle regole Ue mentre
il titolare del Welafre, Maurizio Sacconi, spera che gli esuberi
scendano sotto quota 5mila. "Senza un accordo preventivo con i
sindacati - si legge su LA STAMPA - la cordata italiana (proprio
come aveva fatto Air France prima dell'estate) rinuncera' a salvare
Alitalia;
Quindi, l'incontro di oggi alle 18,30 presso il ministero del
Lavoro a Roma tra azienda, governo e sigle sindacali avviera' una
procedura decisiva per la sorte della compagnia di bandiera.
Si
discutera' del piano Fenice redatto da Intesa Sanpaolo, e il ministro
del Lavoro Maurizio Sacconi ha assicurato che si trattera' di un
confronto a tutto campo; ma e' inutile girarci intorno, la questione
piu' delicata e' quella degli 'esuberi', parla anodina con cui si
indicano i lavoratori di troppo, quelli che dovranno alleggerire della
loro presenza la futura Alitalia (ribattezzata Compagnia aerea
italiana). Siccome molti di coloro che se ne andranno non avranno la
possibilita' di trovare un lavoro alle stesse condizioni di quello che
lasciano, si pone il problema degli 'ammortizzatori sociali' per
attutire l'impatto sulla vita di queste persone.
Ieri Sacconi ha detto
che il piano di salvataggio e' 'l'ultima possibilita', l'ultimo slot
per il decollo della compagnia' e ha aggiunto: 'Ci sono le condizioni
per non andare oltre i 5 mila esuberi, mi auguro anche meno'. L'inizio
dell'incontro di oggi e' piu' o meno programmato, la fine e' incognita.
In apertura Augusto Fantozzi, neocommissario straordinario di Alitalia,
prendera' la parola per fare ai sindacati il quadro della situazione, e
in particolare per spiegare le ragioni della procedura prefallimentare
del commissariamento.
Pero' non e' chiaro se Fantozzi potra' spiegare
gia' oggi in dettaglio il piano di Intesa, perche' servirebbe una
consegna formale da parte della banca consulente, e questo ieri sera
non era ancora certo. Senz'altro Fantozzi dovra' dire ai sindacati
qualcosa di concreto sugli esuberi e sugli ammortizzatori di cui sopra.
Le grandi linee del piano Fenice sono note: una cordata di 16
imprenditori fara' nascere una nuova compagnia aerea, sana e senza
debiti ne' strutture in eccesso; pero' restera' il problema di
smaltire, oltre ai lavoratori di troppo, il debito di un miliardo e 172
milioni (piu' i 300 milioni del prestito ponte del governo) senza
creare problemi al bilancio ne' attriti con la Commissione europea che
vieta il salvataggio coi fondi pubblici.
C'e' anche sul tappeto la
questione degli indennizzi previsti dal governo per i piccoli
risparmiatori, forse ricorrendo al fondo finanziato dai cosiddetti
'conti dormienti' appena incamerati dalle casse statali. Al tavolo
oltre a Fantozzi saranno presenti quattro ministri: il gia' citato
Sacconi; il titolare dell'Economia Tremonti in quanto socio di
controllo, visto che il 49,9 per cento delle azioni Alitalia sono del
Tesoro; il ministro dello Sviluppo economico Scajola; e il responsabile
delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteoli, perche' (dopotutto) non
va dimenticato che la vicenda di Alitalia e' un fatto industriale e non
solo di finanza e di politica sociale come parrebbe essere leggendo
certe cronache di questi giorni.
Dall'altro lato del tavolo, con poco margine di manovra, staranno le
sigle sindacali, sia quelle legate alle confederazioni nazionali sia
quelle di categoria: Filt-Cgil, UilTrasporti, Fit-Cisl, Ugl Trasporti,
la Sdl Trasporti, Anpac e Up (piloti) e Anpav e Avia (cioe' hostess e
steward).
'Speriamo di trovarci di fronte a una trattativa vera', dice Franco
Nasso, segretario generale della Filt-Cgil; e' forte il timore di
trovarsi di fronte a una proposta indigesta da prendere o lasciare. La
partita si gioca anche a Bruxelles.
Il commissario agli Affari economici Almunia ha ammonito che l'Ue non
fara' sconti e ieri ministro Scajola rispondeva cosi': 'Io non intendo
le sue dichiarazioni come un richiamo ma una constatazione oggettiva.
Non devono esserci aiuti di Stato, e nel nostro piano non ce ne sono'".
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