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Ultimo aggiornamento: 05.12.2008 ore 01:00
ALITALIA: ORA IL CONFRONTO GOVERNO-SINDACATI Stampa E-mail
01/09/2008
1 Set. - Al via il confronto governo-sindacati sul piano Alitalia. Il ministro Claudio Scajola rassicura sul rispetto delle regole Ue mentre il titolare del Welafre, Maurizio Sacconi, spera che gli esuberi scendano sotto quota 5mila. "Senza un accordo preventivo con i sindacati - si legge su LA STAMPA - la cordata italiana (proprio come aveva fatto Air France prima dell'estate) rinuncera' a salvare Alitalia;

alitalia_fm.jpgQuindi, l'incontro di oggi alle 18,30 presso il ministero del Lavoro a Roma tra azienda, governo e sigle sindacali avviera' una procedura decisiva per la sorte della compagnia di bandiera.
Si discutera' del piano Fenice redatto da Intesa Sanpaolo, e il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha assicurato che si trattera' di un confronto a tutto campo; ma e' inutile girarci intorno, la questione piu' delicata e' quella degli 'esuberi', parla anodina con cui si indicano i lavoratori di troppo, quelli che dovranno alleggerire della loro presenza la futura Alitalia (ribattezzata Compagnia aerea italiana). Siccome molti di coloro che se ne andranno non avranno la possibilita' di trovare un lavoro alle stesse condizioni di quello che lasciano, si pone il problema degli 'ammortizzatori sociali' per attutire l'impatto sulla vita di queste persone.
Ieri Sacconi ha detto che il piano di salvataggio e' 'l'ultima possibilita', l'ultimo slot per il decollo della compagnia' e ha aggiunto: 'Ci sono le condizioni per non andare oltre i 5 mila esuberi, mi auguro anche meno'. L'inizio dell'incontro di oggi e' piu' o meno programmato, la fine e' incognita. In apertura Augusto Fantozzi, neocommissario straordinario di Alitalia, prendera' la parola per fare ai sindacati il quadro della situazione, e in particolare per spiegare le ragioni della procedura prefallimentare del commissariamento.
Pero' non e' chiaro se Fantozzi potra' spiegare gia' oggi in dettaglio il piano di Intesa, perche' servirebbe una consegna formale da parte della banca consulente, e questo ieri sera non era ancora certo. Senz'altro Fantozzi dovra' dire ai sindacati qualcosa di concreto sugli esuberi e sugli ammortizzatori di cui sopra.
cai_colannino_picc.jpgLe grandi linee del piano Fenice sono note: una cordata di 16 imprenditori fara' nascere una nuova compagnia aerea, sana e senza debiti ne' strutture in eccesso; pero' restera' il problema di smaltire, oltre ai lavoratori di troppo, il debito di un miliardo e 172 milioni (piu' i 300 milioni del prestito ponte del governo) senza creare problemi al bilancio ne' attriti con la Commissione europea che vieta il salvataggio coi fondi pubblici.
C'e' anche sul tappeto la questione degli indennizzi previsti dal governo per i piccoli risparmiatori, forse ricorrendo al fondo finanziato dai cosiddetti 'conti dormienti' appena incamerati dalle casse statali. Al tavolo oltre a Fantozzi saranno presenti quattro ministri: il gia' citato Sacconi; il titolare dell'Economia Tremonti in quanto socio di controllo, visto che il 49,9 per cento delle azioni Alitalia sono del Tesoro; il ministro dello Sviluppo economico Scajola; e il responsabile delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteoli, perche' (dopotutto) non va dimenticato che la vicenda di Alitalia e' un fatto industriale e non solo di finanza e di politica sociale come parrebbe essere leggendo certe cronache di questi giorni. Dall'altro lato del tavolo, con poco margine di manovra, staranno le sigle sindacali, sia quelle legate alle confederazioni nazionali sia quelle di categoria: Filt-Cgil, UilTrasporti, Fit-Cisl, Ugl Trasporti, la Sdl Trasporti, Anpac e Up (piloti) e Anpav e Avia (cioe' hostess e steward).
'Speriamo di trovarci di fronte a una trattativa vera', dice Franco Nasso, segretario generale della Filt-Cgil; e' forte il timore di trovarsi di fronte a una proposta indigesta da prendere o lasciare. La partita si gioca anche a Bruxelles. Il commissario agli Affari economici Almunia ha ammonito che l'Ue non fara' sconti e ieri ministro Scajola rispondeva cosi': 'Io non intendo le sue dichiarazioni come un richiamo ma una constatazione oggettiva. Non devono esserci aiuti di Stato, e nel nostro piano non ce ne sono'".

ALITALIA: L'AVVISO DI COLANINNO AI SINDACATI L'ALTERNATIVA E' IL FALLIMENTO

 

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