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Ultimo aggiornamento: 05.07.2008 ore 17:53
ALITALIA: PADOA SCHIOPPA NO A PRESTITO PONTE SENZA ACCORDO CON AIR FRANCE Stampa E-mail
02/04/2008
02 apr. -Riprende in tarda mattinata, con l'obiettivo di raggiungere una prima intesa quadro entro la scadenza rinviata da lunedì scorso ad oggi, il confronto con i sindacati sul progetto di Air France-Klm per Alitalia. La UilTrasporti, che lunedì ha sospeso la sua partecipazione alla trattativa, smentendo indiscrezioni di stampa ribadisce che per il momento non intende tornare al tavolo. "Al di fuori di una conclusione positiva del negoziato in corso, un prestito ponte - anche a prescindere dai chiari profili di illegittimità comunitaria - non sarebbe praticabile". Lo ha detto il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa in audizione sull'Alitalia dinanzi le Commissioni riunite Bilancio, Attività Produttive e Trasporti della Camera.
padoa_schioppa_02_280x200.jpg"Se l'offerta di Air France dovesse decadere, verrebbe meno l'unica proposta di acquisto. Il consiglio di amministrazione dovrebbe deliberare sul da farsi, esercitando in piena autonomia le responsabilità che la legge le attribuisce".
Lo ha detto il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, alla camera aggiungendo che "nel caso di Alitalia è ipotizzabile il ricorso alla legge Marzano, l'unica in grado di affrontare la crisi di una grande azienda".
"Sarebbe un ben amaro destino se una compagnia, portata allo stremo da anni di rapporto perverso con la politica, ricevesse il colpo mortale da uno sfruttamento elettoralistico dei suoi mali o da una mancata intesa sindacale". Inoltre: "Una cessione di Alitalia a imprenditori privati è impossibile e comunque non risolutiva se non è accompagnata da una profonda ristrutturazione industriale che ricostituisca la capacità di produrre utili.
Ma la ristrutturazione è resa assai ardua dalle molte peculiarità del settore in cui Alitalia opera, il trasporto aereo".
MARONI, SI PUO' SALVARE CON DECRETO MARZANO Si deve continuare ad investire su Malpensa e bisogna dire 'no' ad Alitalia perché la compagnia aerea si può "salvare benissimo ricorrendo al decreto Marzano così come è successo con la Parmalat".
Il capogruppo della Lega alla Camera Roberto Maroni sintetizza così la posizione del suo partito riguardo la questione-Alitalia.
Secondo Maroni, invece, si vuole eliminare Malpensa "perché dà fastidio ad Air France", mentre si tratta di un aeroporto "che rispetto al 2006 ha avuto un incremento passeggeri del 30%", le cui infrastrutture "potrebbero essere completate massimo nel giro di tre anni".
Bisogna quindi "continuare ad investire" su Malpensa, sottolinea l'esponente leghista, e pensare ad una cordata italiana per rilevarla.
Il governo, assicura, non permetterà il fallimento di Alitalia "così come non ha permesso che fallisse Parmalat" e un'altra compagnia aerea minore. Anche questa beneficiaria del decreto Marzano.
ANGELETTI, TORNEREMO AL TAVOLO SE CAMBIA PIANO "E' certamente possibile che la Uil torni al tavolo, ma la condizione è che cambi il piano o per lo meno ci sia la piena disponibilità a farlo".
Il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti ribadisce la sua posizione sulla trattativa in corso per il futuro di Alitalia. "Alle finte trattative - ha aggiunto - non siamo né abituati né appassionati. L'alternativa non può essere bere o affogare. Quando vedremo cosa c'é di nuovo daremo un giudizio". Quanto alla possibilità di un prestito ponte da parte del ministero del Tesoro, Angeletti ha osservato: "E' lui il proprietario dell'azienda, è lui che ha fatto la trattativa con Air France e ha la possibilità di fare questo prestito. Non vedo come i sindacati possano influire su questo. L'unica cosa che possiamo fare è trattare le migliori condizioni possibili per i dipendenti di Alitalia, altro non è nelle nostre possibilità né nei nostri mandati". (ANSA)
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