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Ultimo aggiornamento: 21.11.2008 ore 12:15
ALITALIA: PRESTITO DI 300MLN, NESSUNA PROCEDURA UE, SOLO INDAGINE Stampa E-mail
11/06/2008
11 giu. - Provvedimento "falsa o minaccia di falsare la concorrenza all'interno del mercato comune''. La Commissione Ue apre indagine formale su prestito ponte, nel mirino i 300 milioni concessi dallo Stato alla compagnia di bandiera. Per Bruxelles la misura "soddisfa le condizioni cumulative'' che configurano un aiuto di Stato e non rientra nelle deroghe previste. La Camera approva il decreto che rifinanzia la compagnia
alitalia_280x200.jpg La Commissione europea ha aperto un'indagine formale sul prestito ponte concesso dal governo ad Alitalia.
La decisione verrà comunicata al ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, tramite una lettera firmata dal commissario Ue ai Trasporti, Antonio Tajani.
Stando agli elementi finora acquisiti, Bruxelles ritiene che la misura in oggetto "soddisfa le condizioni cumulative" che configurano un aiuto di Stato e che non rientri nelle deroghe previste: ovvero, che la misura in questione conferisca un vantaggio mediante risorse statali; che il vantaggio sia selettivo e che la misura in causa falsi o minacci di falsare la concorrenza e possa incidere sugli scambi tra Stati membri.
La Commissione, in particolare, "nutre dei dubbi" in merito al fatto che lo Stato italiano, concedendo ad Alitalia il prestito in oggetto per un importo di 300 milioni di euro, "si sia comportato come un azionista avveduto che persegue una politica strutturale, globale o settoriale, guidato da prospettive di redditività dei capitali investiti che sono a più lungo termine rispetto a quelle di un investitore comune".
La concessione di questo prestito, inoltre, "conferisce alla compagnia Alitalia un vantaggio economico di cui essa è l'unica beneficiaria".
La misura "presenta pertanto un carattere selettivo".
Quanto alla distorsione della concorrenza, la Commissione ritiene che la misura "falsa o minaccia di falsare la concorrenza all'interno del mercato comune, poiché riguarda una sola impresa che si trova in situazione di concorrenza con le altre compagnie aeree".
Bruxelles invita l'Italia, nel quadro della procedura prevista all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato, a "presentare le proprie osservazioni e a fornire qualunque informazione utile per la valutazione della misura concessa ad Alitalia entro il termine di un mese a decorrere dalla data di ricezione della presente. L'Italia fornirà in particolare qualsiasi informazione utile quanto all'uso da parte di Alitalia della facoltà offertale di imputare il prestito in conto capitale, ''in modo da consentire alla Commissione di analizzare la natura esatta della misura". Vista la mancata notifica preventiva del provvedimento, la Commissione ritiene anche che "l'Italia abbia agito in modo illegittimo concedendo l'aiuto in questione in violazione dell'articolo 88, paragrafo 3, del trattato". Non solo. L'Ue riferisce anche che le autorità italiane argomentano nella loro risposta alla Commissione del 30 maggio 2008 che le misure adottate "mirano ad evitare che le perdite determinino una riduzione del capitale sociale e delle riserve al di sotto del limite legale, scongiurando così l'attivazione della procedura concorsuale e la messa in liquidazione della compagnia".
Bruxelles entra anche nel merito del tasso di interesse del prestito. E' quello indicato nella comunicazione della Commissione europea relativa alla revisione del metodo di fissazione dei tassi di riferimento e di attualizzazione, maggiorato dell'1% dal decreto-legge del governo del 3 giugno: la Commissione "dubita che tali tassi, per quanto maggiorati dell'1%, possano essere considerati appropriati nel caso di un'impresa la cui situazione finanziaria è gravemente compromessa"
Inoltre, si dubita anche che "data la situazione finanziaria gravemente compromessa di Alitalia, un tale investitore privato avrebbe accettato di concederle qualsiasi prestito e, a maggior ragione, un prestito il cui importo venga imputato in conto capitale e che pertanto, nell'ipotesi di una liquidazione della compagnia, sarebbe rimborsato solo dopo che sono stati soddisfatti tutti gli altri creditori".
La Commissione ritiene opportuno sottolineare che, per quanto le consta e sulla base delle informazioni trasmesse dalle autorità italiane, "non esisteva alcuna prospettiva certa ed immediata di acquisto di Alitalia da parte di un altro investitore al momento della concessione della misura".
A questo stadio, si aggiunge, la lettera di Bruno Ermolli ad Alitalia, citata dalle autorità italiane nella loro lettera del 30 maggio 2008, a dimostrazione dell'interesse di imprenditori ed investitori italiani per l'elaborazione di un progetto di rilancio della compagnia, "non può essere considerata come una prospettiva di questo tipo".
Intanto il voto alla Camera ha approvato il decreto che rifinanzia la compagnia. Dopo il via libera di Montecitorio, il decreto su Alitalia passa ora al Senato. Il provvedimento contiene il prestito ponte di 300 milioni. A favore hanno votato Pdl e Lega, contro le opposizioni. (Afnkronos)
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