| ALITALIA: UN NUOVO PIANO DA SOTTOPORRE AD AIRFRANCE |
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| 10/04/2008 | |
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10 apr. - Il governo si giocherà la sua ultima chance con Air
France-Klm per salvare Alitalia e la prossima settimana presenterà un
nuovo piano a Spinetta. Parole chiare con cui il sottosegretario alla
presidenza del Consiglio, Enrico Letta, si è rivolto oggi ai sindacati
a Palazzo Chigi.
«Smaltiamo le tossine delle elezioni politiche: siamo in una cristalleria e ogni mossa può rompere tutto ma c’è la disponibilità a una seconda occasione, la porta Air France si può riaprire» ha detto Letta anticipando anche che presenterà anche un nuovo piano per l’Alitalia che potrebbe piacere al gruppo Air France-Klm.
Letta ha quindi richiamato alla responsabilità i sindacati. «Assumersi oggi responsabilità» per le sorti di Alitalia, ha detto, «vuol dire comprendere che Air France-Klm è l’unica proposta sul tavolo, la nostra compagnia di bandiera non può rimanere in piedi da sola e che, come certificato dal Cda dell’Alitalia, la liquidità dell’azienda è in fase di esaurimento, e che, come ricordato dal commissario europea alla concorrenza, l’immissione di nuovi fondi pubblici è impossibile».
Il tentativo è quello di crearsi una «seconda possibilità» dopo che la compagnia transalpina ha lasciato il tavolo delle trattative sbattendo la porta e senza più dare spiragli negoziali.
«Siamo però anche convinti - ha precisato Letta - che terze occasioni non si presenteranno».
Spero che si arrivi ad una soluzione nella trattativa con Air France. Non vedo un altro candidato« si è augurata la ministra delle Politiche comunitarie, Emma Bonino, augurandosi anche che il sindacato «diventi più ragionevole, si è aperto un dibattito utile al proseguo del lavoro. Mi auguro che vada avanti, serve un po di senso di realtà che aiuterebbe la trattativa».
«Siamo a un passaggio urgente - ha aggiunto Bersani - il ruolo del Governo è a valle di un’intesa». Mentre all’interno di Palazzo Chigi si tenta di ricucire le fila del negoziato francese, fuori è la protesta: le forze dell’ordine hanno bloccato l’accesso a Palazzo Chigi dove stava cercando di affluire una folta delegazione di dipendenti Atitech. I manifestanti, alcune centinaia con in mano bandiere della Cgil, Cisl, Uil e Ugl, sono poi stati invitati a confluire in piazza Montecitorio, dietro le apposite transenne che proteggono l’accesso alla Camera. (LaStampa)
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