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Ultimo aggiornamento: 05.07.2008 ore 12:09
ALITALIA VENDUTA PER 2,59MLD, MA IL SINDACATO E' FURIOSO Stampa E-mail
17/03/2008
17  mar. - Il Consiglio di Amministrazione dell'Alitalia, dopo una lunghissima riunione conclusa nella tarda notte fra sabato e domenica, ha deliberato "all'unanimita" di accettare l'offerta vincolante di Air France-Klm. Nella riunione del cda è stato anche approvato il nuovo Piano industriale, che punta ad raggiungere un margine operativo positivo nel 2010.
airfrance_280x200.jpgL'offerta di Air France-Klm è subordinata a una serie di condizioni, tra le quali il consenso dei sindacati entro la fine del mese.e quello del ministero dell'Economia e Finanze, che detiene il 49,9% delle azioni Alitalia.
Il contratto con il gruppo franco-olandese prevede il lancio di un'offerta pubblica di scambio sul 100% delle azioni di Alitalia, in base alla quale viene proposto di permutare 160 azioni Alitalia possedute con una azione Air France-Klm.
Il vettore franco-olandese ha valutato Alitalia 139 milioni di euro.
Un valore calcolato sulla base delle attuali quotazioni di Borsa. Air France-Klm acquisirà inoltre tutte le obbligazioni convertibili al loro attuale valore di mercato di 0,3145 euro per bond per un totale di 608 milioni di euro.
A questo si aggiunge un miliardo da destinare all'aumento di capitale e 850 milioni per gli investimenti nel triennio 2008-2010 per un ammontare complessivo di 2,59 miliardi.
Air France-Klm si accollerà inoltre anche i debiti di Alitalia.
Al 31 gennaio 2008 l'indebitamento finanziario netto della compagnia italiana ammontava a 1,28 miliardi di euro. L'operazione complessiva risulta pertanto di circa 2,6 miliardi di euro.
Come Air France e Klm, Alitalia manterrà un ruolo autonomo, identità italiana e proprio marchio, logo e livrea.
Dunque, resterà compagnia di bandiera. A fronte di ciò, il gruppo d'Oltralpe prevede una riduzione complessiva del personale di circa 1.600 unità, per i quali oltre al turn-over fisiologico, si farà ricorso a esodi volontari incentivati e agli mmortizzatori sociali.
L'attività degli aeromobili all-cargo si ridurrà progressivamente fino a cessare nel 2010, mentre torneranno in Alitalia alcune attività della manutenzione e del ground-handling oggi nel perimetro di Alitalia Servizi.
Quanto alla flotta, il piano prevede una riduzione nel breve termine, concentrata sugli Md-80 e regionali e un ritorno alla crescita a partire dal 2011, con l'ingresso di aeromobili di nuova generazione.
Il piano 2008-2010 prevede investimenti complessivi per circa 850 milioni di euro, principalmente per il rinnovamento della flotta e iniziative di marketing.
L'offerta prevede la nomina nel consiglio di amministrazione di Air France-Klm di ''un addizionale consigliere di nazionalità italiana''.
"Si è sciolta la neve che aveva coperto tutti i buchi": è negativo il primo commento sulla vicenda Alitalia del segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, domenica a Cernobbio per il convegno di Confcommercio. "E' molto grave che il Governo ci stia consegnando nudi alla trattativa con Air France. A danno dei lavoratori, delle infrastrutture e degli interessi generali del Paese".
Secondo Bonanni, le notizie su Alitalia arrivano "dopo che hanno asciugato volutamente il valore delle azioni: perché tutta questa perdita di tempo è servita a fare questo, per arrivare poi ad avere uno striminzito membro del Cda e il 2% della holding: questo è il risultato. Si è trattato di un passaggio di consegna a un Paese concorrente dell'Italia nel turismo ".
Il sindacato è stato messo in un angolo, ma non si sottrarrà alla responsabilità di una scelta, dopo aver visto i contenuti del piano: così il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani è intervenuto sulla cessione di Alitalia ad Air France-Klm. "Quello che sta accadendo non si è mai visto in nessuna trattativa per cessione d'azienda. Si finisce col mettere il sindacato, che è all'oscuro di tutto, con le spalle al muro e il Paese nella stessa condizione. Il sindacato non si sottrarrà alla responsabilità di una scelta – ha aggiunto Epifani – che può essere un sì o può essere un no, a seconda dei contenuti del piano, degli investimenti, dell'occupazione e delle ricadute sul Paese" (Il Sole 24 Ore)
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