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Ultimo aggiornamento: 07.10.2008 ore 03:17
AMBIENTE: ICRAM, IDROCARBURI E INQUINAMENTO CHIMICO MINACCIANO MEDITERRANEO Stampa E-mail
12/05/2008
11 mag.- Idrocarburi, radioattivita' e inquinamento chimico minacciano il Mediterraneo. E' l'allarme lanciato da Ezio Amato, coordinatore del gruppo per le emergenze in mare dell'Icram (Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica Applicata al Mare), che, rivolgendosi agli specialisti del settore provenienti da piu' di 50 differenti Parchi, Giardini Zoologici, Acquari, ha presentato lo stato dell'arte del Mare Nostrum,
mare_resti.jpg intervenendo alla 39esima Conferenza Annuale dell'International Association for Aquatic Animal Medicine in corso a Pomezia (Roma). 'In questo nostro mare - ha detto Amato - sono presenti 12.000 specie marine, circa il 10% del totale degli animali che popolano i mari del nostro pianeta, e nelle sue acque, che sono lo 0,7% delle totale delle acque marine del globo, transita il 22% del traffico petrolifero mondiale.
Di fronte a questi dati e' fondamentale non sottovalutare la minaccia alle specie e all'ambiente marino che derivano dalla massiccia presenza di idrocarburi, anche considerando che il Mediterraneo ospita la seconda area marina di mare aperto a livello mondiale, Pelagos, area di 96mila chilometri quadrati nel Mediterraneo Nord occidentale fra Italia, Francia e Sardegna'. 'Al momento - ha spiegato - solo la Francia ha un piano di risposta alle emergenze derivanti da idrocarburi del petrolio specifico per il recupero degli animali marini coinvolti, in Spagna il piano e' gia' in fase di avviamento, mentre l'Italia presenta, allo stato attuale, 88 centri di recupero per uccelli che si occupano prevalentemente delle conseguenze di danni legati alle attivita' di caccia'.'Ma - ha chiarito Amato - non sono solo gli idrocarburi a presentare un pericolo, altre fonti di rischio sono la radioattivita', dovuta anche alla presenza di natanti a propulsione nucleare e ai rilasci della diagnostica nucleare dei centri ospedalieri, e l'inquinamento chimico. Se di fronte ai danni da idrocarburi e da radioattivita' si sa come intervenire, conoscendo la causa e avendo a disposizione ampia letteratura scientifica, affrontare i danni da inquinamento chimico e' molto piu' complesso.
Sono migliaia le sostanze tossiche che transitano nelle acque del Mediterraneo e per ognuna di esse l'intervento deve essere specifico, quindi e' impossibile avere pronti dei piani d'intervento dedicati'. "E' necessario - ha sottolineato - portare in Mediterraneo l'esperienza acquisita in particolare in Nord Europa nel trattare la fauna selvatica vittima di versamenti di inquinanti. Si stanno sviluppando corsi di formazione per specialisti (veterinari) e volontari. Si vorrebbe disporre, in un prossimo futuro, di una rete organizzata di centri abilitati al recupero di fauna 'oliata' da sviluppare sull'importante esperienza maturata in tema di recupero di tartarughe marine catturate accidentalmente da reti e palangari. Strutture come Zoomarine e l'Acquario di Genova dispongono di spazi, esperienza, attrezzature e competenze che potrebbero proficuamente servire allo scopo".
'Questa Conferenza - ha concluso il coordinatore del gruppo per le emergenze in mare dell'Icram - rappresenta un'occasione unica per tutti gli studiosi e gli appassionati dell'ambiente marino per affrontare e approfondire temi di grande attualita' insieme a studiosi e ricercatori di livello internazionale.
Lo Iaaam, una delle piu' importanti associazioni a livello mondiale nel suo settore, attiva da oltre 40 anni, solo in poche occasioni e' approdata in Europa ed e' la prima volta che sceglie l'Italia per il suo appuntamento annuale. La presenza di Zoomarine Italia, riconosciuta dalla Iaaam per l'eccellenza dei suoi standard per quanto riguarda l'ambito veterinario e addestrativo, e' stato sicuramente uno dei motivi di questa scelta'.
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