| AMBIENTE: Il 61% delle stazioni di monitoraggio hanno registrato il superanento dei valori di Pm10 |
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| 19/12/2007 | |
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19 dic. - L'equazione è semplice: se è vero che la qualità dell'aria
incide sugli stili di vita, allora la situazione degli italiani è da declino.
La nostra qualità dell'aria infatti non migliora, anzi.
"In alcune Regioni, i 35 giorni consentiti - evidenzia l'Apat - sono stati esauriti entro la prima metà di febbraio 2006". Lo hanno fatto Torino, Milano, Venezia e Bologna. Tempi più lunghi per Genova, Firenze e Bari. E' il Nord d'Italia a non respirare confermandosi come "situazione più critica in tutta la nazione", mentre è meno sfavorevole il quadro rilevato al Centro-Sud anche se i limiti non sono comunque rispettati. Roma presenta i valori più elevati. Il trasporto, sottolinea l'annuario dei dati ambientali dell'Apat, rimane "la prima sorgente di inquinamento di Pm10 con un contributo complessivo del 43% sul totale, di cui il 27% proveniente dal trasporto stradale". Per contro, sono aumentati in modo considerevole dal 2003 al 2005 i provvedimenti adottati per risanare la qualità dell'aria. E' il caso di Piemonte, la Regione con i migliori indicatori di gestione della qualità dell'aria, e della Lombardia che hanno promosso misure a favore della mobilità sostenibile (16%), hanno promosso i mezzi pubblici di trasporto a basso impatto ambientale privato (15%) e pubblico (14%), insieme a provvedimenti di limitazione del traffico (14%). Le Regioni più attive da questo punto di vista sono state nel 2004 la Lombardia con 62 provvedimenti, l'Emilia Romagna con 36, il Piemonte con 27 e il Lazio con 20. L'auto si conferma il mezzo principale di spostamento per gli italiani. In Italia, infatti, si viaggia principalmente su strada e, nel 2006, rispetto al 1990 il trasporto stradale privato è aumentato del 29%, arrivando a costituire l'81,2% della domanda di trasporto passeggeri, il 75,3% del quale costituito dalle sole autovetture. Lo si legge nel rapporto secondo cui è cresciuta anche la percentuale del trasporto merci: dal 1990 al 2005 la percentuale è cresciuta del 30% anche se, nel settore, le stime preliminari del 2006 segnano una contrazione di circa il 4%. Complessivamente, il trasporto merci su strada costituisce il 70% del totale. Per quanto riguarda le altre forme di spostamento, quella via mare rappresenta il 16%, quella su rotaia il 9,9% e quella aerea lo 0,4%, con un rimanente 4% relativo al trasporto dei combustibili nelle condotte di distribuzione.A livello mondiale, spiega l'Apat, l'Italia è seconda soltanto agli Stati Uniti per tasso di motorizzazione mentre è in prima posizione in Europa per il numero di veicoli per abitante compresi motocicli e vetture commerciali. L'Italia è seconda invece, dietro al Lussemburgo, nella classifica delle nazioni con il numero più alto di vetture circolanti in base alla popolazione residente. (Il Sole 24 Ore) |
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