| ANM: I 100MILA PROCESSI CHE NON SI FARANNO - ALLARME PER LA "SALVA PREMIER" |
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| 19/06/2008 | |
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19 giu. - Sono piu' di centomila i processi
penali che si fermeranno per la norma sulla sospensione dei
processi. Uno stop che riguardera' proprio i reati di maggior
allarme sociale: per un anno non si celebreranno piu' i processi
per sequestro di persona, stupro, rapina; ma anche quelli per
furto in appartamento e con strappo.
Mentre negli u
ffici
giudiziari, gia' ora alla prese con una ''drammatica'' carenza
di personale nelle cancellerie, per ''chiudere in un armadio''
tutti questi fascicoli e riprogrammare le udienze si creera' un
''caos senza precedenti''.
E' l'Associazione magistrati a lanciare l'allarme sui
pesantissimi effetti che avra' la norma che oggi ha ricevuto un
primo via libera dal Senato.
E a chiedere percio' alla politica
di fermarsi e di ''non trascinare la magistratura nello scontro
tra istituzioni'' per ''singole vicende giudiziarie''.
Una presa
di posizione che arriva dai vertici del sindacato delle toghe
(il presidente Luca Palamara, il segretario Giuseppe Cascini e
il vice presidente Gioacchino Natoli) all'indomani degli
attacchi del premier ai magistrati del processo Mills, in cui
lui stesso e' imputato di corruzione in atti giudiziari.
E
sull'ipotesi che sia proprio per fermare questo processo che si
sia messo mano all'emendamento, l'Anm dice: se cosi' fosse
''sarebbe molto grave'', ''ci rifiutiamo di crederlo'', ''nel
nostro ordinamento non e' consentito l'uso privato dei pubblici
poteri''.
Quella dell'Anm sui procedimenti che saranno travolti dalla
norma ribattezzata ''salva-premier'' e' una ''stima
prudenziale'' basata su dati del ministero della Giustizia. Quel
che e' certo e' che con una norma di questa portata si
''mettera' la giustizia penale in ginocchio; per un anno gli
uffici giudiziari saranno impegnati soltanto a smistare
processi. Ci chiediamo allora quale sia la fretta spericolata di
introdurre una disposizione che rischia di far chiudere la
giustizia penale''.
Tra i tanti processi che dovranno
obbligatoriamente fermarsi perche' puniti con meno di 10 anni di
reclusione, ci sono quelli su estorsione, associazione per
delinquere, bancarotta fraudolenta, sfruttamento della
prostituzione, usura, omicidio colposo per colpa medica e quello
con violazione delle norme sulla circolazione stradale.
Diversi
anche i paradossi a cui portera' l'applicazione dell'emendamento
segnalati dal sindacato delle toghe: lo studente che cede
gratuitamente una dose di hashish a un coetaneo sara' processato
prima dello straniero irregolare che violenta una studentessa
alla fermata del tram; e la stessa sorte tocchera' al giovane
che ruba un cellulare a un coetaneo, minacciandolo con un
temperino, rispetto al chirurgo che durante un'operazione per un
grave errore provoca la morte di un bambino.
Di qui l'appello alla politica a ''non imboccare la strada
dell'invettiva e degli interventi irrazionali. La giustizia non
ha bisogno di questo, ma di un confronto sereno''. E un
messaggio chiaro c'e' anche per il premier: ''singole vicende
giudiziarie non possono trascinare la magistratura sul terreno
del contrasto tra le istituzioni. Ogni imputato ha diritto di
difendersi nel processo con tutti i mezzi, e anche con la
critica pubblica, ma non con la delegittimazione di una
istituzione, che mette a rischio il delicato equilibrio dei
poteri''. (ANSA)
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