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Ultimo aggiornamento: 05.12.2008 ore 01:00
AUSTERITY: A RISCHIO 50 MILIONI DI RIMBORSO AI PARTITI Stampa E-mail
31/07/2008
31 lug. - I rubinetti si chiudono anche per i partiti, segno che la crisi è davvero nera. Niente rimborso elettorale per le forze politiche che domani 31 luglio avrebbe dovuto incassare 50 milioni di rimborso per le spese sostenute per il rinnovo della Camera del 13 e 14 aprile. 
soldi_04_280x200.jpgSvolta obbligata all'insegna dell'austerity, comunque una novità senza precedenti.
Il collegio dei questori di Montecitorio ha comunicato all'ufficio di presidenza riunito ieri che "allo stato la provvista non è disponibile". Il ministero del Tesoro infatti non ha a disposizione il budget previsto per quest'anno, pari a 50.309.438 euro, e dunque i tesorieri dei partiti per adesso dovranno attendere e arrangiarsi.
Così, laddove non hanno potuto le battaglie (poche) dei nemici della casta, degli sparuti deputati che negli ultimissimi anni si sono opposti allo "scandalo" dei rimborsi elefantiaci e moltiplicati ad hoc con leggi e leggine, hanno potuto la recessione e le casse pubbliche a secco.
L'organo di autogoverno della Camera non ha potuto far altro che prendere atto del documento di cinque pagine, predisposto dai questori Francesco Coluccio e Antonio Mazzocchi del Pdl e Gabriele Albonetti del Pd, e delle sue conclusioni.
Il presidente Gianfranco Fini ha però rassicurato i rappresentanti di tutti i partiti: tanto lui quanto il presidente del Senato Renato Schifani si faranno sentire presso il ministero del Tesoro. Resta da vedere se Giulio Tremonti sarà disposto e quando a riaprire i cordoni della borsa.
"Considerato che allo stato non risulta essere stata ancora messa a disposizione della Camera da parte del ministero dell'Economia l'occorrente provvista finanziaria - scrivono i questori - lo schema di deliberazione prevede che l'erogazione dei rimborsi ai partiti abbia luogo solo dopo l'effettiva messa a disposizione della provvista". E indicano anche chi ha comunicato la novità: il dipartimento Tesoro, Direzione VI, Ufficio V. Come dire, rivolgersi a loro.
A fare le spese dello stop, ovviamente, soprattutto i partiti maggiori. Circa 19 milioni sarebbero dovuti andare al Pdl (12,5 a Forza Italia e la metà ad An), poco meno di 14,5 al Pd (8 all'Ulivo, 4,5 ai Ds, 2 alla Margherita), quasi 5 alla Lega, 3,5 all'Udc, ma ci sono anche i 3 circa dell'Italia dei valori e poi quelli destinati ai partiti che non sono entrati alla Camera ma hanno comunque superato la percentuale simbolica dell'1%. I 2 milioni di Rifondazione comunista e giù a scendere ai Comunisti italiani, ai Verdi, all'Udeur.
Il ciclone Mani pulite e il referendum del '93 avevano cancellato il finanziamento pubblico ai partiti, com'è noto, resuscitato nel 1999 come "rimborso elettorale". Ora, il fondo da ripartire per ciascun anno di legislatura si ottiene moltiplicando l'importo di un euro per il numero di iscritti nelle liste elettorali della Camera. Non dunque in base agli elettori effettivi, ma solo agli "aventi diritto". E i due dati, ovvio, non corrispondono mai. Nel 2006 per Montecitorio ha votato l'83% degli aventi diritto. Se il rimborso fosse stato agganciato a chi ha realmente votato, sarebbe stato pari a 41 milioni e 789 mila euro, invece è lievitato di otto milioni. E la storia si è ripetuta alle ultime del 2008 quando l'affluenza è stata dell'80,5%. Stesso meccanismo con la medesima provvista di 50 milioni anche per il Senato. Ed è pressoché scontato che il congelamento del rimborso scatterà anche lì. I cento milioni complessivi resteranno per ora, finché le pressioni dei presidenti Fini e Schifani non sortiranno effetti, solo un titolo di credito vantato dai partiti. (da repubblica.it) 
Commenti (4) >>
...
scritto da Claudio M '58, agosto 01, 2008

Sig. Simonetti, non sono certo io a poterle indicare un leader, anche perché non ho mai amato i leader.
Penso che un partito debba essere una rappresentazione ideale e collegiale degli interessi che vuole esprimere, il leader mi sa tanto di promozione televisiva.
Comunque in questo scenario politico, le posso solo dire che io non ho riferimenti.
Sono di sinistra e non ritengo di essere rappresentato dal PD.
Oggi ci troviamo davanti ad una situazione paradossale dove il maggior partito di opposizione cerca di somigliare al partito di governo e quindi siamo incastrati in una scelta assurda tra illusionisti o giustizialisti.
Spero solo in una ripresa della vera sinistra, possibilmente non quella reazionaria che ci farebbe solo fare passi indietro, cosa che comunque stiamo già facendo con questo governo e le sue politiche ottocentesche.

Infine le faccio sapere che quello che restava in tasca ad un senatore di Rifondazione erano poco più di € 3.000,00 in quanto il resto circa € 13.000,00 andavano al partito e alle spese (es. affitto casa a Roma €1.000,00 ecc.) proprio perché un partito come Rifondazione non ha finanziatori come il Berlusca o Caltagirone (suocero di Casini).

Cordiali saluti
Claudio


...
scritto da simonetti, luglio 31, 2008

Grazie Claudio per le delucidaziooni, con le quali in parte concordo, è indubbio che un'opposizione partitica debba essere sostenuta perchè è mio convincimento che l'opposizione ad un governo dovrebbe esserene la sentinella al fine di dare corrette dennuce ai cittadini sull'operato del governo stesso.
Caro amico, mi può dire questo "emerito" governo quale opposizione ha oggi?
Tra l'altro penso anche che non un partito nella sua globalità sia garante e custode di "qualcosa", ma che il suo leader dai cittadini eletto esprima apprezzamento o critica per l'opera di governo.
La prego, mi dica o mi indichi un leader a cui possa rivolgermi, mi dica ancora se può qual'è il leader che come deputato o senatore o segretario politico non percepisce un'abbondante emolumento per rappresentare che cosa e chi?
Perdoni l'ignoranza dipsoibile ad accogliere suggerimenti
Cordialmente

...
scritto da Claudio M '58, luglio 31, 2008

Sig. Simonetti, capisco e a grandi linee condivido il senso della sua disapprovazione, ma vorrei proporle un ragionamento penso semplice:

Il ruolo di un partito dovrebbe essere il buon governo della cosa pubblica, ovvero della cosa nostra, giusto?

Quindi essendo un ruolo pubblico non pensa che sia giusto che usufruisca di un compenso anch'esso pubblico, ovvero proveniente dalle nostre tasse?

Come pensa che potrebbe operare un partito che si oppone ai poteri forti se non avesse un finanziamento pubblico?

Se non ci fosse una copertura pubblica delle spese dei partiti, gli stessi sarebbero sottoposti, in quanto finanziati, ai poteri economici e chi di questi poteri finanzierebbe mai un partito di sinistra che oltre a tutelare i diritti dei lavoratori dipendenti a scapito delle imprese vorrebbe anche tutelare l'ambiente, i pensionati come lei, i ceti deboli, gli extracomunitari, i derelitti di tutti i paesi del mondo?

Mi pare evidente che se non vogliamo finire in mano alle multinazionali, che come fine ultimo hanno solo l'attivo di bilancio, sarebbe bene che i partiti di sinistra e, per pari dignità, tutti i partiti continuino ad usufruire di una copertura economica pubblica.

Altro problema è l'uso che fanno di quei soldi, ma questo penso faccia parte di un'altra discussione.

Spero di essere stato comprensibile, spesso non riesco a spiegarmi bene.

Cordiali saluti
Claudio


...
scritto da simonetti, luglio 31, 2008

il referendum del '93 avevano cancellato il finanziamento pubblico ai partiti, com'è noto, resuscitato nel 1999 come "rimborso elettorale". ------
Quale pensionato spero tanto che questo governo abbia la fermezza di rispettare la volontà refferendaria dei cittadini e quindi anullare l'ennesima "presa in giro" di cui solitamente siamo oggetto. Cosi come spero che il Sig Fini e il Sig Schiffani badino più all'interesse degli ITALIANI che alle botteghe di partito
è comunque preocupante l'articolo avanti esposto --- siamo al fondo della botte ora vediamo dove questi Signori vanno a raschiare ---se nelle solite tasche o una volta tanto nelle loro, magari rinunciando anche a qualche privileggio auto atribuitosi--- si comportino come i comuni cittadini che sarebbe ora ---
g:Simonetti

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