| BASE USA: CONSIGLIO DI STATO DA' RAGIONE AL GOVERNO PER AMPLIAMENTO. I COMMENTI |
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| 30/07/2008 | |
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30 lug. - Il consiglio Consiglio di Stato ha accolto il
ricorso della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero
della Difesa contro l'ordinanza del Tar del Veneto che il 18 giugno
scorso aveva accolto la domanda di sospensione dei provvedimenti
relativi alla realizzazione del progetto Dal Molin di ampliamento della
Base militare Usa di Vicenza.
«Il consenso prestato dal Governo italiano all'ampliamento dell'insediamento militare americano all'interno dell'Aeroporto Dal Molin è un atto politico, come tale insindacabile dal giudice amministrativo, secondo un tradizionale principio sancito dall'art. 31 del testo unico delle leggi sul Consiglio di Stato».
È una delle ragioni che hanno indotto la IV Sezione del Consiglio di Stato a non condividere le valutazioni del TAR sulla legittimità dei provvedimenti impugnati a proposito della realizzazione della base militare Usa di Vicenza.
Questa insindacabilità - spiega Palazzo Spada - «riguarda non solo il contenuto dell'atto, ma anche, a maggior ragione, la sua forma, propria dell'ordinamento nel quale l'atto si è formato». Il nulla-osta del Ministero della Difesa - è detto in una nota del Consiglio di Stato - «si inquadra nella procedura appositamente prevista per le attività a finanziamento diretto statunitense (secondo quanto previsto dall'accordo bilaterale Italia - Stati Uniti d'America del 20 ottobre 1954, tuttora coperto da classifica di riservatezza) la cui realizzazione è demandata ad una apposita Commissione mista costruzioni (CMC), costituita nell'ambito della Direzione Generale dei Lavori e del Demanio del Ministero della Difesa».
Il via libera all'ampliamento della base militare Usa di Vicenza non può dipendere dall'esito della consultazione della popolazione interessata e non risultano «riscontri concreti» sui rischi di danno ambientale indicati nella ordinanza del Tar del Veneto: spiega ancora la quarta sezione del Consiglio di Stato nella sentenza con cui ha annullato l'ordinanza del Tribunale Amministrativo. «Non rientra nella procedura di autorizzazione ad un insediamento militare, di esclusiva competenza dello Stato, la consultazione della popolazione interessata - è detto in una nota - nè tanto meno essa è prevista nella procedura risultante dal Memorandum del 1995; tale consultazione è stata soltanto ipotizzata nelle dichiarazioni del Ministro della Difesa pro tempore in sede parlamentare». Palazzo spada sottolinea, inoltre, che «la realizzazione di infrastrutture sul territorio nazionale, finanziata dagli Stati Uniti, è disciplinata dal Memorandum del 1995, che prevale sulla disciplina italiana e comunitaria in materia di procedure ad evidenza pubblica per l'assegnazione delle commesse pubbliche». Quanto ai profili di danno ambientale segnalati nell'ordinanza del TAR, la quarta sezione li ritiene «privi di riscontri concreti, anche in relazione alla successiva autorizzazione alla progettazione dell'intervento sul lato ovest dell'Aeroporto - per cui si è rivelato determinante l'impulso del Commissario straordinario - che ha spostato il progettato ampliamento su una area già destinata prevalentemente ad attività aeroportuale e di cui è prevista la dismissione da parte della amministrazione militare italiana, senza quindi alcun cambio di destinazione d'uso».
Per il commissario governativo
alla base di Vicenza, Paolo Costa, il pronunciamento del
Consiglio di Stato ''certifica evidentemente la legittimita'
delle procedure seguite''.
Pur riservandosi di valutare nel merito il provvedimento,
Costa sottolinea che la decisione ''consente di dire che quanto
fatto sino ad ora ha seguito l'iter corretto''.
La decisione del Consiglio di Stato
relativa ai lavori per l'ampliamento della base Usa di Vicenza,
"ci sembra una decisione di 'ossequio', evidentemente ai desideri
di Berlusconi e del ministro La Russa, che il Codacons non puo'
certo condividere, anche perche' non dice nulla circa i
gravissimi rischi ambientali denunciati dalla stessa valutazione
di incidenza ambientale fatta realizzare dagli americani, e
quindi non sospetta". In tale valutazione- spiega il Codacons-
"si fa riferimento al rischio di inquinamento delle acque
destinate ai comuni di Padova e di Vicenza, e ai gravissimi
rischi ambientali per rilevanti zone di interesse comunitario
come quella su cui ricade il fiume Bacchiglione".
L'ordinanza del Cds lascia comunque il tempo che trova-
conclude il Codacons- "considerato che potra' avere effetto
soltanto per due mesi, visto che l'8 ottobre Il Tar Veneto dovra'
decidere nel merito sugli oltre 20 motivi di ricorso presentati,
e valutare concretamente i gravissimi rischi ambientali connessi
ad un insediamento di oltre 2.500 nuove unita' di militari che
porterebbe all'utilizzo di tutta l'acqua delle falde acquifere
della zona a favore della base americana".
''La sentenza del Consiglio di Stato
dirada un po' della troppa nebbia che si era addensata sulla
vicenda dell'ampliamento della base americana di Vicenza,
riaffermando un principio semplice e decisivo in ogni democrazia
che si rispetti: .il governo e' il solo e unico titolare della
politica estera del Paese''. Lo afferma in una dichiarazione il
vicepresidente dei deputati del Pdl, Osvaldo Napoli.
''La decisione del Consiglio di Stato
segna ancora una pagina nera per
l'Italia e la sua autonomia''. Lo afferma in una dichiarazione
Manuela Palermi della segreteria nazionale del Pdci. ''Inoltre
ampliare quella base - aggiunge Palermi - non e' nell'interesse
dell'Italia, poiche' se ne fa un obiettivo sensibile. In realta'
continua la subalternita' dei governi, prima Prodi oggi
Berlusconi, agli ordini degli Usa''.
''Invece di fare ricorsi, il governo dovrebbe parlare con le
popolazioni ed ascoltare quell'Italia che non vuole essere
succube e complice delle scelte politiche e militari degli Usa.
Sarebbe - conclude Palermi - un contributo alla pace ma anche ad
una politica autonoma del nostro Paese''.Soddisfazione del governatore
veneto Giancarlo Galan per il pronunciamento del Consiglio di
Stato sulla nuova base Usa di Vicenza.
''Non aggiungo nemmeno una virgola - dice - a quanto
comunicato oggi dal Consiglio di Stato a proposito della
costruzione della base americana nell'aeroporto Dal Molin''.
''Evviva quindi il Consiglio di Stato - conclude Galan - e
abbasso l'odioso fanatismo antiamericano di chi a Vicenza ha
imboccato una pessima strada, per fortuna rifiutata sia dalla
sinistra riformista che dal Popolo della Liberta' ''.
Il Presidio permanente per il no
al raddoppio della base Usa di Vicenza ''era preparato ad una
decisione del genere'' che ''non cambia la sostanza delle
cose''.
Lo afferma la consigliera comunale e leader del Presidio
Cinzia Bottene commentando la decisione del Consiglio di Stato
che ha accolto il ricorso della Presidenza del Consiglio del
Ministri. ''I cittadini di Vicenza continueranno nella loro
opposizione alla base - rileva Bottene -, vedremo se gli Usa si
assumeranno la responsabilita' di imporcela comunque''.
scritto da Claudio M '58, luglio 31, 2008 Questo è uno dei risultati che si possono collegare all'assenza della sinistra in parlamento. Claudio |
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