| Berlusconi: al voto con questa legge.(Cdl +12). Montezemolo: «Sistema offensivo» |
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| 07/10/2007 | |
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Al voto in primavera, con questa
legge elettorale. Ne è convinto Silvio Berlusconi, e sulla sua
affermazione concorda Gianfranco Fini.
Al voto in primavera, con questa legge elettorale. Ne è convinto Silvio
Berlusconi, e sulla sua affermazione concorda Gianfranco Fini. Una
dichiarazione che arriva a poche ore dalla richiesta del leader degli
industriali, Luca Cordero di Montezemolo per il quale c'è la necessità
di riformare il sistema del voto prima di tornare alle urne,
preferibilmente guardando al modello tedesco e favorendo il dialogo fra
i Poli.
![]() Il monito di Confindustria Non provarci, non accordarsi per una riforma, avverte il leader di Confindustria, sarebbe «una offesa ai cittadini». Nell'Unione ad agitare le acque ci pensa il ticket Veltroni-Franceschini, che boccia il sistema tedesco sul quale da mesi l'Unione prova a chiudere un'intesa. Pensare di andare a elezioni con questa legge è «un offesa ai cittadini italiani perchè non li mette in condizione di scegliere», è il monito con cui Montezemolo ha chiuso ieri il convegno dei giovani imprenditori di Capri. Un appello, quello al dialogo fra gli schieramenti, nemmeno preso in esame dai partiti del centrodestra, eccezion fatta per l'Udc. La Cdl: al voto con questa legge A Milano per la festa tricolore, il leader di An Gianfranco Fini ritiene possibile «andare al voto domani e avere una maggioranza certa». Basterebbe, spiega, «fare una legge di una riga che modifichi l'aggettivo "regionale" sull'attribuzione del premio di maggioranza». Nemmeno questo servirebbe invece per il Cavaliere che, sponsor di elezioni con l'attuale "porcellum", si mostra forte dei dati dei suoi ultimi sondaggi, che vedrebbero la Cdl sopra l'Unione di 12 punti, 56 a 44 per cento. Non bastasse, ecco un altro calcolo del Cavaliere: «Sulla base degli attuali sondaggi, decurtando del 30% il nostro vantaggio sul centrosinistra, quindi considerando solo un vantaggio dell'8%, otterremmo una vastissima maggioranza alla Camera e 39 senatori in più a Palazzo Madama». Veltroni sconfessa il "modello tedesco" Nel campo avverso, invece, fa discutere il "no" del principale candidato alla segreteria del Pd al modello tedesco. Non è possibile, sostiene Veltroni, che «il nostro Paese sia stretto dall'alternativa tra un bipolarismo forzoso e un sistema elettorale in cui dopo le elezioni ognuno fa le alleanze con chi gli pare: ci sono altri sistemi europei che vale la pena sperimentare e non mi sto riferendo a quello tedesco». Più netto ancora Dario Franceschini, per il quale "importare" da Berlino il sistema elettorale «ci porterebbe indietro allo schema delle mani libere». (da LaStampa) |
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