| BERLUSCONI: C'E' IL PIANO ALITALIA MA CON 5MILA ESUBERI - COMMENTI E REAZIONI |
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| 30/07/2008 | |
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30 lug. - Cinquemila esuberi, novanta nuovi aerei
in arrivo, ripristino delle piu' importanti rotte
internazionali. Secondo quanto apprende l'Agi Silvio Berlusconi
ai senatori del Pdl riuniti a cena ieri sera ha illustrato il
nuovo piano dell'Alitalia. Punto per punto.
"I cinquemila
esuberi - ha rivelato il premier secondo quanto viene riferito
da alcuni partecipanti - verranno attutiti da alcune misure. Ci
saranno degli scivoli, dei prepensionamenti. Inoltre misure di
ammortizzatori sociali saranno accompagnate da altre
soluzioni".
Pero' - ha aggiunto il presidente del Consiglio - i
sindacati non dovranno mettere il bastone tra le ruote,
"altrimenti salta tutto".
Berlusconi ha ricordato che nella trattativa con Air France
"erano state poste delle condizioni inaccettabili", e comunque
- ha reso noto - "ho parlato con il ministro dei Trasporti
francesi. Ci saranno varie sinergie con Parigi".
Il premier non
ha indicato quali saranno queste sinergie, "nessuno accordo
organico", si e' limitato a dire presupponendo delle intese per
quanto riguardo il piano delle rotte internazionali.
Dunque il
Cavaliere si e' detto assolutamente ottimista per il
salvataggio della compagnia di bandiera. "C'e' - ha affermato
entusiasta - il piano, c'e' la soluzione, ci sono i soldi,
tanto che ho dovuto dire molti no. Certo - ha ribadito secondo
quanto riportano le stesse fonti - non si potranno tenere tutti
i dipendenti, si cerchera' un modo indolore per salavaguardare
il maggior numero di persone, ma e' chiaro - ha concluso - che
questa e' l'unica operazione che si puo' fare".
''Non ci fermeremo, andremo avanti
fiduciosi con Alitalia perche' dobbiamo pensare al bene del
Paese e non ci fermeremo certo per qualche manifestazione''. Il premier ha comunque parlato di un rilancio in grande
stile per Alitalia, per cui il nuovo piano prevede anche 90
nuovi aerei e il ripristino di importanti rotte
internazionali, a partire da quelle verso l'Asia e la Cina.
''I soldi - ha assicurato Berlusconi al termine - ci sono. Ho
sempre detto che c'erano, ora ci sono e siamo fiduciosi''.
Diversi i commenti e di varia natura le reazioni. Il presidente della commissione
Infrastrutture e Comunicazioni del Senato Luigi Grillo ha
scritto al ministro dell'Economia Giulio Tremonti per invitarlo
ad aggiornare la commissione sugli sviluppi della vicenda
Alitalia.
L'Italia resta un mercato
"importante" per Lufthansa e Alitalia ha bisogno di "una seria
ristrutturazione". Lo ha sottolineato il direttore finanziario
dell'aerolinea tedesca Stephan Gemkow.
"Ci auguriamo che in tempi brevi,
pur con qualche sacrificio, speriamo riassorbibile, si arriva al
rilancio della compagnia di bandiera". Cosi' il ministro per lo
sviluppo economico, Claudio Scajola, a margine dell'inaugurazione
della centrale Enel di Torrevaldaliga nord, a chi gli chiede un
commento sulla situazione di Alitalia.
''5mila esuberi? Le notizie che
trapelano su Alitalia fanno tremare le vene ed i polsi. A tutt'oggi
questa e' l'unica certezza. E' una cosa inaccettabile. In tutti questi
mesi, il premier ha fatto propaganda sulla pelle dei lavoratori e ha
preso in giro gli italiani, sbandierando cose che non sono. Altro che
rilancio! L'irresponsabilita' del governo merita una risposta forte da
parte dei sindacati''. E' quanto afferma Pino Sgobio del Pdci.
"Mentre British Airways e Iberia si
fondono, e prevedono un'ulteriore associazione con American
Airlines, in Italia il liberalismo autarchico del nostro governo
mantiene lo stallo di Alitalia a carico dei contribuenti e
pondera esuberi per la compagnia pari al doppio di quelli
previsti dal precedente piano di Air France". Cosi' il portavoce
dell'Italia dei Valori Leoluca Orlando. In tutto il mondo,
prosegue Orlando "e alla luce del sole, si stanno realizzando
grandi fusioni strategiche per il mercato del trasporto aereo, in
Italia invece, schiavi di pulsioni propagandistiche e
pseudo-protezionistiche, orfani di coraggio e di strategie
industriali chiare si rischia di affossare un'azienda, di rendere
subalterni i suoi lavoratori e di continuare a mettere le mani in
tasca ai cittadini".
''Ritengo un dovere per un
imprenditore darsi anche delle responsabilita' nei confronti del
sistema Paese, e noi Benetton siamo pronti a fare la nostra parte: ma,
per favore, e questo l'ho detto anche a Berlusconi e Tremonti, non
considerateci come una nuova Iri''. Lo afferma il presidente di
Edizioni Holding, Gilberto Benetton, in una intervista a 'Il
Sole24Ore'. La famiglia Benetton "crede nel Paese e per questo abbiamo
investito in Italia e in aziende italiane", ma questo "non significa
che i Benetton siano disponibili a partecipare al buio a una cordata
per il salvataggio di Alitalia".
''In via di principio - prosegue Benetton- riteniamo di poter
dare il nostro contributo al rilancio della compagnia di bandiera, ma
non abbiamo ancora visto un piano industriale, dei numeri o una
proposta concreta da Intesa Sanpaolo. Non solo: non e' pensabile che
il piano abbia successo senza la presenza di un partner internazionale
disposto a intervenire subito, non tra un anno o due".
Il consiglio di amministrazione di
Alitalia tornera' a riunirsi, oggi nel pomeriggio, per un
aggiornamento sulla situazione della compagnia. E' una fase di
necessaria attesa, in vista del Cda dell'8 agosto per
l'approvazione dei conti del primo semestre, ed in attesa della
chiusura del dossier in mano all'advisor Intesa Sanpaolo che in
queste ore sta mettendo a punto la stesura definitiva del nuovo
piano di salvataggio per la compagnia.
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