| BERLUSCONI: FEDERALISMO E RIFORMA : AVANTI DI PARI PASSO - MAI PARLATO DI IMMUNITA' |
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| 18/07/2008 | |
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18 lug. - Berlusconi: ''Riforma della giustizia insieme al federalismo'', il premier chiarisce che non ''c'è nessun contrasto con la Lega". E aggiunge: '''Mai parlato di immunità''. Il ministro dell'Interno: ''Nessun litigio. Certi che la maggioranza sarà compatta''.D'Alema pone le condizioni per il dialogo: ''No a cittadini di serie A e B''
Giustizia e federalismo: queste le priorità indicate da Berlusconi e dalla Lega. Nessuno cede sulla precedenza da dare alle due riforme quindi si procederà di pari passo. Almeno stando alle parole del premier e degli esponenti del Carroccio.
Prima le rassicurazioni del presidente del Consiglio: "Non c'è nessun contrasto con la Lega" ma "la riforma della giustizia è un progetto prioritario che presenteremo a settembre". Non c'è nessun problema, chiarisce, perché la riforma della giustizia "si farà contestualmente con il federalismo". ''Ho sentito ieri Bossi. Il federalismo della Lega è un progetto anche nostro", spiega, in una conferenza stampa convocata a sorpresa dopo il suo intervento alla presentazione della Fondazione Medidea, promossa dal senatore del Pdl Beppe Pisanu, all'Ara Pacis.
Ironico il commento del ministro della Semplificazione Roberto Calderoli, convocato dal leader Bossi in un vertice pomeridiano insieme al ministro dell'Interno Maroni. "Con la Lega non ci sono mai problemi - osserva Calderoli -. I presidenti delle Camere sono entrambi del Pdl, sarà loro responsabilità farci lavorare 24 ore al giorno''.
Diplomatico, invece, Roberto Maroni, secondo il quale "è troppo importante fare le riforme che servono e che non sono state fatte per due anni. Per quel che ci riguarda, il federalismo fiscale in primo luogo. Lo faremo con chi ci sta".
Insomma, "si farà il federalismo fiscale, siamo pronti, siamo certi che la maggioranza sarà compatta. Il resto sono speculazioni di una sinistra in affanno". E anche secondo Maroni, comunque, "si può fare tutto lavorando anche 24 ore al giorno".
E ancora: "Non c'è nessun litigio con Berlusconi, sono i giornali che ci ricamano. L'intesa è forte, non è in discussione".
Insomma ''ci sarà spazio e tempo per fare la riforma federale".
Alla domanda se sia possibile farla con la riforma sulla giustizia, il ministro dell'Interno chiarisce: "Lo vedo possibile, perché i tempi ci sono. L'intesa politica nella maggioranza c'è. Mi auguro che sul federalismo fiscale ci sia l'intesa con il Pd".
Un'apertura alla quale risponde l'ex vicepremier Massimo D'Alema. "Noi siamo disposti a discutere di queste riforme ma se ci sono due condizioni essenziali: garantire a tutti i cittadini l'eguaglianza nel godimento dei diritti fondamentali, perché non possiamo immaginare che ci siano cittadini di serie A e di serie B, e poi che la riforma federale deve inserirsi in una più complessiva riforma istituzionale, cito come esempio il superamento del bicameralismo", spiega l'esponente del Pd.
Dal canto suo, il premier annuncia anche che la riforma della giustizia verrà presentata a settembre: "Andremo nella direzione di un servizio ai cittadini scevro da fini di lotta politica". In particolare, ''ci sarà un miglioramento e noi guarderemo soprattutto alla parte rivolta ai processi civili, che hanno tempi insostenibili''. Poi ci sarà anche l'azione verso ''la parte penale''. Non menziona i vari punti del progetto di riforma che dovrebbe ricalcare quello presentato nel 2001, vale a dire separazione delle carriere, riforma del Csm e ripristino dell'immmunità parlamentare.
Anche se poi nel pomeriggio chiarisce: "Non ho mai fatto una citazione sull'immunità parlamentare. Non l'ho mai citata". E "non si fa oggi quello che non si e' fatto ieri... ".
Berlusconi spiega poi di aver "fiducia nella magistratura" ma di essere spesso "attaccato e aggredito" da certi giudici.
Non solo giustizia. Il premier torna sulla crisi del principale vettore italiano: "Stiamo lavorando. In tempi abbastanza brevi presenteremo una nuova Alitalia con un piano industriale che riporterà la nostra compagnia di bandiera in attivo. La soluzione è vicina. Addirittura ho dovuto dire tanti no, perché c'è stata una grande risposta dal mondo imprenditoriale" per salvare l'azienda.
Allarme per il caro-petrolio.
"Il prezzo del greggio è aumentato a livelli assolutamente insostenibili. Questa è l'emergenza odierna da risolvere". Il presidente del Consiglio assicura che lui lavorerà come "ufficiale di collegamento" tra i paesi Opec produttori del greggio e l'occidente. ''C'è grande incertezza. Anche perché ho riscontrato una certa carenza di leadership a livello europeo. Soprattutto con la dipartita di leader come Putin, Blair, Chirac, Aznar, Schroeder.
Tutte queste alte personalità non hanno trovato sostituzioni pregnanti".
Infine, con una battuta, il premier rivendica: ''Dopo questo incontro avrò un piacevolissimo appuntamento con il primo ministro della Libia e con il ministro degli Esteri. Lo sottolineo anche perché ciò ci conferisce una superiorità rispetto a Sarkozy che non è riuscito ad avere il governo libico come ospite nella conferenza Euromediterranea di Parigi''.
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