| BERLUSCONI PENSA AL DL SULLE INTERCETTAZIONI ED IL PD VA SU TUTTE LE FURIE |
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| 02/07/2008 | |
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02 lug. -
Il cammino del disegno di legge
sulle intercettazioni, depositato solo lunedi' sera alla Camera,
dopo l'approvazione nella riunione del Consiglio dei Ministri
del 13 giugno, rischia di interrompersi ancora prima di
iniziare.
A sparigliare le carte ci pensa direttamente il
presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che, nel corso della
conferenza stampa tenuta questa sera a Napoli sui rifiuti, ha
rilanciato l'ipotesi di procedere tramite un decreto.
Parole che
hanno scatenato le ire dell'opposizione: E' una cosa
inaccettabile, dicono chiaramente dal Partito Democratico.
La causa di tanta fretta e' data, spiega lo stesso Cavaliere,
''dalla situazione di emergenza'' in cui sta vivendo il Paese.
''Siamo fuori da una societa' - osserva il premier - che ha
comportamenti civili''.
L'ipotesi di un nuovo decreto legge pero' manda su tutte le
furie l'intera opposizione, gia' sulle barricate per la norma
'blocca processi' contenuta del decreto sicurezza.
Il Partito Democratico affida la replica al ministro ombra per
la Giustizia Lanfranco Tenaglia: ''La dichiarazione di
Berlusconi e' grave e inaccettabile'', attacca l'esponente
Democratico che subito precisa: ''Non e' questa materia per un
decreto perche' non ci sono i requisiti di necessita' ed
urgenza''.
Tenaglia non esita poi a definire ''incomprensibile''
l'ipotesi messa in campo dal Cavaliere visto che lo stesso
governo ha gia' depositato un disegno di legge.
Stessi toni critici dal collega di partito Giuseppe Fioroni
che pero' evita di entrare nei dettagli limitandosi a precisare
di ''non voler piu' commentare gli annunci''. Piuttosto, l'ex
ministro dell'Istruzione si dice ''impressionato'' dal
''silenzio assordante di fronte ad un Paese i cui redditi delle
famiglie sono divorati dall'inflazione''.
L'auspicio del Cavaliere scatena il leader dell'Italia dei
Valori Antonio Di Pietro. L'ex pm non sembra mostrarsi sorpreso
anzi, con toni sarcastici dice ''di capire'' l'atteggiamento di
Berlusconi. Per il leader dell'Idv, le 'mosse' del premier sono
giustificate dal fatto che ''lui piu' di tutti e'
informato sul contenuto delle intercettazioni disposte
dall'autorita' giudiziaria di Napoli''. L'idea di fare un
decreto e', per Di Pietro, la soluzione per '' evitare che tutti
gli italiani sappiano chi e' e cosa ha fatto''.
Nella maggioranza la replica e' affidata a Niccolo' Ghedini,
avvocato del premier. Evitando le polemiche l'esponente del Pdl
si limita ad osservare che ''con un decreto legge si puo'
accelerare il varo di norme sulle quali anche l'opposizione si
e' detta d'accordo''.
Evita di entrare nel merito invece il capogruppo della Lega
Nord alla Camera Roberto Cota: ''Vedremo - dice a proposito
dell'ipotesi di procedere con un decreto - in effetti il
calendario alla Camera e' molto fitto - precisa l'esponente del
Carroccio - decidera' il governo''.
Nel Pdl pero' c'e' anche chi non e' del tutto convinto che la
strada del decreto sia quella giusta da percorrere.
Il
ragionamento che fanno alcuni esponenti della maggioranza
riguarda soprattutto la tempistica ed il calendario dei lavori:
Alla pausa estiva manca un mese - spiegano fonti Pdl - il
governo deve stabilire quali sono le priorita'''.
BENE NAPOLITANO, -
SU GIUSTIZIA C'E' EMERGENZA: ANDRO' IN TV PER PARLARE A ITALIANI - Silvio Berlusconi apprezza la lettera
di Giorgio Napolitano al Csm ma contemporaneamente apre un nuovo
fronte sul delicato tema della giustizia auspicando un decreto
legge sul tema delle intercettazioni.
Il Cavaliere parla nel corso della conferenza stampa tenuta
ad Acerra, al termine della quarta visita a Napoli per
l'emergenza rifiuti.
Prima definisce la dichiarazione di
Giorgio Napolitano sul Consiglio superiore della magistratura
''assolutamente completa'' perche' ristabilisce il principio che
qualsiasi istituzione ''non deve prevaricare le altre''.
E al riguardo aggiunge: Il capo dello Stato accoglie cosi'
''gli argomenti espressi ieri dai presidenti dei due rami del
Parlamento''. Silvio Berlusconi prova quindi a rilanciare un
clima di collaborazione istituzionale lodando il modo con cui
oggi il Colle ha scelto di muoversi nella delicatissima partita
sulla giustizia.
E cio' proprio nel giorno in cui il Csm, come ampiamente
previsto, conferma formalmente le sue critiche alla sospensione
dei processi decisa dal governo.
Poi, apre un nuovo fronte di scontro, annunciando la volonta'
di risolvere la questione delle intercettazioni per decreto.
Insomma, fa capire che intende reagire con forza all' eventuale
pubblicazione di nuove intercettazioni che lo possano rimettere
in imbarazzo, cosi' com'e' accaduto con quelle sulla vicenda
della Rai.
Una mossa che, sottolinea Berlusconi, servira' a far uscire
il Paese ''da una situazione di reale emergenza''.
Al riguardo,
annuncia che terra' fede a quanto detto al Consiglio Europeo,
cioe' andra' giovedi' in televisione, parlera' alla trasmissione
di canale 5, 'Matrix', perche', spiega ''e' necessario che i
cittadini italiani sappiano dal loro presidente del Consiglio
cosa si cerca di far succedere in questo momento''.
Il
Cavaliere evita di attaccare i giudici, che nemmeno cita, ma il
suo discorso e' comunque chiarissimo: ''Non credo che uno Stato
liberale e democratico - ammonisce severo - possa permettersi
cio' che sta accadendo, che e' accaduto e che si prospetta che
accada e cioe' che privati cittadini si vedano sottratti il loro
diritto alla privacy con interventi violenti che possano portare
un danno, in certi casi irreparabile, anche alla loro immagine.
Probabilmente - e' la tesi del premier - ci sono i termini di
necessita' e urgenza per procedere non con un ddl, che richiede
molto tempo, ma con un decreto, vedremo...''.
Infine, l'annuncio della partecipazione tv.
E anche stavolta
Berlusconi, come fece in occasione della fiducia alla Camera con
l'espressione ''se po' fa''', fa il verso all'imitazione di
Crozza di Veltroni.
E a chi gli chiede se preferisca
accompagnare sull'orlo del termovalorizzatore Di Pietro, Gandus
o Veltroni, risponde ironico: ''Giovedi' prossimo in tv,
pacatamente serenamente, daro' una risposta concreta. Avevo
detto che non sarei piu' andato ma ora ho accettato perche' -
conclude serio - e' necessario che i cittadini sappiano dal loro
presidente del Consiglio cosa si cerca di far succedere in
Italia in questo momento''(ANSA)
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