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Ultimo aggiornamento: 06.09.2008 ore 02:00
BERLUSCONI PENSA AL DL SULLE INTERCETTAZIONI ED IL PD VA SU TUTTE LE FURIE Stampa E-mail
02/07/2008
02 lug. -  Il cammino del disegno di legge sulle intercettazioni, depositato solo lunedi' sera alla Camera, dopo l'approvazione nella riunione del Consiglio dei Ministri del 13 giugno, rischia di interrompersi ancora prima di iniziare.
berlusconi_zitto_280x200.jpgA sparigliare le carte ci pensa direttamente il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che, nel corso della conferenza stampa tenuta questa sera a Napoli sui rifiuti, ha rilanciato l'ipotesi di procedere tramite un decreto.
Parole che hanno scatenato le ire dell'opposizione: E' una cosa inaccettabile, dicono chiaramente dal Partito Democratico.
La causa di tanta fretta e' data, spiega lo stesso Cavaliere, ''dalla situazione di emergenza'' in cui sta vivendo il Paese.
''Siamo fuori da una societa' - osserva il premier - che ha comportamenti civili''. L'ipotesi di un nuovo decreto legge pero' manda su tutte le furie l'intera opposizione, gia' sulle barricate per la norma 'blocca processi' contenuta del decreto sicurezza.
Il Partito Democratico affida la replica al ministro ombra per la Giustizia Lanfranco Tenaglia: ''La dichiarazione di Berlusconi e' grave e inaccettabile'', attacca l'esponente Democratico che subito precisa: ''Non e' questa materia per un decreto perche' non ci sono i requisiti di necessita' ed urgenza''. Tenaglia non esita poi a definire ''incomprensibile'' l'ipotesi messa in campo dal Cavaliere visto che lo stesso governo ha gia' depositato un disegno di legge.
Stessi toni critici dal collega di partito Giuseppe Fioroni che pero' evita di entrare nei dettagli limitandosi a precisare di ''non voler piu' commentare gli annunci''. Piuttosto, l'ex ministro dell'Istruzione si dice ''impressionato'' dal ''silenzio assordante di fronte ad un Paese i cui redditi delle famiglie sono divorati dall'inflazione''.
L'auspicio del Cavaliere scatena il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro. L'ex pm non sembra mostrarsi sorpreso anzi, con toni sarcastici dice ''di capire'' l'atteggiamento di Berlusconi. Per il leader dell'Idv, le 'mosse' del premier sono giustificate dal fatto che ''lui piu' di tutti e' informato sul contenuto delle intercettazioni disposte dall'autorita' giudiziaria di Napoli''. L'idea di fare un decreto e', per Di Pietro, la soluzione per '' evitare che tutti gli italiani sappiano chi e' e cosa ha fatto''.
Nella maggioranza la replica e' affidata a Niccolo' Ghedini, avvocato del premier. Evitando le polemiche l'esponente del Pdl si limita ad osservare che ''con un decreto legge si puo' accelerare il varo di norme sulle quali anche l'opposizione si e' detta d'accordo''.
Evita di entrare nel merito invece il capogruppo della Lega Nord alla Camera Roberto Cota: ''Vedremo - dice a proposito dell'ipotesi di procedere con un decreto - in effetti il calendario alla Camera e' molto fitto - precisa l'esponente del Carroccio - decidera' il governo''.
Nel Pdl pero' c'e' anche chi non e' del tutto convinto che la strada del decreto sia quella giusta da percorrere.
Il ragionamento che fanno alcuni esponenti della maggioranza riguarda soprattutto la tempistica ed il calendario dei lavori: Alla pausa estiva manca un mese - spiegano fonti Pdl - il governo deve stabilire quali sono le priorita'''.
BENE NAPOLITANO, - SU GIUSTIZIA C'E' EMERGENZA: ANDRO' IN TV PER PARLARE A ITALIANI  - Silvio Berlusconi apprezza la lettera di Giorgio Napolitano al Csm ma contemporaneamente apre un nuovo fronte sul delicato tema della giustizia auspicando un decreto legge sul tema delle intercettazioni. Il Cavaliere parla nel corso della conferenza stampa tenuta ad Acerra, al termine della quarta visita a Napoli per l'emergenza rifiuti.
Prima definisce la dichiarazione di Giorgio Napolitano sul Consiglio superiore della magistratura ''assolutamente completa'' perche' ristabilisce il principio che qualsiasi istituzione ''non deve prevaricare le altre''. E al riguardo aggiunge: Il capo dello Stato accoglie cosi' ''gli argomenti espressi ieri dai presidenti dei due rami del Parlamento''. Silvio Berlusconi prova quindi a rilanciare un clima di collaborazione istituzionale lodando il modo con cui oggi il Colle ha scelto di muoversi nella delicatissima partita sulla giustizia. E cio' proprio nel giorno in cui il Csm, come ampiamente previsto, conferma formalmente le sue critiche alla sospensione dei processi decisa dal governo. Poi, apre un nuovo fronte di scontro, annunciando la volonta' di risolvere la questione delle intercettazioni per decreto.
Insomma, fa capire che intende reagire con forza all' eventuale pubblicazione di nuove intercettazioni che lo possano rimettere in imbarazzo, cosi' com'e' accaduto con quelle sulla vicenda della Rai. Una mossa che, sottolinea Berlusconi, servira' a far uscire il Paese ''da una situazione di reale emergenza''.
Al riguardo, annuncia che terra' fede a quanto detto al Consiglio Europeo, cioe' andra' giovedi' in televisione, parlera' alla trasmissione di canale 5, 'Matrix', perche', spiega ''e' necessario che i cittadini italiani sappiano dal loro presidente del Consiglio cosa si cerca di far succedere in questo momento''.
Il Cavaliere evita di attaccare i giudici, che nemmeno cita, ma il suo discorso e' comunque chiarissimo: ''Non credo che uno Stato liberale e democratico - ammonisce severo - possa permettersi cio' che sta accadendo, che e' accaduto e che si prospetta che accada e cioe' che privati cittadini si vedano sottratti il loro diritto alla privacy con interventi violenti che possano portare un danno, in certi casi irreparabile, anche alla loro immagine. Probabilmente - e' la tesi del premier - ci sono i termini di necessita' e urgenza per procedere non con un ddl, che richiede molto tempo, ma con un decreto, vedremo...''. Infine, l'annuncio della partecipazione tv.
E anche stavolta Berlusconi, come fece in occasione della fiducia alla Camera con l'espressione ''se po' fa''', fa il verso all'imitazione di Crozza di Veltroni.
E a chi gli chiede se preferisca accompagnare sull'orlo del termovalorizzatore Di Pietro, Gandus o Veltroni, risponde ironico: ''Giovedi' prossimo in tv, pacatamente serenamente, daro' una risposta concreta. Avevo detto che non sarei piu' andato ma ora ho accettato perche' - conclude serio - e' necessario che i cittadini sappiano dal loro presidente del Consiglio cosa si cerca di far succedere in Italia in questo momento''(ANSA)
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