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Clandestinoweb
Ultimo aggiornamento: 16.05.2008 ore 20:56
Bobo Craxi al Clandestinoweb: "Grande confusione sotto il cielo politico italiano" Stampa E-mail
20/12/2007
21 dic - di Francesco Fusco - Mentre il Governo si appresta a ottenere la fiducia, grazie al “senso di responsabilità” di Lamberto Dini che vuole evitare un esercizio provvisorio, la dichiarazione di Andreotti sulle “ sofferenze di chi sta al Governo”, e di Fisichella che invece lo dichiara morto definitivamente, nelle stanze delle dirigenze dei diversi partiti politici si cerca di immaginare cosa possa venir fuori dal rimescolio che da una parte la nascita del PD e la proposta Vassallo, diventata poi Bianco, per una nuova legge elettorale, e il dialogo Veltroni-Berlusconi hanno prodotto, mutando improvvisamente il quadro politico. La situazione viene interpretata in modo sempre diverso, a seconda delle dichiarazioni dell’uno o dell’altro esponente politico. Non è una analisi facile da fare.

craxi_bobo_parabola.jpgMa abbiamo tentato rivolgendo alcune domande a Bobo Craxi, sottosegretario agli esteri ed esponente del partito Socialista.

- Tanta confusione sotto il cielo politico italiano. La nascita del PD con la sua costituzione ha perduto alcuni esponenti, come Mussi passato a sinistra, e provocato il passaggio di Angius nel partito Socialista. Dall’altra la creazione del PDL da parte di Berlusconi, con le note reazioni dei suoi alleati. Infine Mastella che scalpita temendo di essere fregato. La sinistra estrema che torna a riunirsi assieme ai Verdi. E infine il tanto paventato “inciucio” che potrebbe nascere da un asse fra Veltroni e Berlusconi che porterebbe a una “semplificazione” del quadro politico “pro domo” dei due partiti maggiori. Il tutto ha creato disorientamento almeno per chi legge. Vuol farci una sua analisi della situazione?
- L’analisi è già fatta leggendo la domanda, una confusione generale alla quale si è aggiunta confusione politica ed istituzionale aggravata dalle condizioni di precarietà numerica della maggioranza al Senato con la dichiarazione di voto di alcuni senatori del Fu Ulivo che si disimpegnano da un sostegno attivo al Governo. Il Pd doveva essere un fattore di stabilità politica , invece ha accelerato il processo di disgregazione della coalizione che ha inevitabilmente favorito il male endemico della democrazia italiana , il trasformismo e l’opportunismo di forze politiche , di singoli politici, di poteri e contropoteri che lavorano per la dissoluzione del quadro politico e quindi contro il Paese. A questo aggiungiamo che i conti dello Stato non sono ancora in ordine e vi è un progressivo allarme sociale dettato dalla fragilità del potere d’acquisto e dalla qualità e certezza del lavoro , e ora anche della sicurezza, problema di drammatica urgenza nel nostro paese.

- In questo quadro come si pone il Suo partito che dell’ala sinistra è il più moderato e quindi potrebbe essere il primo partner del PD di Veltroni?
- Nel quadro confuso odierno le alleanze saranno inevitabilmente dettate dalle norme di una nuova legge elettorale, se ci sarà. Ed è la prima volta in sessanta anni di vita repubblicana che le norme elettorali disegnano un quadro politico, uno schema non solo ad alto rischio , ma ad alto contenuto anti-democratico. Il Partito democratico resta ed è un interlocutore , ma le distanze si sono accentuate in modo vistoso.

- Tra gli eventuali motivi di dissenso con il PD, dove la confluenza dei cattolici provenienti dalla Margherita avrà senza meno un peso, vi è l’assoluta “laicità” delle decisioni governative richiesta da Boselli. Mi riferisco per esempio a quelle riguardanti le coppie di fatto, la fecondazione artificiale, l’uso delle cellule staminali, ecc. Potranno incidere sulla formazione di un Governo Veltroni basato su intese di programma, piuttosto che alleanze per raccogliere voti?
- I temi etici sono sicuramente centrali nella vita di una società moderna ed avanzata. Sono indubbiamente un fattore di divisione trasversale fra le forze politiche e nelle forze politiche. Credo che una vasta area di stampo riformista debba contenere aree ed orientamenti diversi cercando di farsi interprete moderna degli indirizzi di uno stato laico. Penso che il nostro compito è quello di orientare la sinistra nel suo insieme e non di emarginare il nostro spirito e la nostra cultura laica in un ghetto politico.

- Con il rientro dei socialisti che si erano divisi schierandosi dalla parte opposta ( De Michelis & C) il suo Partito si avvia verso una ricomposizione del glorioso PSI. Ma quale sarà la parola d’ordine per richiamare tutti quegli elettori che si sono dispersi in una sorta di diaspora?
- Anni di divisione sono alle nostre spalle , anche anni di sofferenza drammatica per gli eredi della tradizione socialista, naturalmente questo fatto di cui non possiamo non essere lieti non ci fa dimenticare le ragioni che hanno condotto una grande tradizione politica sul baratro dell’estinzione e della irrilevanza. Hanno contribuito a questo i nostri avversari ma anche i nostri errori. Sentiamo tutti quanti il bisogno di dichiarare che siamo profondamente legati alla nostra storia ed al nostro passato della cui funzione politica difficilmente può fare a meno anche nel futuro una forza politica ed una tradizione così alta e nobile come la nostra. Parliamo e parleremo dell’Italia di oggi , dei suoi problemi e della ragione per la quale una forza politica socialista ,liberale e democratica si trova ancora oggi ad esercitare nel nostro paese una funzione essenziale così come avviene in tutte le più grandi e moderne democrazie d’Europa.

- Malgrado le minacce che arrivano da tutte le parti il Governo Prodi “tiene”. Quale è il “collante”? La paura degli avversari, o la voglia di arrivare in un tempo relativamente breve alla tanto desiderata riforma elettorale che consentirebbe a tutti i partiti di avere una rappresentanza in Parlamento? E se invece si arrivasse al referendum?
- Il Governo Prodi ha fatto tante cose buone , a cominciare dal luogo dove mi sono trovato io , il Ministero degli Esteri. Non ci sarebbero stati tanti successi e tanti riconoscimenti internazionali all’Italia se fuori dai confini si avesse avuto l’impressione di trovarsi di fronte ad un governo balneare privo di credibilità. La debolezza è stata tutta interna, fattori di coesione che sono valsi nel momento elettorale si sono sciolti alla prova con le sfide più complesse che il Governo si è trovato di fronte sul piano economico e sociale. Non sono mancati , come in tutte le imprese, qualche errore e qualche sottovalutazione del clima che si andava creando nel Paese di aperta critica prima verso l’azione del governo e poi nei confronti della classe politica nel senso più largo. Il referendum è stato promosso da Partiti e uomini politici che pensavano fosse necessario riformare il sistema elettorale, si è cercato ancora una volta il metodo peggiore perché ha introdotto nella vita dell’esecutivo una bomba ad orologeria che finirà per scoppiare qualora la Consulta decidesse di convalidarne i quesiti che si presentano , come è già accaduto , di fragile legittimità.

- Spostiamoci in Europa. Nel PD si dibatte se e come entrare nel Partito Socialista Europeo. L’ala della Margherita che discende dalla DC sembra contraria a tale ingresso. Secondo il PSI, che già nel passato, ai tempi di Bettino Craxi, aveva favorito l’ingresso del PCI fra i socialisti Europei, quale dovrebbe essere il posizionamento del PD in Europa?
- E’ una domanda che giro volentieri ai promotori di questa nuova formazione politica. Allo stato nel Parlamento europeo tengono i piedi in due scarpe, un compromesso “à l’italienne” che non potrà durare a lungo nonostante le assicurazioni e le smentite. Credo che presto o tardi qualcuno dovrà sciogliere il nodo , vi sono incompatibilità abbastanza pronunciate fra il PSE e la nuova formazione politica di stampo progressista e cattolico che andranno rilevate. Per parte nostra continueremo a rappresentare in Italia questa famiglia e questa tradizione che , certamente deve aprirsi ad altri settori del progressismo internazionale ma non deve perdere la propria visione di fondo e la propria identità anche nel nuovo secolo. Francesco Fusco.
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