| BOLZANO E MILANO LE CITTA' PIU' CARE, +10% DELLA MEDIA NAZIONALE |
|
|
||
| 22/04/2008 | |
|
22 apr. - Fare la spesa costa di piu' al nord.
E per gli alimentari le due citta' piu' care in Italia sono
Bolzano e Milano, che fanno registrare livelli dei prezzi piu'
elevati di oltre il 10% rispetto alla media nazionale
(rispettivamente +13,3% e +11,2%). A dirlo sono i primi
risultati sulle differenze nel livello dei prezzi tra i
capoluoghi di regione italiane per alcune tipologie di beni e in
particolare per tre capitoli di spesa (alimentari, abbigliamento
e calzature e arredamento) per un peso complessivo pari a circa
il 35% della spesa per consumi delle famiglie.
Complessivamente i livelli di prezzi registrati nelle citta' settentrionali risultano superiori a quelli dei capoluoghi del centro e soprattutto del Mezzogiorno del paese. Cio' vale, soprattutto per i prodotti alimentari e di arredamento. Se Bolzano e Milano rappresentano le citta' in testa per il caro-cibo, le due meno care, sempre per quanto riguarda il capitolo alimentari, sono Napoli e Bari, con livelli di prezzi inferiori di circa il 10% rispetto alla media. Per i prodotti dell'abbigliamento e delle calzature, i due capoluoghi italiani con i livelli di prezzi elevati sono Reggio Calabria e Venezia (rispettivamente +6,5% e +5,4% sopra la media,) mentre per l'arredamento e articoli per la casa le due citta' piu' costose sono Milano e Roma (+25,8% e +12,8% sopra la media). In generale, un gruppo di citta' (Milano, Trieste, Genova e Bologna) registra livelli dei prezzi piu' elevati rispetto alla media nazionale in tutti e tre i capitoli considerati. Sul fronte opposto, un secondo gruppo (Napoli, L'Aquila, Campobasso e Palermo) evidenzia i livelli dei prezzi inferiori alla media italiana sia nel capitolo alimentari che in quello dell'abbigliamento e calzature e dell'arredamento. Dallo studio emerge inoltre che per quanto riguarda i prodotti alimentari si rilevano differenziali di prezzo ''relativamente contenuti'' per i prodotti lavorati e ''nettamente piu' ampi'' per i prodotti non lavorati, per i quali ''forme tradizionali di commercializzazione del prodotto, aspetti di localizzazione e caratterizzazione della merce commercializzata sembrano rappresentare fattori che comportano spinte verso una maggiore variabilita' di prezzi''. (ANSA) |
|
| < Prec. | Pros. > |
|---|
Studi di scenario, altre notizie
Fai tu la notizia
Hai qualcosa da raccontarci? Ti sei imbattuto in un fatto che pensi meriti l'attenzione dei media? Scrivi il tuo pezzo e invialo a Clandestinoweb, la redazione ti contatterà per pubblicarlo sul sito





Segnalo
OKNOtizie
Smarking
Spurl
del.icio.us
Digg
Furl
Netscape
Yahoo! My Web
Google Bookmarks
Technorati
BlinkList
Newsvine
ma.gnolia
reddit
Tailrank








39 visitatori online
.jpg)



