| CALZATURE: SPOPOLANO FIRME ITALIANE, EXPORT IN FRANCIA +7% |
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| 27/12/2007 | |
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28 dic. - Nei primi otto mesi del 2007, il
surplus commerciale ha sfiorato i 2,5 miliardi di euro con una
crescita del 15,3% sull'analogo periodo 2006, un segnale importante di cambiamento di tendenza
"Tale risultato,
seppure debba essere preso con prudenza per la variazione di
metodologia nella rilevazione dell'import da Romania e Bulgaria
dopo l'ingresso nella UE il 1. gennaio 2007 - ha sottolineato
Artioli - e' comunque un segnale importante di cambiamento
della tendenza dei primi anni 2000.
Anche depurando
dell'effetto statistico, l'incremento del saldo commerciale
dovrebbe attestarsi attorno al 7,7% in valore, che comunque
triplica il tasso di crescita registrato nel 2006".
Anche i consumi interni hanno mostrato una non trascurabile
ripresa della domanda nei primi otto mesi dell'anno (+6,1% in
quantita' e +9,2% in spesa gli acquisti delle famiglie), "ma
questa crescita - ha precisato Artioli - va interpretata anche
alla luce di acquisti rimandati nelle scorse stagioni".
Di contro, trainate dalle calzature in sintetico e tessuto
le importazioni hanno raggiunto l'ennesimo record, evidenziando
una dinamica importante in quantita' (+11,9%) accompagnata da
una riduzione non marginale (-6,9%) dei valori medi unitari al
paio.
Complessivamente nei primi 8 mesi 2007 sono entrati in
Italia 298,6 milioni di paia, per un valore di 2.307 milioni di
euro (+4,1%); le scarpe con tomaio in pelle si sono attestate a
96,1 milioni di paia (-2,3%).
"Resta immutata la forte pressione competitiva esercitata
dai Paesi del Far East anche se occorre ricordare che le cifre
di import ed export comprendono le operazioni di sub-fornitura
e di decentramento produttivo estero: +22,5% in quantita' la
Cina (con un -11,4% del prezzo medio) e +18,5% il Vietnam
(prezzo al paio sceso del 4,1%), nonostante la specifica
contrazione delle voci in pelle interessate dalle misure
europee antidumping (che fanno segnare un -14,4% in volume
dalla Cina e un -5,2% dal Vietnam, per un complessivo -12%).
"Permangono, nel nostro Paese - ha concluso il presidente
di ANCI - problemi strutturali che impediscono alle imprese di
confermare l'ottimismo anche per il prossimo anno. Lo
dimostrano i dati sugli ordinativi che pur mantenendosi
positivi (+ 0,7% in quantita', con un +2,2% in Italia) non
sembrano confermare l'ottimismo del terzo trimestre 2007.
Una
valutazione che nasce anche alla luce dei dati sull'occupazione
che non si sono riallineati al buon andamento dell'anno:
l'utilizzo degli strumenti di Cassa Integrazione Guadagni
nell'Area Pelle e' in decisa riduzione, ma l'occupazione
complessiva del settore e' ancora in calo, cosi' come il numero
di imprese attive". (AGI)
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