| Caritas-Migrantes (17° Rapporto sull'Immigrazione). Tutto su i 3,7 Mln di stranieri in Italia |
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| 01/11/2007 | |
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Gli immigrati in Italia nel 2006 hanno sfiorato quota 3,7 milioni: lo comunica
il Rapporto Caritas-Migrantes (XVII Rapporto sull'Immigrazione). L'incidenza
sulla popolazione totale è del 6,2%. L'Italia, dunque, si colloca, con la
Spagna, subito dopo la Germania tra i più grandi paesi di immigrazione dell'Ue.
La maggior parte degli stranieri presenti regolarmente in Italia vive e lavora
nelle regioni del Nord: ben 6 immigrati su 10.
La presenza della popolazione straniera nel Lazio a fine 2006 è stimata in 500.000 unità, 81.000 in più
dell'anno precedente.
A Roma è concentrato l'84% dei lavoratori stranieri dell'intera regione e la loro incidenza sugli occupati si avvicina al 10%.
In
Italia, dunque, la concentrazione più alta dell'immigrazione si registra nelle
aree metropolitane milanesi e romane anche se da noi - in queste due zone - è
presente solo un quinto di tutti gli immigrati. È esplosa letteralmente esplosa
negli ultimi anni l'immigrazione dai paesi dell'Est e ora in particolare dalla
Romania che s'aggiudica il primissimo posto nelle nazionalità immigrate in
Italia.
I romeni (circa 31.918) a Roma sono la comunità straniera più numerosa. Sono oltre 2 milioni (2.194.271, dato Inail) gli occupati nati all'estero che lavorano in Italia. La percentuale di questa manodopera raggiunge il 66,2% nelle attività domestiche presso le famiglie, il 20,6% in agricoltura, il 20,4% negli alberghi e ristoranti e il 19,4% nelle costruzioni. Cresce anche la quota degli imprenditori (141.393 secondo l'archivio di Unioncamere) che salgono annualmente dell'8%. Il 70% operano nel commercio e nelle costruzioni. Solitamente si tratta di dipendenti già presenti in Italia, passati al lavoro autonomo per meglio valorizzare le proprie capacità. Strategica la manodopera straniera in agricoltura. «Con il 13% di stranieri sul totale dei lavoratori agricoli è nelle campagne dove la presenza di immigrati evidenzia una incidenza tra le più elevate dei diversi settori economici»: afferma la Coldiretti. I lavoratori stranieri presenti nelle campagne italiane appartengono a 155 diverse nazionalità anche se a trasferirsi in Italia per lavorare in agricoltura - sostiene la Coldiretti - sono principalmente nell'ordine i polacchi (16%), i rumeni (15%), gli albanesi (11%) e a sorpresa gli indiani (7%) che trovano occupazione soprattutto negli allevamenti del nord per l'abilità e la cura che garantiscono alle mucche.
Nonostante gli immigrati guadagnino in media solo
10.042 euro all'anno (dati Inps relativi al 2004), versano 1870 milioni di euro
di tasse e inviano consistenti flussi di denaro nei paesi di origine: nel 2006
le rimesse inviate dall'Italia hanno superato i 4,3 milioni di euro per una
crescita annua dell'11,6%. Aumenta, pure, il numero degli immigrati proprietari di un'abitazione. Nel 2006, rileva il rapporto della Caritas, sono stati un sesto tra quanti hanno acquistato una casa e tendenzialmente stanno diventando la metà di quanti hanno bisogno della prima casa.
Gli stranieri
coprono tuttavia il segmento più basso del mercato: 117 mila euro per una casa
di 50 metri quadrati, «che costringe al sovraffollamento», il volume di affari
annuo complessivo è di 1,5 miliardi di euro. (Il Tempo)
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