| CARO-PETROLIO: LUCE +2,2% E GAS +4,6% NUOVA IMPENNATA DEI COSTI |
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| 16/06/2008 | |
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16 giu. - Nel provvedimento metterò qualcosa per aiutare la
riduzione del costo del carburante". Lo ha detto il ministro per lo
Sviluppo economico Claudio Scajola, riferendosi al pacchetto energia
che sarà all'esame del Consiglio dei ministri mercoledì prossimo.
Scajola ha poi sottolineato che "la nostra azione è fatta comunque in
un contesto internazionale. Il caro petrolio è la fonte principale
dell'aumento dei prezzi. E' preoccupante la visione che abbiamo".
VERSO +4,6% GAS,+2,2% LUCE - Il caro-petrolio continua a spingere le bollette della luce e del gas: dal primo luglio le tariffe sono infatti a rischio di una nuova impennata, con aumenti del 4,6% per il gas e del 2,2% per la luce. Se la stima, messa a punto da Nomisma Energia per il prossimo trimestre luglio-settembre, trovasse conferma nell'aggiornamento atteso entro fine giugno dall'Authority per l'energia, per le famiglie sarebbe in arrivo una nuova stangata da quasi 57 euro su base annua: le bollette della luce salirebbero infatti di 10,2 euro l'anno mentre quelle del gas subirebbero un rincaro di 46,5 euro.
DA CARO-PIENO AUTO VERSO +1,8 MLD IVA A CASSE STATO
- Quest'anno lo Stato potrebbe incassare circa 1,8 miliardi in più di gettito Iva dai carburanti: dai 9,5 miliardi del 2007 a circa 11,3 miliardi nel 2008, di cui circa 600 milioni di euro solo nei primi 5 mesi.
A tanto ammonta infatti - secondo le prime stime di settore proiettando i prezzi attuali per il resto dell'anno - l'impatto del caro-pieno di benzina e diesel sulle entrate statali in base all'attuale meccanismo sull'Iva.
L'imposta (20% comunitaria) si applica infatti alla somma tra prezzo industriale e accisa: all'aumentare del prezzo industriale, trainato dalle fiammate della materia prima, sale la base imponibile iva e, di conseguenza, il gettito per l'erario che 'guadagna' dai rincari dei prezzi dei carburanti.
Una situazione sottolineata anche da Csp, Centro Studi Promotor. Dati alla mano, il Csp, rileva - in una nota - che dei 3,5 miliardi di euro di aggravio sulle tasche degli automobilisti per l'aumento del prezzo dei carburanti, 500 milioni sono legati "alla crescita del prelievo fiscale".
"Questi dati risultano da una stima eseguita dal Centro Studi Promotor sulla base dei prezzi alla pompa e dei consumi pubblicati dal Ministero dello Sviluppo Economico", sottolinea la nota spiegando che "dallo studio emerge che nei primi cinque mesi di quest'anno la spesa del pubblico per l'acquisto di benzina e gasolio è stata di 26,1 miliardi di euro, di cui 12,7 per il prezzo industriale (produzione e distribuzione) e di 13,4 per il prelievo fiscale" Oltre ai fattori internazionali, quali le fiammate della materia prima e le speculazioni, sul costo dei carburanti pesano così "fattori interni", quali "gli extraprofitti del settore petrolifero e la tassazione".
"Venendo ai fattori nazionali, vi sono innanzitutto gli extraprofitti del sistema distributivo italiano legati ad un imperfetto funzionamento della concorrenza e messi chiaramente in luce sia dagli utili eccezionali delle compagnie petrolifere" sui quali "il Ministro Tremonti ha annunciato la 'Robin Hood Tax'".
"Vi è infine l'ultimo fattore di carattere interno che è il sistema di tassazione sui carburanti ed in particolare il cosiddetto effetto 'Iva drag': all'aumentare del prezzo industriale o delle accise cresce automaticamente anche il gettito Iva". "Bisogna quindi rimodulare la tassazione, riducendo il prelievo su benzina a gasolio e recuperando il minor gettito attraverso altre imposte".
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