| CARO-VITA: CAMBIANO LE ABITUDINI DEGLI ITALIANI: -10% LE SPESE DI RISTORAZIONE |
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| 17/06/2008 | |
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17 giu. - Andare a cena fuori per molti italiani
e' diventato un vero lusso e una famiglia media (composta da
quattro persone) prima di affrontare una spesa di circa 120
euro, ci pensa bene, anzi benissimo. Il carovita, insomma, sta
cambiando le abitudini delle famiglie che, alle prese con rate
da pagare, mutui e bollette, preferiscono cenare a casa e non
affrontare una spesa diventata ormai sempre piu' pesante per il
proprio budget.
"A maggio - ha spiegato all'Agi il presidente di Assoristoranti Nazareno Sacchi - abbiamo registrato ricavi inferiori del 10% rispetto allo stesso mese del 2007 e anche nei primi 15 giorni di giugno il trend non cambia". Le cause sono note: quella principale sono gli aumenti dei prezzi generalizzati che hanno colpito in particolare beni di prima necessita'. L'effetto e' scontato: se devono risparmiare, gli italiani, lo fanno tagliando le spese superflue o almeno non di prima necessita', come appunto il pranzo 'fuori porta' della domenica o la cena con gli amici al ristorante. Secondo Sacchi, "un elemento determinante e' rappresentato dal fattore psicologico: la gente si sente piu' povera, probabilmente lo e' realmente, ma questo sentimento spinge le persone a condurre una vita piu' attenta a livello finanziario". Sui menu, tra l'altro, non vi sono stati aumenti significativi: "In questo senso, rincari o non ce ne sono stati o sono stati minimi, in linea con l'inflazione", ha spiegato Sacchi. Ma il carovita non ha colpito in modo indiscriminato tutti i ristoranti: "Ci sono differenze - ha evidenziato il presidente di Assoristoranti - a seconda della tipologia di locale. L'impatto piu' consistente e' per i ristoranti di livello medio o medio-alto. Meno colpiti quelli di fascia alta, frequentati da una clientela consolidata e che risente meno dell'aumento dei prezzi, e le pizzerie o le trattorie dove e' ancora possibile mangiare con 10-15 euro a persona". Altro fattore negativo per le casse dei ristoranti e' il cambio euro/dollaro che in questo caso colpisce gli stranieri: "Abbiamo registrato un calo delle presenze turistiche - ha proseguito - nell'ordine del 15%. Con l'euro forte lo straniero prima di venire in Italia ci pensa bene e magari preferisce recarsi in altre destinazioni piu' convenienti". Secondo Ermes Anigoni, presidente di Fiepet Confesercenti, "questa tendenza trova un'altra motivazione nel fatto che gli italiani a pranzo mangiano ormai quasi sempre fuori casa per motivi di lavoro. Un pasto veloce, certo, non paragonabile alla cena ma che comporta sempre un esborso". Grandi difficolta', inoltre, nell'ultimo periodo l'hanno avuta i ristoranti specializzati in pesce: "Le proteste dei pescatori contro il caro gasolio - ha aggiunto Anigoni - hanno avuto effetti negativi sugli esercizi di questo tipo". Altro fattore negativo e' dato dal clima che finora non ha aiutato gli affari dei ristoranti delle localita' balneari: "E' stato un inizio di stagione molto difficile - ha detto Anigoni - il maltempo ha contribuito a fare restare a casa la gente. Da Pasqua sono stati buoni solo 2-3 week end con cali di presenze nell'ordine del 15-20%". (Agi)
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