| CISL: L’INFLAZIONE PROGRAMMATA ALL'1,7% È INSOSTENIBILE |
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| 04/07/2008 | |
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4 lug. - Il Comitato Esecutivo della Cisl da' mandato alla segreteria confederale di promuovere, con sollecitudine, i confronti con l'esecutivo e con il parlamento. In particolare, con il Governo ''si tratta di negoziare il rafforzamento del secondo livello del nuovo modello di contrattazione, in discussione tra le parti sociali, rendendo strutturale l'incentivazione del salario di produttivita' dei lavoratori privati e pubblici, acquisito con gli accordi aziendali o territoriali''.
Il governo, infine, si legge nel documento, ''deve rivedere la decisione di avere assunto il tasso di inflazione programmata all'1,7% nel 2008 e all'1,5% nel 2009 come riferimento degli stanziamenti per i rinnovi dei contratti pubblici. E' una previsione insostenibile, che compromette il ruolo dei Ccnl, che devono difendere i salari dal costo della vita in assenza di misure incisive a contenere l'aumento di prezzi e tariffe''. Si tratta, si legge nel documento, ''di un fattore grave di difficolta' per il negoziato, in atto tra le forze sociali, sul modello contrattuale, che il Comitato Esecutivo ritiene debba essere positivamente e rapidamente concluso, superando ogni pregiudiziale polemica e ricercando costruttivamente ogni mediazione possibile, ad iniziare dalla individuazione di un indice di 'inflazione realisticamente prevedibile', in sostituzione di un tasso programmato di inflazione, unilateralmente fissato dal governo, al di fuori, oltretutto, di qualsiasi politica dei redditi''. In ogni caso, si sottolinea ancora, ''perché nel secondo livello avvenga una reale redistribuzione della produttività e per evitare che si apra una rincorsa salari, pensioni e inflazione, dannosa per il paese e soprattutto per lavoratori e pensionati, un ruolo decisivo va ricercato nel sostegno e nella redistribuzione della politica fiscale, a favore dei redditi di lavoro dipendente e di pensione. E' necessario inoltre che venga attivato il tavolo di confronto, previsto dall'accordo stipulato con il precedente Governo, sulla rivalutazione delle pensioni''. Ieri sera ha avuto luogo l'incontro, alla foresteria di Confindustria in via Veneto, tra le parti sociali e il presidente dell'Istat Luigi Biggeri sulla riforma del modello contrattuale, alla luce anche della forte crescita dell'inflazione. Erano presenti i leader di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, il direttore generale di viale dell'Astronomia, Maurizio Beretta e in collegamento il vice presidente Bombassei. Un nuovo incontro sempre sul tema della riforma del modello contrattuale ci sara' il 9 o il 10 luglio. "Si e' trattato di un lavoro tecnico con il presidente dell'Istat", ha dichiarato al termine della riunione il dg di Confindustria Maurizio Beretta. "Ci stiamo indirizzando - ha detto all'uscita dal vertice Raffaele Bonanni - verso l'indice armonizzato europeo. Si tratta di un criterio importante perche' dovremo uniformarci alla realta' europea. Se la trattativa va in questa direzione per noi va bene". Al termine dell'incontro il segretario generale della Uil Angeletti ha invece spiegato: "Chiediamo un indice previsionale ma tutti gli indici non sono previsionali. Per forza di cose quindi bisognera' vedere cosa potra' accadere a livello di inflazione altrimenti si tornerebbe alla scala mobile". Anche i tecnici dell'Istat hanno precisato che nel corso dell'incontro "c'e' stato un chiarimento su quello che e' l'indice dei prezzi al consumo. Si e' trattato di un incontro tecnico. Nell'indice armonizzato europeo - hanno spiegato - c'e' un concetto di spesa effettiva delle famiglie, c'e' una struttura di ponderazione diversa". |
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E' quanto si sottolinea nel documento conclusivo dell'Esecutivo Confederale al termine del Comitato Esecutivo Nazionale della Cisl, che si e' riunito oggi e che ha approvato la relazione del segretario generale Raffaele Bonanni con i contributi emersi dal dibattito. Con l'esecutivo, si evidenzia ancora nel documento, si tratta di negoziare anche ''la 'restituzione fiscale' a lavoratori e pensionati, aumentando in modo significativo le detrazioni, ed il sostegno alla famiglia, attraverso la dote fiscale per i figli e il fondo per la non autosufficienza, con le risorse della maggiore crescita del pil e delle maggiori entrate da extragettito per la lotta all'evasione fiscale e al lavoro irregolare''.
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