| Clandestinoweb: 3 domande all'On. Bruno TABACCI |
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| 04/02/2008 | |
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04 feb. - Intervista all'on. Bruno Tabacci - di Francesco Fusco - "Purtroppo questo è un Paese di furbi". Mentre Marini si reca al Quirinale, per sciogliere negativamente le
riserve circa la creazione di un Governo per le riforme, poniamo alcune
domande all’on. Tabacci a proposito della sua nuova formazione politica.
Onorevole Tabacci, è nata la ”Rosa Bianca”, una nuova formazione politica che non vuole stare “al servizio” di Berlusconi e che si pone al centro della scena politica.
Lei a “L’infedele” in proposito ha affermato “Lui non cambia, cambio io”.
Questa sua posizione era ampiamente leggibile nelle sue precedenti dichiarazioni, ma “una scissione” dell’UDC era stata più volte smentita ( anche in occasione dell’ultimo consiglio nazionale). Sulle cronache è arrivata come “un fulmine a ciel sereno”, ma indubbiamente questa nuova aggregazione covava da tempo…
- "Da tempo era evidente che il bipolarismo che si è affermato nel nostro Paese negli ultimi 15 anni aveva fallito i suoi obiettivi e che quindi si stava aprendo uno spazio al centro, tra il populismo di destra berlusconiano e la sinistra riformista del Pd.
Moltissimi cittadini hanno ormai compreso che perpetuare lo scontro tra due coalizioni cariche di contraddizioni al loro interno nuoce all’Italia perché chiunque vinca le elezioni non è poi in grado di governare per le divisioni interne agli schieramenti. Sembrava che Casini avesse ben chiara questa realtà e invece non appena ha fiutato aria di elezioni ha contraddetto la linea politica tenuta negli ultimi due anni tornando ad Arcore.
Avevo detto già da tempo che non avrei accettato questa soluzione e con coerenza ho lasciato l’Udc per concorrere a fondare la Rosa Bianca, un movimento che offre un fiore di speranza a tutti coloro che non ne possono più di questo bipolarismo malato e che per questo si colloca al centro."
Nel corso della stessa trasmissione anche Pezzotta si è espresso a favore, mentre l’on. Baccini ha affermato di trovarsi tra l’altro “in sintonia con Confindustria e con Montezemolo”, che oggi viene considerato come esponente principale di quei “poteri forti” capaci di determinare la politica. Come si sposa questo con le Sue giuste e reiterate affermazioni circa le vere liberalizzazioni da fare, liberalizzazioni che potrebbero colpire per prime le banche, cioè i più forti di questi poteri?
- "Mi pare che il presidente di Confindustria da tempo sostenga posizioni molto precise a favore delle liberalizzazioni anche nei settori chiave dell’economia che rappresenta.
D’altro canto solo chi si rifiuta di guardare la realtà può negare la necessità estrema di riforme che ha l’Italia. Siamo un Paese che cresce costantemente meno dei principali partner europei da quindici anni, da quando cioé il sistema politico si è ingessato in un bipolarismo tanto muscolare quanto privo di capacità di decidere. L’impoverimento dei meno abbienti, le difficoltà delle imprese, la sofferenza del ceto medio, sono sotto gli occhi di tutti.
Siamo diventati un Paese di furbi, abbiamo pensato di poter pretendere sempre nuovi diritti fingendo di dimenticare che bisogna prendersi carico anche dei doveri proprio per tenere vivi i diritti. Tutte le parti sociali, oltre alla classe politica, devono guardare in casa loro e correggere questi errori.
L’esempio che viene da Confindustria che ha deciso di espellere i suoi aderenti che pagano il pizzo alla mafia va senz’altro nella giusta direzione ad esempio. Ma non può restare un esempio isolato"
Marini non è riuscito nel suo tentativo per raccogliere abbastanza consenso parlamentare attorno ad una legge elettorale nuova. Vi erano troppi progetti in campo tutti diversi. Quale pensa che avrebbe dovuto trovare la necessaria accoglienza per coagulare i voti necessari? E quindi anche i vostri?
- "Archiviare l’attuale sistema introducendo un meccanismo proporzionale con soglia di sbarramento al 5% secondo il modello tedesco.
Anziché quaranta partiti, tutti pronti ad aggregarsi in coalizioni monstre per concorrere alla cuccagna del premio di maggioranza salvo poi tornare subito a dividersi su tutto per giustificare la loro esistenza, con il modello elettorale vigente in Germania i partiti si ridurrebbero a cinque o sei, tanti quante sono le effettive correnti di pensiero politico nel Paese: quella della sinistra radicale, quella della sinistra riformista, quella della destra populista, quella della destra localista del nord e quella del centro cui la Rosa Bianca intende offrire un riferimento.
Una proposta di Marini per una riforma elettorale in tal senso avrebbe avuto il nostro appoggio e sarebbe stato curioso a quel punto chiedere all’Udc perché non l' avrebbe votata dopo aver ripetuto per due anni che era il suo obiettivo principale. Troverei la motivazione che per votarla dovrebbe starci anche Berlusconi piuttosto infantile". Francesco Fusco
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