| Clandestinoweb intervista Marco Rizzo: 5.000 Mln di voti ma tanti dubbi |
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| 18/10/2007 | |
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Di Nobil Donna.
Da questa settimana prendono il via "le interviste di Clandestinoweb", un nuovo spazio in cui si intervisteranno personaggi della politica e con i quali si cercherà di approfondire le posizioni sui temi dell'attualità. Questa settimana incontriamo Marco Rizzo dei Comunisti Italiani, deputato europeo dal 2004.
Onorevole Rizzo, può spiegare meglio ai nostri lettori la posizione che ha preso riguardo il voto dei lavoratori in occasione del referendum sul welfare?
Ho semplicemente spiegato, che il referendum avveniva su un tema che riguarda la vita di tutti, dai pensionati ai lavoratori per arrivare ai giovani precari o disoccupati. Data l'importanza di queste scelte ho
Al contrario introduce la normativa della decontribuzione del lavoro straordinario, come a dire che ci sarà più straordinario e quindi meno occupazione, perché l'impresa cercherà di far fare più straordinario e quindi non assumerà. I rappresentanti sindacali erano tenuti fare discorsi nelle assemblee solo se favorevoli sull'accordo.
Fanno riflettere le cifre forniti a livello regionale. Ad esempio: in Sicilia, dove la disoccupazione è alta, avrebbero votato quasi 600.000 persone; molte più di quante non abbiano votato in Piemonte. E' interessante notare che per le primarie del Partito Democratico, nella stessa Sicilia hanno votato 160.000 persone. Ritornando ai dati forniti per il referendum sul welfare, in Calabria avrebbero votato più che in Liguria e in Campania più che in Toscana. A Pisa, alla Camera del Lavoro, avrebbero votato 1500/1600 persone e alla sede della CISL di Pisa avrebbero votato 5 volte di più che alla Camera del Lavoro. Come vede il Partito Democratico? Come un'americanizzazione della politica. La gente viene mobilitata al momento delle primarie ma poi c'è un uomo solo al comando. Bisogna vedere quanto protagonismo avrà poi la stessa gente che è andata a votare. Mi torna alla memoria un'intervista di Licio Gelli del 1993 Rinascita Democratica della P2 che voleva un sindacato concertativo che cancellasse il conflitto di classe, una magistratura con forti pressioni da parte del potere politico e una forma di governo bipolare con parti molto vicine tra di loro e con un'accentuazione dei poteri al premier. Oggi il plebiscitarismo è fondante su tutto. Stando così le cose, invece di arrestare Gelli avrebbero dovuto conferirgli una medaglia.
Prodi è ora in mezzo ad un guado o sta definitivamente dalla parte dei poteri forti o sceglie i giovani, i lavoratori e i pensionati: dico definitivamente perchè in questo anno e mezzo di governo le scelte principali sono state sempre a favore di confindustria e grandi imprese che hanno beneficiato di molti aiuti tra cui il cuneo fiscale mentre i lavoratori si sono sorbiti una legge finanziaria molto pesante.
Se domani si andasse al voto si auspicherebbe di rimanere nella stessa coalizione oppure lavorerà per un'alternativa a questo progetto? Bisognerebbe fare questa domanda a gennaio. Siamo sempre stati dell'idea di stare nella coalizione di centrosinistra. I risultati di questo condizionamento saranno abbastanza rilevanti in base a ciò che questo governo tirerà fuori per quanto riguarda la prossima finanziaria e quindi potremmo parlarne solo a battaglia finita. Una sinistra che dentro una coalizione non ottiene niente cessa la sua rappresentanza sociale.
Cosa vuole fare Marco Rizzo da grande? Resto comunista, questo è sicuro. Nobil Donna |
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