| CLANDESTINOWEB INTERVISTA ROSEMARY ALTEA |
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| 15/05/2008 | |
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15 mag. - di Giovanni Zambito - In occasione dell’uscita dell’attesissimo suo nuovo
libro Ritrovarsi (Sperling & Kupfer, pagg. 278, € 16,00) uscito l’8
aprile, la medium Rosemary Altea è arrivata a Roma dove sabato 17 e
domenica 18 maggio terrà dei seminari per poi recarsi a Bologna (lunedì
19) e a Milano (martedì 20 e mercoledì 21): ClandestinoWeb l’ha
intervistata.
Sin dal suo primo libro afferma di essere accompagnata dallo sciamano Aquila Grigia. Perché si chiama così? “Non saprei: è stata la sua tribù a dargli il nome. La gente crede sia un’invenzione, invece è una persona realmente esistita: faceva parte della delegazione recatasi dal Presidente Usa per avviare le trattative con i nativi indiani e trovare una maniera per convivere pacificamente. Nella foto di quell’evento compare proprio lui”
Che rapporto intrattiene con lui nella quotidianità? “Difficile dirlo: è sempre lì in ogni occasione. Mi aiuta persino a cucinare e a volte al posto mio assaggia quello che cucino e verifica se è cotto o no o se va bene di sale. Quando scrivo delle storie fa attenzione che io non tralasci o dimentichi qualche cosa. È un rapporto di profonda partnership”
Abbiamo tutti uno sciamano? Come si fa a prenderne coscienza? “Nella maggior parte dei casi gli spiriti sono membri della famiglia o amici cari scomparsi. Pochi hanno uno sciamano come il mio, uno spirito molto evoluto che ha molto da insegnare: insieme portiamo avanti un grosso lavoro”
Sono in molti ad avere il suo stesso dono? “Credo ci siano ben poche persone che cercano di fare quello che io faccio a tempo pieno. Anche se hanno un dono, quello che faccio io è molto faticoso e doloroso perché si è in contatto con molta sofferenza: ci vuole energia e forza”
Com’è Rosemary Altea quando non fa la medium?
“Sono sempre una medium ma come donna sono una persona normale come tante. Porto a spasso i miei tre cani, so e mi piace cucinare (ma non la pasta), guardare film, passeggiare sulla spiaggia e ballare anche se è da parecchio tempo che qualcuno non m’invita a farlo. La vita da medium comporta notevoli sacrifici”
In “Ritrovarsi” parla di un cammino interiore per il recupero di un’armonia: in che maniera e misura i defunti possono aiutare in questo? “Innanzitutto dobbiamo imparare ad ascoltare quello che vogliono dirci e insegnarci: possono indicarci strade di pace. Aquila Grigia dice che nella propria casa o nel posto di lavoro dobbiamo camminare lievemente e parlare gentilmente con amici, familiari e conoscenti”
Parla anche del male. Nella prima lettera di Pietro è visto come “un leone ruggente che va in giro cercando chi divorare”.
È d’accordo? “Vero. Ma questo leone spesso rimane a bocca asciutta: non trova nessuno da divorare. La gente non deve avere paura del male e anche con una piccola parte di Dio dentro di sé il male non può colpire”
Lei ‘intrattiene’ rapporti sovrannaturali: ma qual è per gli uomini che vivono sulla terra il più grande dono? “È il dono del pianto e del dolore che ci aiutano a crescere. Il dolore insegna che ci sono anche altri che soffrono e stimola a provare empatia verso il prossimo”
Non c’è il rischio di distrarre dalla vita reale? “Affatto: il mondo soprannaturale ci fa capire la vita sulla terra in modo più reale”
Parla anche di una battaglia legale che ha dovuto affrontare…
“È stata molto dura: una causa durata tre anni e mezzo con un processo con dieci persone che volevano impedirmi di entrare in possesso di una fattoria cedutami da una ragazza. La giuria si è resa ben conto di cos’era successo e l’accusa ha inutilmente cercato di trovare delle prove contro di me ma alla fine c’è stato un unanime verdetto a mio favore”
C’è stato qualche messaggio ricevuto dai defunti che non avrebbe mai voluto riferire? “Tante volte, ma se è giusto dirlo Aquila Grigia mi consiglia di farlo. Una volta ho dovuto dire a una coppia la fine terribile che aveva subito la figlioletta di quattro anni: il mio sciamano mi ha detto che per quanto terribile possa essere la verità non potrebbe esserlo di più di quello che si arriva a immaginare con la mente. Sapere l’accaduto rende un incubo più sopportabile”
Ma l’essere umano appartiene più al cielo o alla terra?
“Al cielo, che è su di noi, con noi, anche se, essendo esseri umani, ci complichiamo la vita”
Prega spesso?
“Sempre, anche per cose futili come riuscire a trovare un parcheggio, arrivare in orario, non avere problemi con la macchina. La preghiera ha un grande significato perché è un modo per parlare con Dio a prescindere dalla religione cui aderiamo”. -
Giovanni Zambito
scritto da lucia, luglio 01, 2008 vorrei tanto conoscere la signora altea perche anche io faccio parte di una catena dove ci mettiamo in contatto con gli spiriti scritto da Lia, maggio 17, 2008 Forse il libro non sara' banale. Boh scritto da Giulia, maggio 17, 2008 Credera' davvero quello che dice? scritto da michele, maggio 16, 2008 mah: che strano personaggio! |
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