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Clandestinoweb
Ultimo aggiornamento: 06.07.2008 ore 03:22
CLANDESTINOWEB INTERVISTA ROSEMARY ALTEA Stampa E-mail
15/05/2008
15 mag. - di Giovanni Zambito - In occasione dell’uscita dell’attesissimo suo nuovo libro Ritrovarsi (Sperling & Kupfer, pagg. 278, € 16,00) uscito l’8 aprile, la medium Rosemary Altea è arrivata a Roma dove sabato 17 e domenica 18 maggio terrà dei seminari per poi recarsi a Bologna (lunedì 19) e a Milano (martedì 20 e mercoledì 21): ClandestinoWeb l’ha intervistata.
altea_280x200.jpgSin dal suo primo libro afferma di essere accompagnata dallo sciamano Aquila Grigia. Perché si chiama così? “Non saprei: è stata la sua tribù a dargli il nome. La gente crede sia un’invenzione, invece è una persona realmente esistita: faceva parte della delegazione recatasi dal Presidente Usa per avviare le trattative con i nativi indiani e trovare una maniera per convivere pacificamente. Nella foto di quell’evento compare proprio lui”
Che rapporto intrattiene con lui nella quotidianità? “Difficile dirlo: è sempre lì in ogni occasione. Mi aiuta persino a cucinare e a volte al posto mio assaggia quello che cucino e verifica se è cotto o no o se va bene di sale. Quando scrivo delle storie fa attenzione che io non tralasci o dimentichi qualche cosa. È un rapporto di profonda partnership”
Abbiamo tutti uno sciamano? Come si fa a prenderne coscienza? “Nella maggior parte dei casi gli spiriti sono membri della famiglia o amici cari scomparsi. Pochi hanno uno sciamano come il mio, uno spirito molto evoluto che ha molto da insegnare: insieme portiamo avanti un grosso lavoro”
Sono in molti ad avere il suo stesso dono? “Credo ci siano ben poche persone che cercano di fare quello che io faccio a tempo pieno. Anche se hanno un dono, quello che faccio io è molto faticoso e doloroso perché si è in contatto con molta sofferenza: ci vuole energia e forza”
Com’è Rosemary Altea quando non fa la medium?
“Sono sempre una medium ma come donna sono una persona normale come tante. Porto a spasso i miei tre cani, so e mi piace cucinare (ma non la pasta), guardare film, passeggiare sulla spiaggia e ballare anche se è da parecchio tempo che qualcuno non m’invita a farlo. La vita da medium comporta notevoli sacrifici”
In “Ritrovarsi” parla di un cammino interiore per il recupero di un’armonia: in che maniera e misura i defunti possono aiutare in questo? “Innanzitutto dobbiamo imparare ad ascoltare quello che vogliono dirci e insegnarci: possono indicarci strade di pace. Aquila Grigia dice che nella propria casa o nel posto di lavoro dobbiamo camminare lievemente e parlare gentilmente con amici, familiari e conoscenti”
Parla anche del male. Nella prima lettera di Pietro è visto come “un leone ruggente che va in giro cercando chi divorare”.
È d’accordo? “Vero. Ma questo leone spesso rimane a bocca asciutta: non trova nessuno da divorare. La gente non deve avere paura del male e anche con una piccola parte di Dio dentro di sé il male non può colpire”
Lei ‘intrattiene’ rapporti sovrannaturali: ma qual è per gli uomini che vivono sulla terra il più grande dono? “È il dono del pianto e del dolore che ci aiutano a crescere. Il dolore insegna che ci sono anche altri che soffrono e stimola a provare empatia verso il prossimo”
Non c’è il rischio di distrarre dalla vita reale? “Affatto: il mondo soprannaturale ci fa capire la vita sulla terra in modo più reale” Parla anche di una battaglia legale che ha dovuto affrontare… “È stata molto dura: una causa durata tre anni e mezzo con un processo con dieci persone che volevano impedirmi di entrare in possesso di una fattoria cedutami da una ragazza. La giuria si è resa ben conto di cos’era successo e l’accusa ha inutilmente cercato di trovare delle prove contro di me ma alla fine c’è stato un unanime verdetto a mio favore”
C’è stato qualche messaggio ricevuto dai defunti che non avrebbe mai voluto riferire? “Tante volte, ma se è giusto dirlo Aquila Grigia mi consiglia di farlo. Una volta ho dovuto dire a una coppia la fine terribile che aveva subito la figlioletta di quattro anni: il mio sciamano mi ha detto che per quanto terribile possa essere la verità non potrebbe esserlo di più di quello che si arriva a immaginare con la mente. Sapere l’accaduto rende un incubo più sopportabile”
Ma l’essere umano appartiene più al cielo o alla terra? “Al cielo, che è su di noi, con noi, anche se, essendo esseri umani, ci complichiamo la vita” Prega spesso?
“Sempre, anche per cose futili come riuscire a trovare un parcheggio, arrivare in orario, non avere problemi con la macchina. La preghiera ha un grande significato perché è un modo per parlare con Dio a prescindere dalla religione cui aderiamo”. - Giovanni Zambito

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