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19 LUG - Si profila uno scontro tra Grazia
Francescato e Marco Boato per la guida dei Verdi al congresso che si e'
aperto ieri a Chianciano.
I visi sono tesi e un po' lunghi tra i quasi cinquecento delegati del
'’Pala Monte dei Paschi di Siena'’.
E, in effetti c'e' chi, come Angelo Bonelli,
ex capogruppo del Sole che ride alla Camera, non manca di sottolineare
che '’questo e' forse il momento piu' difficile della storia dei
Verdi’’. Lo stesso sembra dire la Francescato: ''Dobbiamo chiederci se i
Verdi a questo punto sono solo fuori dal Parlamento o dalla storia''.
Il leader uscente, Alfonso Pecoraro Scanio, non si fa vedere,
probabilmente, dicono i suoi, per non ‘'influenzare’' il congresso.
Arrivera' oggi a un'assise che, in ogni caso, gia' da questa prima
giornata, sembra segnata, con la Francescato che si conferma in pole
position per traghettare il partito fino a dopo le europee.
Il voto decisivo dei delegati sulla norma transitoria che consente
all'Assemblea l'elezione un portavoce e un coordinamento di quattordici
persone, in effetti, da' il segnale che molti dei giochi sono fatti. Le
minoranze, che volevano provare a non farla passare facendo mancare il
quorum dei due terzi necessario per l'approvazione, alla fine votano
con la maggioranza, probabilmente per una questione di numeri.
Ma, come va ripetendo scaramanticamente da due giorni, la Francescato,
'’ai congressi bisogna andare con una disposizione d'animo serena,
perche' si sa come si entra e non si sa come si esce...’'. E le
minoranze escono, comunque, galvanizzate da una seconda votazione che
stoppa la proroga del consiglio federale (il '’parlamentino’' dei
Verdi) di un anno. Diversi delegati, si alzano e gridano
'’cambiamento-cambiamento’', alla fine della votazione nella quale la
modifica passa con 206 favorevoli e 120 contrari. '’Questo dimostra che
i giochi non sono fatti’', avverte Marco Boato.
Ieri sera, in una riunione dei delegati delle mozioni che non fanno
capo alla prima, quella della Francescato, con molta probabilita'
verra' sancita la candidatura di Boato in alternativa a quella della
maggioranza. E' infatti quasi definitiamente tramontata la candidatura,
della quale si era parlato nei giorni scorsi, della europarlamentare
Monica Frassoni, che spiega di essere interessata al suo incarico a
Strasburgo e che avrebbe accettato di correre solo a patto di non
rappresentare la rottura. '’Non sono una persona di scontro’', ha
puntualizzato osservando che ai Verdi serve '’discontinuita'’, ma anche
unita''.
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