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Ultimo aggiornamento: 21.11.2008 ore 20:11
COPPIE MISTE: in Italia una coppia su 7 ha un partner straniero Stampa E-mail
30/01/2008

30 gen. - Dal 1991 al 2005 le coppie miste sono passate da 58mila ad oltre 200mila ed ogni anno ce ne sono 6mila nuove. Tra le grandi città quella con la maggior presenza di coppie miste sono Bologna (12,2%), Milano (11%), Firenze (10,8%) e Genova (10,7%)

manib_n280x200.jpgL'Italia, sotto la spinta dei flussi migratori sta cambiando ed è in questo contesto che le coppie miste sono fondamentali nel processo di trasformazione interetnica e interculturale del nostro Paese anche se alcuni matrimoni sono finalizzati all'acquisto della cittadinanza e alimentano un vero e proprio mercato: un matrimonio su sette coinvolge ormai un cittadino straniero (ma solo il 20 per cento ha come protagoniste le donne italiane rispetto agli uomini), senza considerare le coppie di fatto, di difficile quantificazione.

I numeri che ci interessano sono ancora lontani da quelli di nazioni di radicata tradizione migratoria come Stati Uniti e Francia, tuttavia anche nel nostro Paese le nuove forme di famiglia, che ben poco hanno a che vedere con quella tradizionale, si integrano nel tessuto sociale anticipando la futura società multietnica. Se all'inizio degli Anni 90 la quota dei matrimoni con almeno uno straniero era il 3,2% delle unioni celebrate in Italia, nel 2005 la percentuale è ora del 14,3%. I matrimoni misti, dunque, sono più che quadruplicati. Le province di confine tendono ad avere i tassi più elevati: Imperia (15,4%), Trieste (14,9%) e Bolzano (13,6%) si piazzano tra le prime. Tra le grandi città a distinguersi è Bologna (12,2%), seguita da Milano (11%), Firenze (10,8%) e Genova (10,7%), mentre il Sud sembra refrattario al fenomeno: in Puglia, fanalino di coda, i matrimoni misti sono appena il 2,7%.

Ma qual è la motivazione profonda di un'unione con uno straniero o una straniera? Si tratta di una forte sfida alle nostre regole culturali, familiari e alla legislazione perché il matrimonio misto trasforma le istituzioni, rende normale lo scambio tra culture, dà maggiori chance alla società: i figli che nascono conoscono due mondi, più lingue, più religioni. Osservando la composizione dei matrimoni misti, nella maggior parte dei casi (59,1%) si tratta di italiani che sposano straniere, spesso dell'Europa centro-orientale. E nella metà dei casi l'uomo ha almeno dieci anni in più della compagna, percentuale che crolla (15%) quando sono le italiane (i cui gusti si orientano nettamente verso persone appartenenti alle comunità africane, marocchine o tunisine) a unirsi a uno straniero.

Le coppie miste, però, entrano spesso in crisi e non a causa della religione, ma è la quotidianità che porta ai grandi scontri e nasce dalla difficoltà di riposizionarsi continuamente nei ruoli di una famiglia atipica. Poi ci sono le diversità legate alla differenza di età e di livello d'istruzione. Ma il vero limite delle unioni miste è il fatto di essere ancora isolate dalla nostra società.

I dati Istat e Eurispes dimostrano che i matrimoni misti hanno maggiori probabilità di andare in crisi rispetto a quelli tradizionali. Anche quando si tratti di seconde unioni: nel 36% dei casi se lo sposo è italiano e la sposa straniera, nel 19% se la sposa è italiana e lo sposo straniero. Molti, infatti, considerano l'unione mista un matrimonio di riserva, da prendere in considerazione solo dopo il fallimento della forma-famiglia «normale». Il valore percentuale dei divorzi misti e delle separazioni miste si aggira intorno all'80%, con tendenza nettamente più elevata al divorzio: una coppia interraziale su tre, in pratica, si spezza e il tasso di divorzio è circa il doppio di quello italiano. Un dato che sembra suggerire, in base al Rapporto Italia Eurispes 2007, il sospetto che molte coppie non siano all'altezza dell'altissima sfida offerta dal rapporto interculturale. (mps)

 

Commenti (3) >>
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scritto da lollo, febbraio 22, 2008

Quando leggo di questi articoli, rimango basita, non ho mai capito perchè i giornalisti basano quello che sono i sentimenti solo in cifre percentuali. Invece di guardare altri lati, magari la comprensione che ci può essere fra due persone che si amano veramente. Non nego che molti di questi matrimoni avvengono per puro interesse, ovvero un visto o una carta di soggiorno ma, esitono anche casi diversi. La cosa peggiore di questi articoli è che secondo me generalizzano e non osservano nel particolare e volete sapere perchè...!!!!!Perchè in Italia delle coppie miste non nè parla nessuno, nè tantomeno le leggi vigenti che, nonostante dicano che al coniuge straniero si devono applicare le stesse norme che si usano per i cittadini italiani, esse non vengono applicate da quelle autorità che, magari interpretano la norma a loro modo.
Altro punto la differenza di età,ormai mi sembra che questo dato sia una cosa sciocca e sopravalutata, per un sentimento vero penso che non ci sia età per incontrare la persona giusta che magari hai aspettato tutta la vita.
"""""Molti, infatti, considerano l'unione mista un matrimonio di riserva, da prendere in considerazione solo dopo il fallimento della forma-à di una famiglia «normale». """""
Trovo questa considerazione settaria e limitativa.....forse la spiegazione più logica e che qui in Italia gli uomini sono degli immaturi senza spina dorsale a 40anni si sentono tutti stretti nei loro ruoli e sognano di tenersi la famiglia, compresa l'amante.

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scritto da CLAUDIA, febbraio 22, 2008

PIENAMENTE DACCORDO CON LAURA, L'UNIONE TRA DUE PERSONE AVENTI DUE CULTURE, LINGUE E RELIGIONI DIFFERENTI NON POTRA' CHE ARRICHIRE E APPROFONDIRE LA CULTURA DI ENTRAMBI, PARLO SEMPRE DI UNIONI VERE, SINCERE...I MATRIMONI FATTI PER INTERESSE CI SONO E CI SONO SEMPRE STATI ANCHE TRA CONNAZIONALI.. STESSO DISCORSO PER I DIVORZI..
MI CHIEDO QUANDO IMPAREREMO A RAGIONARE PER FAVORIRE UNA PIENA E COSTRUTTIVA INTEGRAZIONE.
UN'ITALIA CON UN IDENTITA' FORTE, SIA SUL PIANO DELLA RELIGIONE, DEGLI IDEALI E DELLE TRADIZIONI, è SENZA DUBBIO UNA GARANZIA PER TUTTI. SOLTANTO CHI è FORTE E SICURO AL PROPRIO INTERNO E' IN GRADO DI APRIRSI E CONDIVIDERE POSITIVAMENTE LE PROPRIO SCELTE CON GLI ALTRI.


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scritto da Laura, febbraio 21, 2008

Salve a tutti questo articolo ha catturato la mia attenzione in quanto coinvolta personalmente dalla mia esperienza personale in tale contesto. Ho sposato un egiziano di religione musulmana. Non ritengo di vivere nella mia quotidianeità in una famiglia definita ATIPICA. Mi reputo parte di una normale convivenza tra marito e moglie dove possono esserci banali o seri litigi dettati dai problemi comuni a tutte le coppie. Niente di anormale e diverso. Tra me e mio marito non c'è stato nessun matrimonio per interesse bensì di amore e di profondo affetto oramai da anni. Il rispetto ed il saper venirsi incontro ci aiutano a vivere serenamente ed in profonda sintonia nella vita assieme nonchè il fatto di avere due culture diverse e lingue e religioni ci permettono di poter crescere umanisticamente parlando e di poter approfondire la propria cultura.
Non nego che ci sono matrimoni per interesse, vuoi per il visto vuoi per la cittadinanza ma basta etichettare tutte le coppie miste come un qualcosa di costruito al fine di raggiungere uno scopo ben preciso.
Invito chiunque si trovi nella condizione di giudicare di fermarsi anche a pensare ai casi come il mio in cui la parte straniera per poter raggiungere la moglie ha dovuto lasciare una vita sicuramente più agiata rispetto a quella trovata qui ma in primis la famiglia, gli affetti più cari e gli amici più veri e magari anche un buon lavoro. Non tutti vivono all'estero in povertà e sognano l'ambita Italia che poi in seguito diviene tutt'altro.
Il divorzio??!! Bhè prima facciamo i conti in casa nostra (Italia) e vediamo quante separazioni ci sono ogni anno ed appgrofondiamone anche le motivazioni, poi permettiamoci di fare statistiche mirate.



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