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Ultimo aggiornamento: 29.08.2008 ore 02:00
CSM: CON 21 VOTI A FAVORE APPROVATO PARERE CONTRARIO A ''SALVAPREMIER' Stampa E-mail
02/07/2008
02 lug. - Con 21 voti a favore, due contrari ed un astenuto, il Consiglio superiore della Magistratura ha appena approvato il parere sul decreto legge sicurezza, che contiene critiche all'emendamento sospendi processi, giudicato ''irrazionale'' in molte sue parti.
csm_280x200.jpg Il plenum e' stato presieduto dal vicepresidente di Palazzo dei Marescialli, Nicola Mancino.
Il Consiglio superiore della magistratura ha approvato il parere sul decreto sicurezza e in particolare sull'emendamento cosiddetto ''salvapremier'', quello che sospende alcuni processi per reati considerati minori, con i voti contrari dei due laici di centrodestra, Michele Saponara e Gianfranco Anedda, proposto dai consiglieri Livio Pepino (Md) e Fabio Roia (Unicost).
I relatori hanno accettato alcuni degli emendamenti proposti da Antonio Patroni di Magistratura indipendente e una parziale soppressione proposta da Vincenzo Siniscalchi, laico del Pd.
Nel dare il via alle votazioni il vice presidente del Csm, Nicola Mancino, ha preso la parola con un intervento molto duro in cui ha respinto le critiche arrivate dal centrodestra: ''Sembra che un parere autonomo dia fastidio al potere costituito. Se la giustizia non funziona le responsabilita' sono forse della mancata razionalizzazione degli uffici giudiziari. La verita' e che il Capo dello Stato ha fatto bene a scrivere una lettera di precisazione ma una parte del Parlamento se ne e' immediatamente appropriato. La crisi della giustizia non si risolve con dichiarazioni da fanatici''.
L'intervento di Mancino e' stato accolto dagli applausi di tutto il consiglio, esclusi i laici del centrodestra.
LE REAZIONI
CAPEZZONE, CSM ORMAI MARGINALE, VA RIFORMATO - ''Dopo la cosi' positiva ed importante presa di posizione odierna del Capo dello Stato, e dopo la decisione assunta stasera dal Csm, la conclusione e' semplice: da stasera, il Csm e' ormai marginale, anzi si e' automarginalizzato. Appare ormai ineludibile una riforma profonda che non consenta piu' alle frange giustizialiste di tentare di farne un proprio megafono''. Lo dice il portavoce di Forza Italia Daniele Capezzone
DI PIETRO, OK CSM, PREMIER SI FACCIA PROCESSARE  - ''Qualunque persona conosca i meccanismi di funzionamento dei tribunali e dei processi non poteva e non puo' non essere d'accordo con il Csm che rileva l'irrazionalita' di questa riforma ai fini del processi che hanno come obiettivo primo l'accertamento della verita'''.
Cosi' il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, replica a chi gli chiede della bocciatura da parte del Csm della norma 'blocca processi' contenuta nel decreto sicurezza.
''E' grave - aggiunge - che il governo Berlusconi e il ministro Alfano in particolare continuino a fare orecchie da mercante di fronte ai molti segnali che arrivano da tutte le parti sulle gravi conseguenze di una decisione affrettata solo dall'esigenza di 'salvare' il premier''. Di Pietro invita, quindi, a discutere dei motivi per cui il premier e' imputato ma, e' il suo monito, ''non distruggiamo il sistema processuale per salvare solo una persona''.
''L'Idv - conclude - ribadisce il suo no non solo alla norma 'sospendi-processi', ma anche al lodo Alfano 'salva premier'. L'unica soluzione e' che Berlusconi si faccia processare e non sfugga alle maglie della giustizia non facendosi processare'
BOTTA E RISPOSTA BERLUSCONI-COLLE, PREMIER: CSM ? ACCOLTE RICHIESTE FINI-SCHIFANI; QUIRINALE, NON E'VERO  - E' alta tensione sulla giustizia tra maggioranza e opposizione dopo il nuovo pressing di Silvio Berlusconi per un decreto legge sulle intercettazioni ed il pronunciamento del Csm sul decreto sicurezza. Fa discutere anche la lettera del Capo dello Stato al vicepresidente del Csm Mancino che riceve il plauso bipartisan ma provoca un botta e risposta tra il cavaliere ed il Quirinale.
E' infatti proprio l'interpretazione che ne da' Berlusconi, e cioe' di un accoglimento delle richieste avanzate ieri dai presidenti di Senato e Camera, a provocare la precisazione del Quirinale. Dopo la diffusione della lettera di Napolitano a Mancino sono arrivati subito i commenti positivi del Pdl (con Maurizio Lupi, Maurizio Gasparri, Gaetano Quagliariello, Nicolo' Ghedini) e del Pd (con Walter Veltroni, Antonello Soro e Beppe Fioroni).
Poi giunge il ''vivo apprezzamento'' per ''l'equilibrio'' dell'intervento del Colle da parte dei presidenti di Senato e Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini. ''Il Presidente della Repubblica e' riuscito a fare chiarezza sui limiti entro i quali, nel rispetto della Costituzione, il Csm puo' esprimere pareri circa i provvedimenti all'esame delle Assemblee legislative''.
Ma il commento del premier Berlusconi rompe l'idillio e provoca la reazione del Colle: ''I presidenti di Camera e Senato - ha detto Berlusconi oggi a Napoli - si sono recati da lui per sottolineare qualcosa che non sta nell'alveo costituzionale. Il Presidente della Repubblica ha colto gli argomenti dei presidenti e ha prodotto una dichiarazione che mi sembra completa. Ogni istituzione faccia cio' che la Costituzione gli assegna, nessuno organo puo' prevaricare gli altri''.
Tempo un'ora ed ecco giungere la puntualizzazione del Quirinale. In essa ''si precisa che il presidente della Repubblica ha indirizzato la lettera al vice presidente del Csm, di sua autonoma iniziativa e non in accoglimento di alcuna richiesta''. Insomma il tentativo da parte del presidente della Repubblica di trovare un equilibrio istituzionale implica la sua indisponibilita' ad essere utilizzato da parte del governo come sostegno delle proprie tesi e posizioni. Anche perche' queste ultime sono destinate a suscitare ulteriore polemica politica, a dispetto dei richiami di Napolitano ad un clima piu' sereno.
A tenerlo infuocato ci pensa sia il Csm, che boccia la norma ''sospendi processi'' inserita nel decreto sicurezza, definendola ''irrazionale'', sia l'annuncio di Berlusconi di un probabile decreto sulle intercettazioni (''ci sono i requisiti di necessita' e urgenza, vedremo'').
MANCINO, SI SONO APPROPRIATI PAROLE NAPOLITANO - "Il Capo dello Stato ha fatto bene" con il suo messaggio, ma "se ne sono subito appropriati ed e' stato costretto a dire: guardate, non rispondo ad alcuna iniziativa". Lo ha rilevato il vicepresidente del Csm Nicola Mancino al termine del plenum durante il quale l'organo di autogoverno della magistratura ha approvato a maggioranza il parere sul decreto sicurezza. All'inizio del plenum, Mancino aveva letto una lettera inviatagli proprio dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Riferendosi ai numerosi commenti a questa venuti da esponenti del centrodestra,Mancino ha detto "cos'e' mai questa gioiosa riunione da bar?".
BOCCHINO, PARERE CSM E' GRAVE VULNUS ISTITUZIONALE - "Siamo di fronte ad un grave vulnus istituzionale. Il Csm non ha tenuto conto del richiamo di Napolitano e questo dimostra che la situazione e' talmente grave da dover indurre il Parlamento a riflettere sulla necessita' di riformare il Csm". Cosi' il vicepresidente vicario del Pdl alla Camera, Italo Bocchino, ha commentato il parere contrario del Csm sulla norma 'blocca-processi'
CICCHITTO, DOCUMENTO CSM DI GRAVITA' STRAORDINARIA - ''Il documento del CSM e' di una gravita' straordinaria. Esso e' una sfida non solo al dettato costituzionale, ma anche al quadro istituzionale del Paese che, nella sua pluralita', nella stessa giornata di oggi, si era espresso in modo inequivocabile''. Lo dice Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl.
GASPARRI, CSM E' DIVENUTO PRESIDIO MILITANTE - ''Di fronte alle sagge considerazioni del Presidente della Repubblica, una parte dei membri del Csm ha risposto con una scelta inaudita che pone fuori dalla Costituzione, dalla logica e dalla stessa legalita' repubblicana un gruppo di attivisti di partito che, da organo di garanzia, hanno trasformato il Csm in un presidio militante. E' evidente che un atto cosi' grave determinera' prevedibili conseguenze''. Lo dichiara il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri
COTA (LEGA), CSM? CI INTERESSANO NORME ESPULSIONI - ''Quello che veramente interessa del decreto sicurezza sono le norme importantissime sulle espulsioni. Invece sono giorni che si parla soltanto di un parere di un organismo che non ha competenze legislative''. Lo dichiara il Presidente dei deputati della Lega Nord, Roberto Cota.
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