| CSM: CON 21 VOTI A FAVORE APPROVATO PARERE CONTRARIO A ''SALVAPREMIER' |
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| 02/07/2008 | |
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02 lug. - Con 21 voti a favore, due contrari ed
un astenuto, il Consiglio superiore della Magistratura ha appena
approvato il parere sul decreto legge sicurezza, che contiene
critiche all'emendamento sospendi processi, giudicato
''irrazionale'' in molte sue parti.
Il plenum e' stato
presieduto dal vicepresidente di Palazzo dei Marescialli, Nicola
Mancino.
Il Consiglio superiore della
magistratura ha approvato il parere sul decreto sicurezza e
in particolare sull'emendamento cosiddetto ''salvapremier'',
quello che sospende alcuni processi per reati considerati
minori, con i voti contrari dei due laici di centrodestra,
Michele Saponara e Gianfranco Anedda, proposto dai
consiglieri Livio Pepino (Md) e Fabio Roia (Unicost).
I relatori hanno accettato alcuni degli
emendamenti proposti da Antonio Patroni di Magistratura
indipendente e una parziale soppressione proposta da Vincenzo
Siniscalchi, laico del Pd.
Nel dare il via alle votazioni il
vice presidente del Csm, Nicola Mancino, ha preso la parola
con un intervento molto duro in cui ha respinto le critiche
arrivate dal centrodestra: ''Sembra che un parere autonomo
dia fastidio al potere costituito. Se la giustizia non
funziona le responsabilita' sono forse della mancata
razionalizzazione degli uffici giudiziari. La verita' e che
il Capo dello Stato ha fatto bene a scrivere una lettera di
precisazione ma una parte del Parlamento se ne e'
immediatamente appropriato. La crisi della giustizia non si
risolve con dichiarazioni da fanatici''.
L'intervento di
Mancino e' stato accolto dagli applausi di tutto il
consiglio, esclusi i laici del centrodestra.
LE REAZIONI
CAPEZZONE, CSM ORMAI MARGINALE, VA RIFORMATO - ''Dopo la cosi' positiva ed importante
presa di posizione odierna del Capo dello Stato, e dopo la
decisione assunta stasera dal Csm, la conclusione e' semplice:
da stasera, il Csm e' ormai marginale, anzi si e'
automarginalizzato. Appare ormai ineludibile una riforma
profonda che non consenta piu' alle frange giustizialiste di
tentare di farne un proprio megafono''. Lo dice il portavoce di
Forza Italia Daniele Capezzone
DI PIETRO, OK CSM, PREMIER SI FACCIA PROCESSARE - ''Qualunque persona conosca i
meccanismi di funzionamento dei tribunali e dei processi non
poteva e non puo' non essere d'accordo con il Csm che rileva
l'irrazionalita' di questa riforma ai fini del processi che
hanno come obiettivo primo l'accertamento della verita'''.
Cosi'
il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, replica a
chi gli chiede della bocciatura da parte del Csm della norma
'blocca processi' contenuta nel decreto sicurezza.
''E' grave -
aggiunge - che il governo Berlusconi e il ministro Alfano in
particolare continuino a fare orecchie da mercante di fronte ai
molti segnali che arrivano da tutte le parti sulle gravi
conseguenze di una decisione affrettata solo dall'esigenza di
'salvare' il premier''.
Di Pietro invita, quindi, a discutere dei motivi per cui il
premier e' imputato ma, e' il suo monito, ''non distruggiamo il
sistema processuale per salvare solo una persona''.
''L'Idv - conclude - ribadisce il suo no non solo alla norma
'sospendi-processi', ma anche al lodo Alfano 'salva premier'.
L'unica soluzione e' che Berlusconi si faccia processare e non
sfugga alle maglie della giustizia non facendosi
processare'
BOTTA E RISPOSTA BERLUSCONI-COLLE, PREMIER: CSM ? ACCOLTE RICHIESTE FINI-SCHIFANI; QUIRINALE, NON E'VERO - E' alta tensione sulla giustizia tra
maggioranza e opposizione dopo il nuovo pressing di Silvio
Berlusconi per un decreto legge sulle intercettazioni ed il
pronunciamento del Csm sul decreto sicurezza. Fa discutere anche
la lettera del Capo dello Stato al vicepresidente del Csm
Mancino che riceve il plauso bipartisan ma provoca un botta e
risposta tra il cavaliere ed il Quirinale.
E' infatti proprio
l'interpretazione che ne da' Berlusconi, e cioe' di un
accoglimento delle richieste avanzate ieri dai presidenti di
Senato e Camera, a provocare la precisazione del Quirinale.
Dopo la diffusione della lettera di Napolitano a Mancino sono
arrivati subito i commenti positivi del Pdl (con Maurizio Lupi,
Maurizio Gasparri, Gaetano Quagliariello, Nicolo' Ghedini) e del
Pd (con Walter Veltroni, Antonello Soro e Beppe Fioroni).
Poi giunge il ''vivo apprezzamento'' per ''l'equilibrio''
dell'intervento del Colle da parte dei presidenti di Senato e
Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini. ''Il Presidente della
Repubblica e' riuscito a fare chiarezza sui limiti entro i
quali, nel rispetto della Costituzione, il Csm puo' esprimere
pareri circa i provvedimenti all'esame delle Assemblee
legislative''.
Ma il commento del premier Berlusconi rompe l'idillio e
provoca la reazione del Colle: ''I presidenti di Camera e Senato
- ha detto Berlusconi oggi a Napoli - si sono recati da lui per
sottolineare qualcosa che non sta nell'alveo costituzionale. Il
Presidente della Repubblica ha colto gli argomenti dei
presidenti e ha prodotto una dichiarazione che mi sembra
completa. Ogni istituzione faccia cio' che la Costituzione gli
assegna, nessuno organo puo' prevaricare gli altri''.
Tempo un'ora ed ecco giungere la puntualizzazione del
Quirinale. In essa ''si precisa che il presidente della
Repubblica ha indirizzato la lettera al vice presidente del
Csm, di sua autonoma iniziativa e non in accoglimento di alcuna
richiesta''. Insomma il tentativo da parte del presidente della
Repubblica di trovare un equilibrio istituzionale implica la sua
indisponibilita' ad essere utilizzato da parte del governo come
sostegno delle proprie tesi e posizioni.
Anche perche' queste ultime sono destinate a suscitare
ulteriore polemica politica, a dispetto dei richiami di
Napolitano ad un clima piu' sereno.
A tenerlo infuocato ci pensa
sia il Csm, che boccia la norma ''sospendi processi'' inserita
nel decreto sicurezza, definendola ''irrazionale'', sia
l'annuncio di Berlusconi di un probabile decreto sulle
intercettazioni (''ci sono i requisiti di necessita' e urgenza,
vedremo'').
MANCINO, SI SONO APPROPRIATI PAROLE NAPOLITANO - "Il Capo dello Stato ha fatto bene" con
il suo messaggio, ma "se ne sono subito appropriati ed e' stato
costretto a dire: guardate, non rispondo ad alcuna iniziativa".
Lo ha rilevato il vicepresidente del Csm Nicola Mancino al
termine del plenum durante il quale l'organo di autogoverno
della magistratura ha approvato a maggioranza il parere sul
decreto sicurezza.
All'inizio del plenum, Mancino aveva letto una lettera
inviatagli proprio dal presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano.
Riferendosi ai numerosi commenti a questa venuti da
esponenti del centrodestra,Mancino ha detto "cos'e' mai questa
gioiosa riunione da bar?".
BOCCHINO, PARERE CSM E' GRAVE VULNUS ISTITUZIONALE - "Siamo di fronte ad un grave vulnus
istituzionale. Il Csm non ha tenuto conto del richiamo di
Napolitano e questo dimostra che la situazione e' talmente
grave da dover indurre il Parlamento a riflettere sulla
necessita' di riformare il Csm". Cosi' il vicepresidente
vicario del Pdl alla Camera, Italo Bocchino, ha commentato il
parere contrario del Csm sulla norma 'blocca-processi'
CICCHITTO, DOCUMENTO CSM DI GRAVITA' STRAORDINARIA - ''Il documento del CSM e' di una gravita'
straordinaria. Esso e' una sfida non solo al dettato
costituzionale, ma anche al quadro istituzionale del Paese che,
nella sua pluralita', nella stessa giornata di oggi, si era
espresso in modo inequivocabile''. Lo dice Fabrizio Cicchitto,
presidente dei deputati del Pdl.
GASPARRI, CSM E' DIVENUTO PRESIDIO MILITANTE - ''Di fronte alle sagge considerazioni
del Presidente della Repubblica, una parte dei membri del Csm ha
risposto con una scelta inaudita che pone fuori dalla
Costituzione, dalla logica e dalla stessa legalita' repubblicana
un gruppo di attivisti di partito che, da organo di garanzia,
hanno trasformato il Csm in un presidio militante. E' evidente
che un atto cosi' grave determinera' prevedibili conseguenze''.
Lo dichiara il presidente dei senatori del Pdl Maurizio
Gasparri
COTA (LEGA), CSM? CI INTERESSANO NORME ESPULSIONI - ''Quello che veramente interessa del
decreto sicurezza sono le norme importantissime sulle
espulsioni. Invece sono giorni che si parla soltanto di un
parere di un organismo che non ha competenze legislative''. Lo
dichiara il Presidente dei deputati della Lega Nord, Roberto
Cota.
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