| CSM: RIMOSSO GIUDICE PINATTO: IMPIEGO' 8 ANNI PER SENTENZA SU CLAN MAFIOSO |
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| 17/06/2008 | |
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17 giu. - La sezione disciplinare del Csm ha
deciso la rimozione dalla magistratura del giudice Edi Pinatto,
accusato di 'ritardo ingiustificabile' per aver impiegato 8 anni a
depositare una sentenza riguardante il processo ad alcuni esponenti
del clan mafioso dei Madonia.
Ritardo che provoco' la scarcerazione
per decorrenza dei termini di custodia cautelare dei boss mafiosi.
La sezione disciplinare ha accolto le richieste della Procura
generale della Cassazione rappresentata da Eduardo Scardaccione, che
aveva chiesto che Pinatto fosse rimosso dall'ordine giudiziario.
Il verdetto del tribunale delle toghe
e' arrivato dopo circa un'ora di camera di consiglio e ricalca
le richieste avanzate dal pg di Cassazione Eduardo Scardaccione
che, nella sua requisitoria, aveva chiesto la rimozione di
Pinatto.
Il magistrato era gia' stato sanzionato due volte con la
perdita di anzianita', ma l'11 gennaio scorso, l'allora
guardasigilli Clemente Mastella, dati i ritardi da record nel
deposito delle sentenze di Pinatto, ne aveva chiesto al Csm la
sospensione e, al procuratore generale della Suprema Corte, di
promuovere l'azione disciplinare.
Il pg davanti alla sezione disciplinare di palazzo
dei Marescialli ha sottolineato come il ritardo di Pinatto fosse
"gravissimo, ingiustificato e avesse provocato danni irreversibili
violando l'essenza stessa della funzione giurisdizionale e l'immagine
e la credibilita' della Magistratura". In questo modo, ha sostenuto la
pubblica accusa, sono stati violati "la diligenza, la laboriosita' e
l'equilibrio" che dovrebbero contraddistinguere un magistrato.
Il caso era anche stato
sottolineato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
nel marzo scorso in un intervento pubblico sottolineando che non dovevano esserci "mai piu' ritardi come quello
di Gela".
Pinatto, inoltre,
per questi ritardi, e' finito davanti al gup di Catania con
l'accusa di rifiuto di atti d'ufficio: nell'ambito del
processo, che si svolge con rito abbreviato, il pm di Catania
ha chiesto di condannare il magistrato ad otto mesi, con la
sospensione della pena.
La decisione odierna del Csm potra' essere impugnata da
Pinatto davanti alle sezioni unite civili della Cassazione.
Nell'aprile scorso, il tribunale delle toghe aveva rigettato
l'istanza cautelare del guardasigilli di sospendere il
magistrato dalle funzioni e dallo stipendio, dato che le
sentenze in questione erano state depositate e in vista della
celebrazione del procedimento disciplinare nel merito, svoltosi
oggi.
Ora Pinatto avra' 90 giorni per proporre il ricorso contro il
provvedimento della sezione disciplinare del Csm davanti alle sezioni
unite della Corte di Cassazione.
Ad aprile la sezione disciplinare di
palazzo dei Marescialli aveva bocciato la richiesta avanzata
dall'allora ministro della Giustizia, Clemente Mastella, di sospendere
in via d'urgenza dalle funzioni e dallo stipendio il giudice
'ritardatario'.
Oltre al caso di Gela altri due analoghi ritardi nel deposito
delle sentenze avevano riguardato Pinatto, sanzionato per ben due
volte con la perdita di anzianita'.
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