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Ultimo aggiornamento: 21.11.2008 ore 20:11
CSM: RIMOSSO GIUDICE PINATTO: IMPIEGO' 8 ANNI PER SENTENZA SU CLAN MAFIOSO Stampa E-mail
17/06/2008
17 giu. - La sezione disciplinare del Csm ha deciso la rimozione dalla magistratura del giudice Edi Pinatto, accusato di 'ritardo ingiustificabile' per aver impiegato 8 anni a depositare una sentenza riguardante il processo ad alcuni esponenti del clan mafioso dei Madonia.
giustizia_280x200.jpg Ritardo che provoco' la scarcerazione per decorrenza dei termini di custodia cautelare dei boss mafiosi.
La sezione disciplinare ha accolto le richieste della Procura generale della Cassazione rappresentata da Eduardo Scardaccione, che aveva chiesto che Pinatto fosse rimosso dall'ordine giudiziario.
Il verdetto del tribunale delle toghe e' arrivato dopo circa un'ora di camera di consiglio e ricalca le richieste avanzate dal pg di Cassazione Eduardo Scardaccione che, nella sua requisitoria, aveva chiesto la rimozione di Pinatto.
Il magistrato era gia' stato sanzionato due volte con la perdita di anzianita', ma l'11 gennaio scorso, l'allora guardasigilli Clemente Mastella, dati i ritardi da record nel deposito delle sentenze di Pinatto, ne aveva chiesto al Csm la sospensione e, al procuratore generale della Suprema Corte, di promuovere l'azione disciplinare.
Il pg davanti alla sezione disciplinare di palazzo dei Marescialli ha sottolineato come il ritardo di Pinatto fosse "gravissimo, ingiustificato e avesse provocato danni irreversibili violando l'essenza stessa della funzione giurisdizionale e l'immagine e la credibilita' della Magistratura". In questo modo, ha sostenuto la pubblica accusa, sono stati violati "la diligenza, la laboriosita' e l'equilibrio" che dovrebbero contraddistinguere un magistrato.
Il caso era anche stato sottolineato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel marzo scorso in un intervento pubblico sottolineando che non dovevano esserci "mai piu' ritardi come quello di Gela".
Pinatto, inoltre, per questi ritardi, e' finito davanti al gup di Catania con l'accusa di rifiuto di atti d'ufficio: nell'ambito del processo, che si svolge con rito abbreviato, il pm di Catania ha chiesto di condannare il magistrato ad otto mesi, con la sospensione della pena.
La decisione odierna del Csm potra' essere impugnata da Pinatto davanti alle sezioni unite civili della Cassazione. Nell'aprile scorso, il tribunale delle toghe aveva rigettato l'istanza cautelare del guardasigilli di sospendere il magistrato dalle funzioni e dallo stipendio, dato che le sentenze in questione erano state depositate e in vista della celebrazione del procedimento disciplinare nel merito, svoltosi oggi.
Ora Pinatto avra' 90 giorni per proporre il ricorso contro il provvedimento della sezione disciplinare del Csm davanti alle sezioni unite della Corte di Cassazione.
Ad aprile la sezione disciplinare di palazzo dei Marescialli aveva bocciato la richiesta avanzata dall'allora ministro della Giustizia, Clemente Mastella, di sospendere in via d'urgenza dalle funzioni e dallo stipendio il giudice 'ritardatario'. Oltre al caso di Gela altri due analoghi ritardi nel deposito delle sentenze avevano riguardato Pinatto, sanzionato per ben due volte con la perdita di anzianita'.
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