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Ultimo aggiornamento: 21.11.2008 ore 22:10
DA CHIAMPARINO A CACCIARI, DA NOR A SUD LA GUERRA DEI SINDACI E' VERO CAOS NEL PD Stampa E-mail
20/08/2008
20 ago. - Al piano nobile di largo del Nazareno, in pieno centro di una Roma battuta solo da grupponi di turisti, fervono i preparativi della prima festa del Pd che comincia sabato a Firenze, (e che domenica ospiterà un duetto tra Bossi e Chiamparino) ma dall’aria che tira nel partito in giro per l’Italia ad un anno dalla sua nascita, non sembra che ci sia molto da festeggiare.
veltronipd280x200.jpgDal caso Torino allo shock dell’Abruzzo (dove si voterà a novembre e non si vede certo una corsa a candidarsi per la poltrona di governatore lasciata libera da Del Turco), dallo scontro sulle correnti alla polemica sul congresso, dal rebus alleanze fino allo strappo con Di Pietro e i girotondi, i primi mesi dopo la sconfitta non portano certo in dote un clima di entusiasmo.
E in molte realtà locali in vista delle amministrative del 2009 va in onda da mesi uno scontro ben poco sotterraneo che porta alla luce un conflitto spesso aspro tra apparati locali e sindaci o governatori eletti dal popolo.
«In un partito che ha scelto le primarie come metodo per le candidature è fisiologico», si difendono gli uomini di Veltroni. Ma la confusione da nord a sud regna sovrana e anche ieri gli strascichi delle polemiche sul caso Chiamparino non sono mancati. «Se ho una colpa da farmi perdonare - ha attaccato il sindaco - è che ho tardato a dire che i partiti devono stare al loro posto». Ma la realtà è che il partito al suo posto non ci vuole stare e la corsa alle poltrone è già cominciata.
«Il Pd non è ancora costruito e questo crea tensioni - dice Mercedes Bresso - e ancora non c’è stato nemmeno un congresso. Quando si perdono le elezioni a qualunque livello si vivono momenti difficili, problemi che si risolveranno». Sarà, ma intanto la corona di spine si allarga giorno dopo giorno e neanche è cominciata la fase del tesseramento che da settembre a fine anno impegnerà sul campo i vari potentati locali alle prese con un regolamento fatto apposta per evitare trucchetti: niente pacchetti di tessere casa per casa, ma solo iscrizioni nei circoli o nei gazebo, di persona e nei quartieri di residenza.
Intanto, dando uno sguardo alle querelle sparse in varie aree del paese, per i dirigenti nazionali del Pd non c’è da stare allegri. In Sardegna il segretario regionale Cabras si è dimesso a luglio perché non è riuscito a trovare un candidato alternativo a Soru per il 2009 e il dualismo tra i due è così forte che durante la campagna elettorale Veltroni faticava a far salire sullo stesso palco entrambi. A Firenze Leonardo Domenici lascerà dopo il suo secondo mandato e già si profila uno scontro tra due candidature, l’assessore alla sicurezza, Cioni (che chiede le primarie ma non si è ancora scoperto) e una collega di giunta, l’assessore alla scuola, Lastri; con il presidente della provincia, il rutelliano Matteo Renzi che secondo alcune voci starebbe facendo un pensierino su Palazzo Vecchio, così come un altro ex Dl, Lapo Pistelli. A Bologna, Cofferati affronterà le primarie e se la giocherà (per così dire) con un ex Margherita, il presidente del municipio Santo Stefano, Andrea Forlani. A Napoli bisognerà vedere come finirà la partita di Antonio Bassolino che ha annunciato di volersi dimettere l’anno prossimo da governatore della Campania; finora al primo voto interno per la segreteria provinciale del Pd, il veltroniano Luigi Nicolais ha battuto il bassoliniano Andrea Cozzolino. A Genova il partito è diviso tra la veltroniana Marta Vincenzi e il dalemiano Burlando che chiede le primarie per decidere il candidato Pd alla Regione nel 2010; mentre la base, scossa dallo scandalo dell’autorità portuale, non ha ancora digerito la storica sconfitta alle politiche con il centrodestra che ha preso più voti in Liguria del centrosinistra.
Insomma, in questo quadro non esaltante si apre sabato la festa a Firenze e anche ieri non sono mancati gli attacchi al segretario: Cacciari, intervistato da Il Mattino, chiede un congresso per mozioni che elegga un gruppo dirigente «non fittizio ma reale» e Parisi ci mette il carico, commentando le ultime uscite del leader: «Veltroni così porterà gli elettori alla depressione. Il tempo del “ma anche” è scaduto. Ogni giorno che passa cresce il bisogno di quella ripartenza annunciata e da troppo tempo rinviata. Ci vuole un dibattito vero sulla sconfitta politica a partire da una risposta riconoscibile di Veltroni alle principali questioni in campo». (lastampa.it)
Commenti (17) >>
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scritto da Claudio M '58, agosto 23, 2008

Troppo presto per i risultati e le conclusioni e poi le maschere buoniste coprono solo la faccia e non le azioni.

Claudio

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scritto da MatteoS, agosto 22, 2008

Il dibattito interno al Pd non è dialettica, è scontro. Lo è stato, e presumo lo sarà, viste le scadenze, sull'adesione al Pse o all'Alde -che non è un fattore ininfluente-, lo è stato, e continua ad esserlo, per ogni minima dichiarazione che salta fuori. Quello che viene spacciato per dibattito "adeguato ad un partito riformista", per dirla con Veltroni, è in realtà il frutto di una fusione non ragionata ma dettata dalle incombenze. Per il resto, ognuno, dai libdem rutelliani ai social-laburisti, dai teodem ai filoradicali, se la canta e se la suona da solo; si organizzano convegni, conferenze, festicciuole che non hanno un riscontro culturale sull'azione di partito. Tutti fanno qualcosa e ognuno teme che l'altro faccia troppo e che prenda il sopravvento; è un partito che è completamente bloccato dalla mancanza di una linea -sarò antiquato, ma è così- non dico rigida, ma quanto meno una linea guida, una traccia, che specifichi e vada oltre quella vaghissima passione per il riformismo. E' un partito che si VERGOGNA a dire quello che pensa, o almeno quello che dovrebbe pensare.
Il centro-destra ha trovato un leader indiscusso in cui identificarsi, che interpretava la salvezza post-Dc nel '94, e che continua a sorprendere per tenacia e longevità -politica, si intende: gli auguro di vivere altri 30 anni-. Ciò non può avvenire nè a sinistra nè nel centro-sinistra; non dico per ragioni culturali - anche se a ben pensarci, dovrebbe essere quello-, ma quanto meno per la più tenue ambizione a rappresentare l'alternativa. Per questo trovo assolutamente inutile che il Pd inviti a raccogliere firme contro il governo, impresa portata a termine con successo da Berlusconi non più tardi di qualche mese fa. Il tutto, naturalmente, condito da polemiche e tensioni fra la punta del partito e le realtà locali. Per quanto mi riguarda, sarà anche stato un esperimento necessario, ma è arrivata l'ora di prendere atto dei risultati: doveva essere Jekyll e invece è saltato fuori Hyde.

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scritto da Claudio M '58, agosto 22, 2008

Anch'io.

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scritto da extramuros, agosto 21, 2008

Claudio,
la tua analisi non fa una grinza. Infatti sono d'accordo con te nello sperare che non si perda tempo a cercare un leader carismatico. Sarebbe una catastrofe, e lo dicevo già nel mio post precedente, forse poco chiaro.
Anch'io spero nella capacità del PRC di ricostruirsi e di ridivenire una forza trainante. È assolutamente necessario. Avrei preferitò però che passasse la linea di Vendola...

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scritto da extramuros, agosto 21, 2008

Bella analisi. L'unico problma è sul giudizio dell'operato del Cavaliere. Consiglio di passare a Napoli per vedere com'è la situazione pattume, spostatosi dal cantro alla periferia.
Per il resto, trattasi di pura intossicazione pubblicitaria. Berlusconi ha l'ammirevole capacità di far credere quel che gli pare, ed è riuscito nel solito miracolo di far prendere per arrosto il fumo. Durerà ancora un pò, soffiare sul fuoco di un'insicurezza percepita ( fenomeno che le statistiche, anche quelle del Ministero, dicono basato su una pura reazione emotiva di gruppo e non su dati oggettivi ) ha sempre ripagato un potere inetto. Dal tempo degli imperatori che ammazzavano i cristiani, a quello dei nazisti che ammazzavano gli ebrei. Una sottorazza su cui far convergere l'ostilità, e la paura che sevono a mettere in secondo piano i problemi veri, è sempre un ottimo pretesto per aiutare chi ha il potere a stare in sella. Se poi questo atteggiamento da fascisti manipolatori si chiama efficienza, allora, i nostri sono efficienti. Moltissimo.



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scritto da tony, agosto 21, 2008

Forse i sindaci e i governatori democratici non si aspettavano proprio che i primi cento giorni del governo Berlusconi avrebbero potuto mettere seriamente a rischio anche le loro poltrone. Il cavaliere in formato decisionista e risolutore che si è visto in questo avvio di legislatura in effetti ha spiazzato un po’ tutti. A cominciare da Walter Veltroni e proseguendo con loro, i rappresentanti dei comuni e delle Regioni. E nel Pd si respira un'aria da nave che affonda.

Quanto ha fatto il governo nei suoi primi cento giorni: la risoluzione del problema dei rifiuti a Napoli, la centralità data alla questione della sicurezza nelle città, la lotta contro l’immigrazione clandestina e la microcriminalità, la caccia ai fannulloni e agli assenteisti, ha contribuito, e non poco dopo il successo elettorale di Berlusconi, a far crescere l’apprezzamento dei cittadini nei confronti del Cav. E, si sa, con le amministrative alle porte non fa comodo a nessuno rimanere sulla barca di chi, non solo è stato sconfitto dal risultato delle urne, ma non è riuscito ancora a far credere che l’opposizione esiste e porta avanti una sua linea politica.

In effetti, il leader del Pd in questi mesi ha provato ad inventarsi un’opposizione, nell’illusione che tenendo unito quanto più possibile il fronte anti-berlusconiano potesse riuscire anche a mettere un freno a quello anti-veltroniano, ma quanto sta accadendo in queste ultime settimane tra il partito e i rappresentati del potere locale da nord a sud, passando per le isole, ha lasciato intendere che la vera sfida non è alla maggioranza ma tutta interna all’opposizione.

Oggi Massimo Cacciari dichiara che “il Pd non esiste”, Chiamparino afferma che "il Pd rischia l'implosione" e nella prodiana Bologna i dirigenti locali temono che si verifichi un nuovo caso Guazzaloca. I rappresentanti democratici locali sanno benissimo che l’ondata di ritorno della popolarità del Cav. colpirà per primi loro e in prima persona, dato che vengono eletti direttamente dal popolo. E corrono ai ripari, scaricando su Veltroni le responsabilità di un fallimento politico. Ma bisogna fare in fretta, il tempo stringe. La nave sta affondando e i topi sono i primi a scappare.

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scritto da Claudio M '58, agosto 21, 2008

Extramuros, mi piace molto come scrivi, ma se posso vorrei dissentire.

In merito all'eredità del PD, ritengo che di quelle che erano le linee guida del vecchio e obsoleto PCI nel PD non si ritrovi un granché, e il dibattito, per quantità e qualità, ne è una espressione reale.

I micropartiti di sinistra sono il risultato di tanti elettori che hanno preferito infilare la testa nella sabbia per non guardare in faccia alla realtà di una società sempre più degenerata a destra e che quindi comporta un impegno politico e sociale sempre più pesante.

Meno che mai condivido il bisogno di un leader che di fatto ci renderebbe, destra e sinistra, tutti uguali; è una questione di attualità, di rispetto per il libero pensiero e interpretazione logica dei reali bisogni di un popolo (l'esatto contrario dell'idea di sicurezza di Berlusconi).
Queste cose sarebbero limitate dall'esclusività di un leader e quindi lo stesso sarebbe solo una presa in giro ne più ne meno di quella che sta propinando il CDX.

Per questo credo che l'unico partito che potrà ricostruire, nell'interesse di tutti, la sinistra sia solo Rifondazione Comunista.

Claudio



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scritto da extramuros, agosto 20, 2008

Veltroni ha tanti difetti, e il partito nato dalla sua idea, ne ha altrettanti. Ma rimane un esperimento necessario. perchè è l'unico partito in cui esiste un vero dibattito. Spiacente per voi. E ci sono alcuni in Italia, come me, che hanno sempre avuto una grave difficoltà a seguire le bandiere del capo carismatico che di volta in volta arrivava col beverone taumaturgico. Quando non era l'olio di ricino, era l'acqua santa, quando non era il tortellino e lambrusco in salsa Togliatti, era il cartone di vino Folonari del listino della spesa di San Vittore à la Di Pietro. Il PD non mi entusiasma, ma ha ereditato almeno, dal formidabile partito creato dalla gestione di Enrico Berlinguer, una tendenza al dibattito, alla polemica e alla discussione interna, che non ha ormai uguale in Italia, tra micropartiti comunisti che si sbranano sulla linea, il fascismo televisivo di berlusconi, il mito dell'uomo forte di fini e il celoduro di bossi ("il nord fa quello che dico io...). Vedremo. Sarebbe ora che l'opposizione smettesse di cercare un leader carismatico e si rendesse conto che la sua forza può venire soprattuo dal lavoro di squadra e dal confronto continuo... Ma la vedo dura. Tutti a cercare, anche da questa parte, un padre putativo.

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scritto da MatteoS, agosto 20, 2008

Ascoltare gli interventi di Veltroni alla Tv è frustrante: "Guardi, non mi interessano queste cose, io sono preoccupato per il potere d'acquisto". Non sa dire altro. Quando si renderà conto che ripetere "Riformismo" o "Riformisti" o "Azione riformatrice" ogni due parole non basta, sarà troppo tardi. Ma è già troppo tardi: lo vogliono far fuori, e ce la faranno, democrazia o no.
Il Pd non è un partito, non lo è mai stato, tanto vale aspettare una bella scissione col botto... anche se temo che ce ne vorrà: il potere è meglio del Super Attak.

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scritto da Rocco Di Rella, agosto 20, 2008

Veltroni è un morto che cammina.
Dopo le Europee lo faranno fuori.
E' di una inconsistenza assoluta.
Non ho ancora capito qual è la linea politica del PD, che un giorno invoca il "Dialogo" e il giorno dopo raccoglie firme contro il governo.
La politica del "ma anche" rivela tutta la sua fragilità e risulta non decifrabile ed incomprensibile per gli elettori.
Di sicuro non tornerò a votare per il PD alle Europee.
Forza Di Pietro!

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scritto da Claudio M '58, agosto 20, 2008

"Se non è zuppa è pan bagnato"
Questo si dice da me in merito al cdx o csn, cari miei se non siete in padella siete già nella brace; altro che democrazia.

Claudio

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scritto da darling3, agosto 20, 2008

aperto il pd?
ma se sanno tutti come vengono fatte le primarie: nella mia città già si sapeva da tempo chi avrebbe vinto le primarie per il sindaco al punto che il segretario regionale voleva fare una conferenza stampa con lui a suo sostegno.. poi gli hanno ricordato che c'era l'altro "candidato" e ha rinunciato; indovinate chi ha vinto?


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scritto da Paolo1971, agosto 20, 2008

Caro Diego non è affatto incredibile, guarda cosa succede modificando la tua frase:

"in un partito CHE TI RACCONTANO aperto come il pD, ci sono questi problemi...in un partito CHE TI RACCONTANO di plastica, autoritario, dove c'è solo un despota, non ci sono problemi...se questa è democrazia...".

Basta aprire gli occhi e scoprirai che sì questa è democrazia, nonostante RACCONTINO tante cose la gente ha ancora una testa (ah già TI RACCONTANO anche che la gente non ha più la testa...)



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scritto da Diego, agosto 20, 2008

Incredibile un paese come l'Italia...in un partito aperto come il pD, ci sono questi problemi...in un partito di plastica, autoritario, dove c'è solo un despota, non ci sono problemi...se questa è democrazia...

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scritto da Gab, agosto 20, 2008

Per una volta sono d'accordo
Così Di Pietro salirà al 20% :-P

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scritto da il buon cavaliere, agosto 20, 2008

Siccome spero che il centrodestra continui a vincere e governare, spero anche che il Pd non cambi segretario e linea politica...andate avanti cosi', almeno il centrodestra non dovra' fare tanti sforzi per vincere. Per fortuna Silvio e' al governo

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scritto da raff, agosto 20, 2008

il pd è veramente federalista una corrente per ogni comune .Avanti popolo

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