| DAL CIELO un VELENO di 10 tonnellate |
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| 29/01/2008 | |
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29 gen. - La spazzatura ci piove in testa anche dal cielo, 10 tonnellate di satellite spia di cui gli americani non danno informazioni, presumibilmente a marzo ci cadrà sulla testa come invisibile veleno in minuscoli pezzetti, e quindi lo respireremo, lo ingurgiteremo senza neanche accorgersene. Le dimensioni sono equiparabili a quelle di un bus gonfio di sostanze tossiche che rischia di caderci in testa, non si sa ne come ne quando, scivolando rovinosamente della sua orbita a 150 chilometri d’altezza e di cui gli Usa non intendono renderci dotti,
Da Washington è arrivata solo un’ammissione imbarazzata e reticente: siamo tutti a rischio nelle prossime settimane e molti governi - amici e nemici - sono stati contattati e altri saranno allertati mentre la crisi si aggrava.
Questa la dichiarazione del portavoce del Consiglio di Sicurezza, Gordon Johndroe: «Negli ultimi anni molti satelliti sono usciti dall’orbita e sono caduti senza danni. Al momento stiamo valutando le possibili opzioni per mitigare qualunque problema. Le autorità di diverse nazioni sono state informate».
Il silenzio dimostra quanto alto sia in queste ore il grado di incertezza: in genere i gioielli tecnologici si trasformano in spazzatura spaziale senza traumi, inquinando come relitti inservibili gli strati oltre l’atmosfera o annichilendosi come micrometeoriti.
Le traiettorie sono previste e pilotate secondo per secondo, fino alla caduta controllata in zone remote o in tratti di oceano liberi dal traffico.
Questa volta, invece, il satellite è pericolosamente fuori controllo.
Lo spione obbediente si è trasformato in un ribelle.
La sua carcassa è ormai scomoda sotto tutti i punti di vista: politicamente, per il crollo di immagine degli Usa e strategicamente, per il rischio che segreti tecnologici e dati sensibili cadano in mani poco raccomandabili.
Rimane il fatto che il satellite contiene molte sostanze «proibite», tra cui l’idrazina, un composto dell’azoto utilizzato come combustibile e noto per le caratteristiche corrosive, tossiche e cancerogene.
Si teme un esteso effetto contaminazione e si evoca un precedente, il peggiore finora.
E’ del gennaio ‘78, quando una palla di fuoco si accese nei cieli del Canada e i resti di un satellite spia dell’Urss diffusero un «aerosol» radioattivo sui Territori del Nord Ovest, dall’Alberta al Saskatchewan.
Oltre all’emergenza ambientale, scoppiò una crisi diplomatica e l’allora premier canadese, Pierre Trudeau, se la prese con Washington, colpevole, secondo lui, di non averlo informato in tempo.
Ma a una situazione simile ci si è avvicinati anche nel 2002, con un satellite scientifico che si frantumò nella zona del Golfo, a migliaia di chilometri dall’obiettivo prestabilito. L’allarme durò giorni nella zona più geostrategicamente sensibile del globo: i tecnici americani non erano riusciti a replicare il successo del 2002, con l’inabissamento del «Compton Gamma Ray Observatory» nel Pacifico. (ec)
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