| DAL MOLIN; in 50mila contro la base di Vicenza. |
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| 15/12/2007 | |
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16 dic. - Sono 50mila, secondo gli organizzatori
le persone che da tutta Italia hanno risposto all'appello del
presidio permanente No Dal Molin. Sono arrivati da Napoli, dalla
Sicilia, dalla Toscana dal Piemonte e dalla Lombardia. I partiti
sono in coda al corteo come era stato deciso.
Pochi i volti noti,
tra i deputati Lalla Trupia della Sinistra democratica che ha
ribadito di voler stare "in mezzo alla sua gente", Franco
Turigliatto, Francesco Caruso.
Presenti anche i sindacalisti della Rete 28 aprile della Cgil.
Per Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom, "oggi il
movimento contro la guerra ha segnato un'altra tappa importante
nella battaglia contro la nuova base americana a Vicenza".
Da Vicenza viene un bel segnale di 'non
violenza', civilta', pacifismo ed un messaggio chiaro al
Governo: caro Prodi, questa base non s'ha da fare, ci vuole una
moratoria.
A parlare e' Paolo Cento, sottosegretario all'Economia
della 'Sinistra Arcobaleno' presente al corteo.
"Hanno ragione i vicentini a dirsi 'invisibili' e lo sono
per le istituzioni e per la politica - spiega Cento - sorde
alle loro richieste: ma deve esser chiaro che sulla base il
Governo Prodi si gioca gran parte della sua credibilita': ci
vuole un moratoria come chiede la pacifica e civile comunita'
di Vicenza".
Cento taglia corto sulle affermazioni del Presidente della
Repubblica, "la piu' alta carica della Repubblica deve star
fuori dalla polemica" ma prende di petto il Governo di
centro-sinistra che, avverte, "deve rispondere alla richiesta
di moratoria che viene dalla comunita' vicentina" e lancia
infine un monito: "guai ad inviare le forze dell'ordine a
Vicenza contro una popolazione che sta facendo resistenza
passiva, non violenta e pacifica: una cosa del genere sarebbe
l'apertura immediata della crisi.
scritto da Giulio, dicembre 16, 2007 Il governo Prodi si gioca la stabilità se NON consente l'allargamento della base che creerebbe una tensione internazionale molto più ampia e grave che quella con la minoranza dei vicentini che si oppongono al progetto. Inoltre mi domando e mi spingo a chiedere gentilmente delucidazioni al dott. Crespi, se ne è al corrente; vorrei sapere come sia possibile che ci siano persone che si possono permettere di formare una presidio permanente contro l'allargamento della base. La gente dovrebbe lavorare, loro come fanno? |
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