| D'ALEMA - CON IL BIPARTITISMO VINCE SOLO BERLUSCONI |
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| 21/06/2008 | |
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21 giu. - Attenti al bipartitismo. E' il sistema che Berlusconi stesso incarna. Se non si cambia ''vincera' sempre'' il Cavaliere. Lo afferma Massimo D'Alema in un colloquio pubblicato da 'La Stampa'. Il nodo e' quello delle alleanza. L'ex vicepremier condivide la scelta di correre da soli al voto di aprile. ''Walter ha fatto bene a fare quello che ha fatto - dice - certo non ci saremmo potuti presentare alle elezioni tutti insieme come se nulla fosse accaduto. E poi, diciamocelo francamente, quando lui e' arrivato, avevamo gia' perso. Veltroni semmai e' riuscito a mettere un argine''.
Ma ora c'e' un problema. ''Il problema - per D'Alema - e' il sistema politico, ed e' proprio su questo che discutiamo. Io non sono affatto favorevole al bipartitismo, la riduzione della democrazia a due partiti.
Questo aprirebbe la strada al presidenzialismo e cioe' alla sicura vittoria dell'ideologia di Berlusconi e quindi di Berlusconi stesso o di chi lo sostituira': e' lui che incarna quel sistema''.
L'obiettivo di D'Alema e' invece ''un sistema politico multipartitico, il sistema tedesco insomma, che garantisce rappresentanza, democrazia ma anche governabilita'''.
Quanto al Pd, l'ex ministro degli Esteri torna a dire che la sua non è una corrente. ''Non ne posso piu' di questa idiozie che si leggono sui giornali e che qualcuno evidentemente alimenta. Io sto facendo un'altra cosa - dice - una cosa molto seria''.
E parla della Fondazione ItalianiEuropei e dell'associazione Red che nascera' ufficialmente martedi' e che raccoglie esponenti del Pd di tendenze diverse. ''Noi organizziamo convegni ai quali partecipano personaggi che certo non verrebbero a discutere col Partito democratico'', aggiunge citando il caso di un filosofo come Todorov.
Oppure, come e' giovedi' a Milano, la discussione con Piero Bassetti sul 'Glocal': ''Sono venuti personaggi di un certo livello, la Milano che conta insomma. E questo perche' una cosa e' venire a discutere se li chiama la Fondazione, un'altra se li chiama un partito''.
Sempre a Milano, D'Alema spiega di aver incontrato il sindaco Letizia Moratti per parlare dell'Expo' del 2015, ''per vedere se e come riusciamo a darle una mano''. ''E me la chiamano una corrente? Ma per favore, semmai e' una cosa che aiuta il partito''.
Tutte cose che, assicura D'Alema, ha Veltroni ha detto e che lui ''ha capito benissimo, tanto che nella relazione ha apprezzato il pluralismo culturale che deve esserci nel nostro partito. Ma poi vedo che sui giornali esce e riesce questa maledetta storia della corrente dalemiana''.
Secondo lei perche' scatta subito il sospetto che D'Alema vuole fare le scarpe a tizio o caio, come accadde anche ai tempi della Bicamerale con Prodi, chiede 'La Stampa'? ''Questo bisognerebbe chiederlo a chi nutre questi sospetti. Io so solo che poi, magari a distanza di anni, gli stessi che sospettavano alla fine si pentono. Se ci avessero pensato prima, oggi forse avremmo un altro sistema istituzionale e un altro Paese'', risponde D'Alema.(Ansa).
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