| DECRETO SICUREZZA- ALFANO AL PD: NON VOTATE COME DI PIETRO |
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| 15/07/2008 | |
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15 lug. - «Voi dovete votare in modo diverso in
Parlamento» rispetto al «partito giustizialista e manettaro di Di
Pietro». Questo l'invito rivolto al Pd dal ministro della Giustizia,
Angelino Alfano, in vista del voto al decreto sicurezza previsto per il
pomeriggio alla Camera.
«Se il Pd si illude di potersi differenziare dal partito Di Pietro solo quando insulta il Papa e il Capo dello Stato, compie un gravissimo errore politico» ha detto il ministro, intervenendo al convegno dell'Unione Camere Penali e
«Vi annuncio, come fatto dal presidente Berlusconi, che proporrò, a partire da settembre, un'agenda che contempli una riforma organica della giustizia».
RIFORMA - Il guardasigilli punta dunque «in tempi rapidi» ad una riforma organica della giustizia che riguardi interventi sul processo civile, penale, e con modifiche «mirate» che non sono da considerarsi come «interventi punitivi» nei confronti della magistratura, ma che hanno «al centro il cittadino».
Il guardasigilli si è dunque detto «contrario ad una legislazione alluvionale»: «al centro del sistema giustizia, occorre ricordarlo, c'è la persona», e vi è «una sola bussola» vale a dire l'efficienza del sistema. L'invito di Alfano è dunque quello di procedere «senza preclusioni ideologiche» e «con rigore tecnico». Agli avvocati penalisti, così come all'Associazione Nazionale Magistrati, Alfano annuncia che chiederà «alcuni suggerimenti» di cui intende fare tesoro. Ma le direttrici su cui il ministro intende muoversi riguarda la modifica della giurisdizione disciplinare, che ora è affidata al Csm («serve una riforma urgente»), una riforma del Csm e del codice penale e di quello di procedura penale. Infine la modifica dell'obbligatorietà dell'azione penale: «non sono un sostenitore dell'idea di stravolgere questo principio costituzionale ma - ha concluso Alfano - il dettato costituzionale non può diventare il paravento di una discrezionalità assoluta.
"Nessuno dara' attenuanti a questo governo se non sara' in grado di dare al Paese una riforma organica della giustizia": secondo il ministro, infatti, "non e' immaginabile cambiare il paese senza cambiare il sistema giustizia: non c'e' nessun altro tema che segni come questo un vero discrimine tra riformatori e conservatori". Per Alfano, "chi e' per il mantenimento, dietro clausole di rito impossibili, dello status quo, e' conservatore nel senso peggiore del termine, mentre chi vuole mettere mano con coraggio ad una riforma affrontando anche un cantiere aperto e' riformatore".
GASPARRI AL SENATO - «Rispettiamo i magistrati, ma siamo contro le indagini ’del cactus’ che francamente non ci sembrano affatto urgenti» ha detto Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, nel suo intervento in Aula a Palazzo Madama. «La possibilità di discutere il cosiddetto lodo Alfano per un’intera settimana presso le Commissioni competenti e per due giorni in Aula - aggiunge Gasparri - è un’utile occasione di approfondimento».
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