| DIALOGO GOVERNO-PD. LA MEDIAZIONE DI LETTA: CRONACA DI UN TENTATIVO FALLITO |
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| 26/06/2008 | |
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26 giu. - Spetta a Gianni Letta l'ultima mossa per
tentare di riportare il confronto tra maggioranza e opposizione
sulla strada del dialogo. Il consigliere del premier ha
'saggiato' Veltroni, poi e' andato a parlare con Berlusconi. Il
tentativo e' andato in scena pochi minuti prima che il Cavaliere,
dal palco dell'assemblea di Confesercenti, sentenziasse:
"L'opposizione e' rimasta indietro ed e' giustizialista. Con loro
non c'e' piu' possibilita' di dialogo, perche' l'hanno voluto
spezzare loro".
Questa mattina il braccio destro di Silvio Berlusconi era
all'auditorium Parco della musica per l'assemblea annuale di
Confesercenti, seduto in prima fila accanto a Walter Veltroni.
Letta e' entrato in sala quando gia' il segretario del Pd e il
Cavaliere erano stati accolti dagli applausi della platea e si
erano scambiati una breve stretta di mano. Poi, il premier ha
ascoltato la relazione del presidente Marco Venturi seduto tra
Gianni Alemanno e Renato Brunetta. Veltroni era qualche posto
piu' in la', accanto a Gianni Letta.
E' stato durante il discorso di Venturi che Letta e Veltroni
hanno scambiato piu' di qualche battuta. Un tentativo per
saggiare le rispettive posizioni, sullo sfondo di un confronto
politico avvelenato dallo scontro sulla giustizia. Veltroni, a
quanto si apprende, avrebbe ribadito al sottosegretario alla
presidenza del Consiglio la posizione del partito: il governo
tolga dal tavolo la cosiddetta norma 'salva premier' e il Pd
s'impegna a discutere, senza ostruzionismo, la possibilita' di
introdurre una norma che tuteli l'immunita' parlamentare. Senza,
pero', garantire un voto favorevole.
Mentre Veltroni e Letta parlano, sul palco
Venturi lascia il posto al ministro dello Sviluppo economico
Claudio Scajola. Alemanno, intanto, saluta Berlusconi e lascia la
sala. Letta è lesto a cambiare posto: si congeda da Veltroni e
va a sedersi al posto dell'ex sindaco di Roma, accanto al
premier.
Dopo aver dialogato con Veltroni, Letta parla per qualche
minuto con Berlusconi, poi si alza, lascia la sala Sinopoli e
esce dall'Auditorium. Scajola termina il suo intervento e Venturi
invita il presidente del Consiglio sul palco "per un saluto".
E
dal palco Berlusconi diventa un fiume in piena. Il suo e' un
affondo contro i magistrati e contro l'opposizione. I primi,
quelli "politicizzati", sono "una metastasi della democrazia"
che, mima il gesto, vorrebbero vederlo in manette. La platea
protesta, rumoreggia, fischia. Poi, il Cavaliere attacca
l'opposizione. Che, dice, e' "giustizialista", e' "rimasta
indietro", ha "spezzato il dialogo". E chiude: "Adesso il
dialogo siamo noi a non volerlo piu'".
E non a caso, forse, nel tardo pomeriggio alla Camera Walter
Veltroni parla di "un inasprimento del clima molto grave, ma
scelto, voluto, non casuale". (Dire)
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