| Dilaga Il 'Mal Di Città'': 100 mila casi all'anno |
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| 06/11/2007 | |
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6 Nov. - Stress, isolamento sociale e ambiente ostile. Questi gli
ingredienti del 'mal di città', un'epidemia in crescita che moltiplica
il rischio di umore nero e ansia, dipendenza da alcolici e sostanze
stupefacenti, e che aumenta di quasi un terzo il pericolo di
schizofrenia.
Risultato: ogni anno circa 100 mila milanesi, e almeno 500 mila lombardi, cadono nel tunnel della depressione. "I numeri del problema sono frutto di stime ottimistiche e la realtà è ben più grave", spiega Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di psichiatria dell'ospedale Fatebenefratelli di Milano, durante un incontro sul malessere urbano. E "per soffrirne non serve vivere in una metropoli - avverte l'esperto - E' sufficiente abitare in una città con almeno 200 mila abitanti".
Le cifre parlano da sole. "Secondo i dati raccolti dall'Asl Città di Milano - riferisce Mencacci - tra il 2005 e il 2006 il numero di assistiti che hanno assunto antidepressivi è aumentato del 3,6%, da 81.821 a 84.805; le prescrizioni di questi farmaci sono salite del 2,8%, anche se la spesa si è ridotta del 10,1% (da oltre 11,7 milioni di euro a quasi 10,6 milioni), grazie al maggior impiego di generici e al minore prezzo delle molecole a brevetto scaduto".
E le curve di crescita parlano di un allarme soltanto agli inizi, se si pensa che "entro il 2020 la depressione maggiore sarà al secondo posto fra le prime cause di disabilità, mentre nel 1990 era al quarto", ricorda lo specialista.
Insomma, "la città ha bisogno di più attenzione e bisogna prepararci per tempo", è il monito. L'Sos 'depressione da città' è destinato a dilagare, considerando che nel 2030 i nuclei urbani 'cattureranno' circa 5,1 miliardi di persone sull'intera popolazione mondiale, riflette Mencacci. "Studi internazionali - continua lo psichiatra - hanno dimostrato che essere nato e cresciuto fino a 13 anni in città accresce del 30% il rischio di schizofrenia, e che con l'aumentare del livello di urbanizzazione le probabilità di depressione passano dal 12% al 20%".
Non solo. Dalle ricerche emerge che "vita frenetica, deprivazione sociale, ed eventi avversi favoriscono lo sviluppo di psicopatie e di 'schiavitù' da alcol e droghe". Dei 100 mila milanesi over 14 che ogni anno scivolano nella spirale del mal di vivere, 70 mila sono donne. "In città, fra il 2005 e il 2006 - prosegue Mencacci - le donne che assumono antidepressivi sono aumentate del 4,1% (da 57.133 a 59.465) e le prescrizioni del 4,7%. Sono quindi le più vulnerabili insieme agli anziani: gli over 64 in terapia antidepressiva sono cresciuti del 7,4% (da 37.763 a 40.553) e le prescrizioni dell'8,5%". Sempre fra il 2005 e il 2006, calano invece del 13,5% (da 2.019 a 1.746) i milanesi under 25 che ricevono antidepressivi, e le prescrizioni in questa fascia d'età si riducono dell'8,5%. Allora bisogna "PREVENIRE". E' questa la 'politica' seguita dal Fatebenefratelli: "un approccio preventivo volto a intercettare i bisogni prima che sia troppo tardi", precisa il direttore generale dell'azienda, Roberto Testa, che ricorda l'impegno del Fatebenefratelli contro la depressione 'in rosa', con i progetti Depressione Post partum (in collaborazione con l'Asl e l'Assessorato alla Salute del Comune di Milano) e Depressione pre-menopausa (con la Medicina generale Asl).
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