| Diminuita del 40% l'incidenza nelle donne delle malattie cardiovascolari |
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| 10/11/2007 | |||||||||||||||
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10 nov. - E' il cuore la prima causa di
morte al femminile: secondo dati Istat, ogni anno in Italia circa 120.000 donne
di età compresa tra i 35 e i 64 anni sono vittime di eventi cardiovascolari.
Nonostante la mortalità negli ultimi 4 anni sia calata del 40%, la prognosi a
sei mesi di distanza resta molto pesante.
Tra le donne, il cuore fa il triplo delle vittime di tutti i tumori messi assieme: nelle donne sopra i 50 anni di età - recitano ancora i dati - quasi la metà dei decessi è legata ad eventi cardiovascolari, mentre solo il 5% è legato al tumore alla mammella, considerato invece dalle donne il nemico numero uno della loro salute.
L'approccio, innovativo, del convegno è quello di capire che prezzo paga la donna a livello cardiovascolare, sfatando una convinzione comune che le donne sono da questo punto di vita "più fortunate" degli uomini. Non solo - spiegano i medici - una minore percentuale di individui di sesso femminile, rispetto a quelli di sesso maschile, è avviata ad un corretto iter diagnostico e trattata adeguatamente, ma il cuore delle donne continua ad essere meno studiato. "L'idea di una maratona sul cuore delle donne - spiega Maria Grazia Modena, Direttore dell'Istituto di cardiologia e dipartimento di emergenza dell'Università degli studi di Modena - nasce proprio dalla considerazione che la donna paga un prezzo molto alto a livello cardiovascolare. Quando si chiude l'ombrello della protezione estrogenino - continua il medico - la donna si trova ad essere il potenziale bersaglio di molteplici affezioni, tutte prettamente femminili, quali l'osteoporosi, le malattie autoimmuni, la disfunzione tiroidea, la malattia di Alzheimer, la depressione". In sostanza rischia di più, se a queste eventualità, si aggiunge la malattia coronarica. Uno dei problemi maggiori, spiega Maria Grazia Modena, "è proprio la sottostima del problema". Per questo motivo il convegno pone l'attenzione su una cardiologia al femminile: di discuterà dei rischi della donna in gravidanza e in menopausa, ma anche delle donne che hanno problemi di depressione, patologie reumatiche, malattie neurovascolari, disfunzione tiroidea, diabete e sindrome metabolica, osteoporosi. I medici cercheranno di rispondere re a una domanda. "esiste un filo conduttore comune?". Se cresce il numero delle donne in medicina e anche in cardiologia, è purtroppo vero - sostengono i medici che hanno organizzato il convegno - che le donne non sono coscienti dell'aumento delle patologie cardiovascolari, e fanno poco o nulla per la prevenzione. Ad esempio in Emilia Romagna - spiegano ancora i medici - si gioca alla "roulette russa" con il colesterolo, che interessa 382 mila individui - anche se tutti sanno che e' anticamera di ictus e infarto. In sei su dieci - secondo le statistiche - infatti non si curano, cinque su dieci invece lo fanno male. Mentre su cento individui ipercolesterolemici 83 hanno un alto rischio cardiovascolare. (AGI)
Fonte (Corriere della Sera)
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