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Ultimo aggiornamento: 08.01.2009 ore 01:00
Domani su Canale 5 “Fuga per la libertà” con Sergio Castellitto intervistato da Clandestinoweb Stampa E-mail
24/01/2008

24 gen. - di Giovanni Zambito. A ridosso della Giornata della Memoria di domenica 27 gennaio, Canale 5 ricorda la Shoah con un film-tv che sarà trasmesso domani sera in prima serata e che narra la vicenda dell'aviatore Massimo Teglio.

sergio castellitto280x200.jpgL'uomo, ben inserito nella società genovese, dopo aver assistito impotente alla cattura del rabbino di Genova Riccardo Pacifici (l'attore Matt Pratesi), e saputo della cattura della sorella Margherita (Carlotta Natoli), s'impegna in prima persona salvando la vita di altri ebrei.
Ad impersonare il protagonista c'è Sergio Castellitto, affiancato da Anna Valle, Marco Giallini e Hristo Shopov, diretti dal regista Carlo Carlei.
Basato su un testo di Alexander Stille, "Fuga per la libertà", prodotto da Angelo Rizzoli, è stato scritto dal regista con Simone De Rita, Salvatore Basile e Luigi Montefiori. Alla presentazione della fiction erano presenti Nicoletta Teglio e Franco Di Benedetto, figlia e nipote di Massimo Teglio; Emanuele e Riccardo Pacifici, figlio e nipote del rabbino, Giancarlo Scheri, direttore Fiction RTI, Fedele Confalonieri e Renzo Gattegna, Presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.

"Sono particolarmente fiero di avere girato questo film - confessa il protagonista - e spero di trasmettere la mia esperienza e la mia emozione dentro un film che racconta la tragedia dell'Olocausto"

Che cosa rappresenta per lei questa tragedia?

"Appartiene profondamente a tutti ed è quello che in realtà noi dimentichiamo spesso. È una tragedia del genere umano che collochiamo dentro una dimensione troppo storica o quant'altro; no, l'orrore di quel gesto osceno è la tragedia del dna degli uomini. Quindi, l'idea di parteciparvi attraverso il mio lavoro mi piaceva ed emozionava molto: l'ho accolto con grande gioia ed entusiasmo. Con Carlo Carlei ho fatto altri due film, "Padre Pio" e "Ferrari". L'ho fatto anche per i miei figli"

Ne ha parlato con loro?

"Ho quattro figli e a Pietro, che ha sedici anni, ho fatto leggere dei libri per capire quanto anche per un non ebreo l'Olocausto è una tragedia della mia vita e della mia storia e che è la prima grande spaventosa tragedia che ha un'immane quantità impressionante di immagini da far vedere. Non dispone soltanto della grandezza dei libri di Primo Levi e degli altri, ma della straordinaria potenza terribile di quelle immagini, di quelle persone con quei terribili pigiami aggrappati a quei terribili reticolati. Queste sono le immagini che ho mostrato a Pietro. Mettere la mia faccia a servizio di questo ebreo mi ha reso felice: dobbiamo vigilare continuamente perché ci rendiamo conto che in effetti nulla cambia se pensiamo al Darfur e alla Birmania"

Che cosa si augura per lo spettatore che guarderà il film?

"Mi auguro che cambi l'interpretazione della storia in generale: abbiamo sentito sempre di un popolo ebreo che in qualche misura ha subito lo scempio dell'Olocausto, che non ha mai reagito e non si è organizzato in un'aggressiva risposta. Massimo Teglio in tal senso è un ebreo diverso: a un certo punto smette di subire e decide di agire e mettere a rischio la propria vita. È una lezione che insegna che si deve rispondere alla violenza"

Aveva già interpretato il ruolo di un ebreo nel film "Concorrenza sleale" di Ettore Scola...

"Una storia completamente diversa dove interpretavo un commerciante romano: la nefandezza delle leggi razziali lo divideva da un altro commerciante e tutto ciò fa pensare a quanto fossero grottesche le leggi italiane. Erano ridicole visto che il nostro popolo sembra quasi africano, facciamo ridere quando parliamo di razzismo ariano: siamo stati delle macchiette anche in questo"

Personalmente che cosa sapeva di Massimo Teglio?

"Conoscevo pochissimo di lui, lo dico onestamente: in questo senso incarno non un eroe tra i più famosi e mediatici, ma un eroe meno conosciuto e quindi Massimo Teglio rappresenta una miriade di italiani che durante quel periodo hanno compiuto gesti straordinari che resteranno sconosciuti alla maggior parte delle persone". (Giovanni Zambito)

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