| Due paesi nel caos, Pakistan e Kenya sull'orlo della guerra civile, |
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| 31/12/2007 | |
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31 dic. - Pakistan e Kenya sull'orlo della
guerra civile
In Kenya dopo le elezioni è caos. Impossibile stabilire il numero di
morti negli scontri tra l'esercito e i sostenitori del candidato
sconfitto che lamenta brogli. Solo a Nairobi le vittime sono 40. In
Pakistan invece tensione per la data delle elezioni.
124 morti Dopo contestatissima tornata elettorale Continua a crescere il bilancio dei morti accertati, provocati dai tumulti seguiti in Kenya alla contestatissima riconferma di Mwai Kibaki alla Presidenza della Repubblica. Le vittime sono almeno 124 (secondo fonti tv), da quando il risultato elettorale è stato ufficializzato con un margine di appena 230.000 voti sul candidato dell'opposizione Raila Odinga, dato in vantaggio dai sondaggi e dagli stessi risultati preliminari. Alcune vittime sono state uccise a colpi di arma da fuoco dagli agenti in assetto anti-sommossa a Kisumu e a Nakuru, capoluogo della provincia centrale della Rifty Valley. Quattro persone sono morti in un villaggio alla porte di Kapsdabet, principale centro del distretto di Nandi, nella medesima provincia. Si combatte anche a Kibera, vasto e miserabile sobborgo alla periferia di Nairobi. Si tratta in tutti i casi di roccaforti di Odinga e del suo Odm, l'Orange Democratic Movement. A Nakuru e presso Kapsabet, in particolare, a detta di fonti delle forze di sicurezza sarebbe stato aperto il fuoco sulla folla per disperdere i facinorosi, ma i decessi non sarebbero stati provocati dall'intervento dei poliziotti bensì sarebbero stati il risultato dei combattimenti divampati, dopo una breve tregua al calare delle tenebre, tra "gruppi politici rivali". Agli abitanti di Kibera è stato impedito di raggiungere il centro della capitale, dove in giornata il candidato ufficialmente sconfitto ha convocato un grande raduno per contestare l'esito della consultazione; per tutta risposta la folla e' tornata si' indietro, ma si è poi abbandonata a saccheggi e incendi di case ed esercizi commerciali appartenenti a esponenti del clan avverso. Impossibile volare La città di Kisumu, terza per importanza nel Paese e capoluogo della provincia occidentale di Nyanza tra i principali epicentri delle violenze, è praticamente isolata dal resto del Kenya. La compagnia di bandiera 'Kenya Airways' ha infatti annunciato la sospensione di tutti i voli da e per la località, a causa della mancanza di carburante provocata dai tumulti. La polizia: "State a casa oppure spariamo" La polizia avrebbe ricevuto l'ordine di sparare a vista per sedare le rivolte divampate dopo l'annuncio della riconferma del presidente Mwai Kibaki. Tuttavia un portavoce del governo smentisce che sia stato dato questo ordine. Al momento si contano un centinaio di morti in tutto il Paese, di cui solo 40 nella capitale Nairobi. L'ordine di aprire il fuoco avrebbe diviso gli agenti, molti dei quali simpatizzano con i manifestanti. Pakistan,voto slitta di 4 settimane Folla distrugge molti uffici elettorali La decisione non è ancora ufficiale, ma le elezioni legislative in Pakistan saranno "probabilmente" rimandate di "qualche settimana", almeno quattro. Lo dicono fonti governative anonime. Su un "leggero rinvio" è d'accordo anche il partito dell'ex primo ministro Sharif, schierato all'opposizione. Nettamente contrario a questa proposta lo schieramento della Bhutto, il Partito del Popolo pachistano. Si dovrebbe andare alle urne per rinnovare l'Assemblea Nazionale, il Parlamento federale di Islamabad, e le quattro assemblee delle province federate: Sindh, già roccaforte politica di Bhutto Punjab, Belucistan e North West Frontier. Il Paese è ancora tremendamente scosso da quanto accaduto. Oltre 40 uffici della commissione elettorale sono stati distrutti nei moti che hanno seguito l'assassinio dell'ex premier. Non a caso la Pml-Q, la Lega Musulmana del Pakistan-Frazione "Qaid i-Azam" guidata dal presidente Pervez Musharraf, aveva annunciato la sospensone della campagna, ipotizzando un rinvio del voto addirittura di "dieci-dodici settimane". La Commissione Elettorale Centrale terrà martedì una riunione di emergenza per decidere il da farsi; nei giorni scorsi la Commissione medesima aveva denunciato che in almeno nove diversi distretti i propri locali erano stati dati alle fiamme da torme di facinorosi, e che le liste con i nominativi di candidati e aventi diritto erano "state ridotte in cenere" dagli assalitori. |
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