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Ultimo aggiornamento: 20.07.2008 ore 07:27
E ALITALIA LASCIA MALPENSA - IL 31 L'INCONTRO DECISIVO CON I SINDACATI Stampa E-mail
30/03/2008
30 mar. - Scatta l'orario estivo di Alitalia. E per quest'anno non è una scadenza di routine. Il passaggio segna l'avvio del trasferimento dei voli intercontinentali su un solo hub, Roma Fiumicino, lasciando Malpensa.
alitalia_chiuso_280x200.jpgLa tappa più discussa del piano industriale "di sopravvivenza" di Alitalia necessaria: per i vertici della compagnia la scelta era necessaria e indifferibile per ridurre il "trend di perdite sempre più insostenibile" dovuto al vecchio assetto del network , ma il nodo del futuro dell'aeroporto varesino resta al centro di forti polemiche e di un acceso dibattito politico. Alitalia, con i conti in forte perdita ed un indebitamento oltre quota 1,36 miliardi, da un anno e mezzo attende che si concluda il percorso avviato per la privatizzazione: ha spiegato il progetto sottolineando "l'impossibilità per la compagnia, nell'attuale stato, di alimentare in modo efficiente e produttivo due hub", quindi l'improrogabile esigenza" di "radicali interventi".
La scelta di puntare su un solo hub è confermata dal piano di Air France-Klm per l'acquisizione di Alitalia  così per tamponare perdite per circa 200 milioni di euro l'anno su Malpensa Alitalia lascia 180 "slot" (i corridoi orari per decolli e atterraggi) su 350.
Una sforbiciata sopratutto dei voli di feederaggio (quelli che portano passeggeri da tutt'Italia in connessione con la partenza dei voli intercontinentali).
Lo scalo varesino resta collegato con nove destinazioni domestiche, 26 internazionali e tre intercontinentali (in tutto 38 destinazioni per 366 frequenze settimanali) a cui si aggiungono 23 della controllata low cost Volareweb.
Ma non sarà più un hub, visto che Alitalia vi manterrà solo i tre voli intercontinentali remunerativi (New York, San Paolo, Tokio) trasferendo i restanti 12 su Fiumicino.
Il nuovo disegno del network riorienta la compagnia sull'hub di Fiumicino che sarà connesso con 77 destinazioni (23 domestiche, 40 internazionali e 14 intercontinentali): un traffico che cresce con le frequenze settimanali che passano da 1.406 a 1.601.
Parallelamente Air One va ad occupare parte dello spazio che Alitalia lascia. "Domani mattina alle 9.40 - comunica la compagnia - decollerà il primo volo di air One da Milano Malpensa con direzione Napoli. Alle 10.45 un altro Airbus si alzerà in volo verso Roma Fiumicino".
Sono le prime, come già annunciato nei giorni scorsi, di "11 destinazioni nazionali, internazionali e intercontinentali che Air One attiverà entro l'estate da Malpensa", debuttando anche nei voli intercontinentali. Da metà giugno i voli che collegheranno Malpensa con Boston e Chicago, le prime due destinazioni di lungo raggio della compagnia di Carlo Toto.
SINDACATI-AF, DOMANI VERTICE DECISIVO Incontro importante, decisivo, quello previsto lunedì prossimo per riprendere il confronto tra Air France-Klm e le nove sigle sindacali che rappresentano i lavoratori di Alitalia. Jean-Cyril Spinetta ha messo le mani avanti: "Non posso andare oltre", ha scritto ai sindacati inviando da Parigi la sua proposta di accordo.
Lunedì troverà un fronte sindacale che si è schierato compatto sul no ma che é anche nella delicatissima situazione di dover prendere atto che la trattativa con i francesi è oggi l'unica strada percorribile per evitare il fallimento di Alitalia. I tempi sono stretti.
Resta al momento fissato alla mezzanotte di lunedì il termine ultimo per raggiungere una intesa, condizione che i francesi ritengono necessaria per portare avanti l'operazione.
Il cda di Alitalia, che deve dire l'ultima parola sulla possibilità di dare più tempo al confronto (Air France è d'accordo), potrebbe tornare a riunirsi subito dopo l'incontro con i sindacati.
Sul tavolo il delicatissimo equilibrio della cassa: la liquidità è agli sgoccioli, ed i 148 milioni recuperati in extremis (vendendo le azioni Air France in portafoglio e incassando crediti di imposta dallo Stato) danno fiato ma non permettono di guardare molto lontano.
E' per questo motivo che la Filt-Cgil ha detto di temere "decisioni irreversibili", una resa.
Il rischio fallimento mette d'accordo i sindacati sulla necessità di non chiudere la porta del confronto. E' più rigida la posizione dei piloti ma lunedì, al tavolo con Spinetta, ci sarà anche l'Anpac che ieri aveva disertato il confronto tra sigle.
"Nessuna spaccatura. Tutti diciamo no, con posizioni più o meno decise", dice il presidente dell'Anpac, Fabio Berti, che rappresenta 1070 piloti sui 2070 di Alitalia: Accettando la proposta dei francesi, spiega, i piloti "pagherebbero un prezzo altissimo: on lo permetteremo. Le distanze restano incolmabili".
Da Parigi sono arrivate aperture sul nodo delle attività dei servizi, come la disponibilità ad includere nel perimetro dell'offerta tutte le attività di handling e manutenzione leggera di Fiumicino, ma nessun passo indietro sul numero degli esuberi per i piloti, salito a 507 dopo la decisione dei francesi di rinunciare agli aerei full-cargo di Alitalia prevedendone una graduale chiusura. "Il piano è cambiato", e così i piloti, che guardavano con favore alla soluzione francese, sono ora "molto scettici".
Trattare per evitare il fallimento è la posizione, appena più sfumata, dei leader di Cgil, Cisl, Uil, Ugl. Dicono no ad un accordo ad "ogni costo", ma riconoscono che "allo stato non c'é alcuna alternativa alla trattativa con Air France", come dice il numero uno della Cgil Guglielmo Epifani.
Il dibattito politico continua ad essere acceso, ma l'ipotesi di una cordata italiana non è sul tavolo delle trattative. Ed i sindacati ne prendono atto.
"Trattiamo con gli unici interlocutori che abbiamo di fronte, i francesi", dice il leader della Cisl Raffaele Bonanni. Una alternativa? "Quando si vedrà si valuterà", e comunque "se c'é" dovrà fare "una proposta migliorativa rispetto a quella di Air France". Per il segretario generale dell'Ugl, Renata Polverini, "c'é una trattativa in corso e va portata avanti con un negoziato".
I sindacati hanno "il dovere di tentare - dice - perché altrimenti dovremo fare i conti con un fallimento".
Un commissariamento modello Parmalat non sarebbe la soluzione, dice il leader della Uil Luigi Angeletti: il gruppo di Collecchio "aveva un problema finanziario ma sul piano industriale funzionava, e in questo caso invece le cose non stanno così". (ANSA)
Commenti (2) >>
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scritto da raffaele, marzo 31, 2008

silvio chiudi la bocca per favore e non dire piu' puttanate.ormai non ti crede piu' nessuno ,a parte quelli....

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scritto da Beppe Stilo, marzo 30, 2008

Con Suez multinazionale dell'acqua,socia di Acea,Comune di Roma,i francesi non solo sono entrati sul nostro mercato dell'acqua,ma stanno potenziando la loro presenza sul mercato.Nella sola Toscana avranno insieme ad Acea ,tra non molto oltre il 40%.Con Alitalia,si prendono l'aria.Fra quanto tempo,dopo acqua ed aria,le multinazionali straniere ci porteranno via anche la terra? La storia si sta ripetendo,all'incontrario però,la Roma capitale del mondo,è uno sbiadito e nostalgico ricordo. Stanno svendendo tutto a prezzi di saldo.Silvio fai qualcosa.

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