| E' ARRIVATO - IL MOMENTO DELLA VERITA' - 250.OOO EURO PER SPUTTANARSI IN TV |
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| 13/06/2008 | |
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13 Giu. - di Luigi Crespi. - Ieri in prima serata su Italia 1, è andato in onda il nuovo programma condotto da Paola Perego, "Il momento della verità". che si rifà a "Moment of Truth", un format nato in Colombia. Il meccanismo è semplice: Il concorrente si sottopone preventivamente ad una batteria di duecento domande sulla sua vita privata, vagliate dalla macchina della verità, il famoso "poligrafo, che vanta una affidabilità del 98%".
Ventuno di queste vengono poi selezionate dagli
autori e riproposte in diretta tv e se la risposta è vera, domanda dopo
domanda si prosegue nel gioco fino a raggiungere 250.000 di vincita.
Un pò per lavoro e un pò per curiosità i programmi nuovi
li guardo tutti e questo sembrava il solito noioso quizzetto o "game",
come dicono quelli bravi. Finchè uno dei protagonisti di questa serata ha dovuto rispondere
davanti ai genitori, che lo avevano accompagnato a domande sulla sua sessualità.
I
genitori attoniti e imbarazzati hanno scoperto in diretta televisiva
che il figlio nottetempo amava fare la drug queen. Per carità, il fatto
in sè non sussiste e certamente non mi scandalizza, ma quello che ho
trovato ignobile è il meccanismo, il fine, il fatto che questo signore
abbia scelto liberamente di non dirlo ai genitori e che questi si siano
trovati senza poter scegliere di fronte ad una notizia così intima e a doverla condividere con milioni
di persone all'ascolto. Potrebbe anche trattarsi di un percorso nel
quale strumentalmente il protagonista abbia trovato il modo di dire una
verità che non è mai riuscito a confessare ed anche questo attiene alle
scelte individuali, strumentalizzate però dal mezzo televisivo.
Quindi
qual'è il fine di questo programma: dire la verità? Scoprire la verità?
No di certo! La verità è un pretesto scenico con l'unico obiettivo
di produrre ascolti, spostando sempre più il confine dell'etica e
dell'estetica, generando costantemente stupore, sdegno e sorpresa per
tentare di catturare i telespettatori. Quindi per l'audience siamo
disposti a sacrificare tutto, dignità, rispetto e a mistificare
qualunque cosa, anche la verità.
Ma cos'è l'audience? E' certo il
termometro del successo, del consenso, dell'affermazione, però è
soprattutto denaro, pubblicità, sponsor. Una tv commerciale è votata a questo, ma
si deve anche sapere che nel gioco delle rappresentazioni collettive
disegna e definisce identità, seleziona valori di riferimento,
discrimina ciò che è giusto da ciò che è sbagliato e contribuisce a
creare quella cultura che unita dalla lingua poi si declina in popolo o
nazione. E' una responsabilità da cui nemmeno una tv commerciale può
sottrarsi.
La conclusione che
non è di oggi e non riguarda solo quel programma, come non riguarda solo
Mediaset, è che per soldi si può fare qualunque cosa, rivelare le verità
più inime, raccontare i fatti più truci senza limiti alla nostra
fantasia anche quando essa si ritorce contro quello che
rappresentiamo come individui e come comunità.
I soldi non
rappresentano nella mia visione il problema, ma è l'investimento e la
centralità che la nostra società da al denaro come unico misuratore dei
valori e delle persone che diventa un problema.
Ho solo una speranza che l'Auditel decreti un flop, tracciando una discontinuità tra la gente e la rappresentazione dei suoi gusti, desideri, interessi che viene fatta da certa televisione, ma visti i risultati sempre sopra la media che questo format ha già ottenuto nel Regno Unito, Stati Uniti, Germania, Spagna, Svezia, e in Turchia... solo un miracolo!!. Luigi Crespi
scritto da Claudio M '58, giugno 14, 2008 Tempo fa ho letto il testo di una commedia che raccontava di una malattia che colpiva i ricchi attraverso i soldi e l'unico antidoto era di mangiare la merda dei poveri. Devo dire che mi era piaciuta molto, anche se per lavoro maneggio molti soldi, ma sopratutto mi ha fatto pensare molto al degrado culturale del popolo italiano e comunque del popolo in generale dove il valore del denaro ha sostituito il valore della conoscenza. Di fatto oggi succede il contrario, ovvero chi non possiede molti soldi e a causa della sua "cultura" li desidera, deve mangiare la merda dei ricchi o deve guardare in tv chi se la mangia. Detto questo, penso che l'andamento dei risultati elettorali, nel mondo e in particolare in Italia, sia conseguenza di questo scempio perpetrato dai governi passati e praticato con metodo rigorosamente scientifico dagli attuali governanti (anche attraverso le tv) Claudio scritto da bg, giugno 13, 2008 MA CHE SCHIFO QUESTE RETI MEDIASET! |
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