| E' INIZIATA LA GUERRA TRA CATASTROFISMI E OTTIMISMI |
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| 07/03/2008 | |
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07 mar. - di Francesco Fusco - Non è più tempo di promesse miracolistiche, il mondo, non soltanto
l’Italia, ha a che fare con una serie di fenomeni che si accavallano
producendo instabilità, inflazione, problemi politici, istanze che
arrivano dal basso difficili da accontentare, anche perché si vorrebbe
tutto e subito.
Gli Stati Uniti si dibattono fra una crisi finanziaria, un calo dei consumi interni derivante dal decremento della liquidità ma anche dalla fiducia dei consumatori che non sanno ancora cosa aspettarsi dal prossimo futuro.
Le parole di Bernanke, il capo della Fed, che predice perfino il fallimento di qualche banca, non rassicurano, come invece vorrebbe Gorge W.Bush, il quale nega che il suo Paese, con un Pil ancora dello 0,6 non è entrato in recessione, e che il Governo farà di tutto perché questo non avvenga.
Frattanto il petrolio ha superato la soglia dei 104 dollari al barile, ponendo una seria ipoteca inflazionistica sugli Stati Uniti, e a cascata su tutti gli altri Paesi, compresa l’Europa, avvantaggiata dal cambio Euro Dollaro, che comporta uno sconto del 33 per cento.
Ma negli Usa gli automobilisti pagano la benzina senza nessuno sconto, il prezzo si riflette direttamente su di loro e sulle case automobilistiche. General Motors e Ford, sono in affanno.
Cresce anche il costo del frumento, per l’accaparramento da parte dei paesi affluenti, i nuovi ricchi, Cina e India.
Gli investitori emigrano dai titoli di Wall Street e si rifugiano nell’oro, che ormai è vicinissimo alla soglia di 1000 dollari all’oncia (26 grammi circa).
In Europa la BCE vuole controllare l’inflazione e non cede alle pressioni del presidente della Commissione Europea, e dei Paesi esportatori che dal tasso di cambio soffrono: il tasso dell’euro rimane fermo diventando sempre più attraente soprattutto da parte dei cosiddetti “fondi sovrani”, che si dibattono fra la convenienza di avere in portafoglio una valuta forte, o investire “a sconto” negli Stati Uniti.
Il controllo dell’inflazione non fa allentare neppure le redini della Banca d’Inghilterra, che mantiene al 5,75 il tasso d’interesse della Sterlina.
Malgrado queste misure l’inflazione cresce perchè la domanda è superiore all’offerta, ( l’Opec si rifiuta di incrementare la produzione di petrolio), e colpisce soprattutto i generi di prima necessità, e quindi le classi più deboli dei vari Paesi.
Che a questo punto chiedono maggiorazioni sostanziose delle loro retribuzioni, che aziende alle prese con la concorrenza, e governi impegnati a obbedire ai dettami europei di mantenere entro il limite del 3 per cento il deficit, non riescono a soddisfare.
In Italia si discute sull’esistenza di un “tesoretto” da destinare ad alleviare il gravame fiscale sui lavoratori dipendenti, mentre in Germania, i lavoratori sono passati all’azione.
Hanno iniziato quelli dei trasporti aerei e ferroviari, gettando il Paese di Angela Merkel nel caos.
Hanno proclamato uno sciopero di dieci giorni, e già da lunedì decine di migliaia di passeggeri e centinaia di aerei sono rimasti a terra.
Nelle grandi città l’assenza di trasporti pubblici, ha intasato le strade.
In Italia si attende il risultato delle consultazioni elettorali per passare all’azione, perché farlo adesso non produrrebbe nessun esito con un Governo scaduto la cui azione è limitata.
Sarà il primo problema per chi vincerà la consultazione.
Da qui la prudenza necessaria nel fare promesse.
Perché il futuro può essere pieno di sorprese sgradevoli per aziende che non hanno saputo adeguarsi alla globalizzazione, e non hanno avuto modo di inserire i loro prodotti nei mercati affluenti, o non si sono strutturate in modo tale da affrontare non solo la concorrenza cinese e indiana, o coreana, ma neppure quella americana, la cui esportazione è privilegiata dal cambio del dollaro.
In altre parole, in questo momento il mondo sta attraversando una fase di caos.
Che avrebbe potuto essere evitata se i vari protagonisti avessero avuto il buon senso di sedersi tutti attorno a un tavolo e dare vita a una strategia comune. Invece, ognuno per i fatti suoi ha creduto di fare il furbo, o ha lasciato che le cose andassero liberamente, come l’acqua di un fiume verso il mare.
Solo che il fiume improvvisamente è entrato in piena, e ci vorrà del tempo perchè possa scorrere regolarmente.
Quanto? E’ l’interrogativo più diffuso e le risposte le più discordanti.
E’ iniziata la guerra fra catastrofismi e ottimisti.
Francesco Fusco
scritto da rino, marzo 08, 2008 il futuro penso sia incerto. Penso anche che questa crisi si risolverà con non pochi danni a carico dei più deboli. Crisi finanziaria dovuta, specialmente, alle banche, le quali, tramite la leva, pur di aumentare i loro guadagni, hanno prestato denaro, che non avevano, a coloro che non erano in grado di restituirlo con la speranza di cedere detti crediti inesigibili ad altri. Ossia tentando di agire scorrettamente. Speriamo che anche le persone responsabili paghino, almeno in parte i propri errori |
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